Marisa Merz, tre musei di Torino uniscono le collezioni per una retrospettiva sul centenario


Dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM di Torino presentano Marisa Merz – La danza delle ore, una mostra in tre capitoli che ripercorre l’opera dell’artista nel centenario della nascita, con lavori inediti, ricostruzioni storiche e opere restaurate.

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz e GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino collaborano alla realizzazione di Marisa Merz – La danza delle ore, una mostra in tre atti dedicata al centenario della nascita dell’artista Marisa Merz. L’esposizione, in programma dal 29 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 e sostenuta dalla Fondazione CRT, intende offrire una rilettura estesa della produzione di Marisa Merz attraverso un percorso distribuito nelle tre istituzioni cittadine.

Curata da Chiara Bertola, Sébastien Delot, Francesco Manacorda, Beatrice Merz, Chiara Parisi e Marianna Vecellio, la mostra affronta diversi aspetti della pratica dell’artista.

Concepita per ripercorrere l’opera e l’eredità dell’artista, nata a Torino il 23 maggio 1926, la rassegna si presenta come una retrospettiva di ampia portata che riunisce un insieme di opere provenienti da differenti contesti, comprendendo anche lavori inediti. L’obiettivo è restituire la complessità di una ricerca sviluppata nel corso di decenni. I tre capitoli espositivi approfondiscono il rapporto con i materiali e il processo creativo, il ruolo del tempo quotidiano come dimensione generativa, la casa intesa come laboratorio di trasformazione e la nozione di spazio come realtà al tempo stesso fisica e metafisica. L’insieme del progetto mira a evidenziare il carattere aperto e mutevole dell’opera di Marisa Merz, sottolineandone la continua evoluzione.

Marisa Merz, Senza titolo (Untitled) (1985) Su concessione di Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Foto: Paolo Pellion
Marisa Merz, Senza titolo (Untitled) (1985) Su concessione di Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino. Foto: Paolo Pellion
Marisa Merz, Senza titolo (2002; tecnica mista su lastra di ferro; Collezione Giancarlo e Danna Olgiati)
Marisa Merz, Senza titolo (2002; tecnica mista su lastra di ferro; Collezione Giancarlo e Danna Olgiati)

Al Castello di Rivoli, dove il progetto è curato da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio, il nucleo centrale dell’esposizione sarà costituito dalla ricostruzione di E il naufragar m’è dolce in questo mare, installazione presentata per la prima volta nel 1980 presso la galleria torinese Tucci Russo e successivamente riproposta nello stesso anno alla 39ª Biennale Arti Visive di Venezia. L’opera sarà collocata nella Manica Lunga al terzo piano del museo e fungerà da punto di partenza per un’indagine su alcuni temi ricorrenti nella ricerca dell’artista, come la tensione verso la manifestazione dell’invisibile e la capacità di dare forma visiva a dimensioni metafisiche che superano l’apparenza del reale.

Nell’ambito di quello che i curatori definiscono una retrospettiva aumentata, il Castello di Rivoli coinvolgerà inoltre un gruppo di artiste contemporanee il cui lavoro presenta elementi di continuità con la pratica e la visione di Marisa Merz. Partecipano al progetto Leonor Antunes, Micol Assaël, Beatrice Bonino, Miriam Cahn, Tacita Dean, Thea Djordjadze, Lara Favaretto, Daiga Grantina, Armineh Negahdari e Solange Pessoa.

La Fondazione Merz ospiterà invece il capitolo curato da Beatrice Merz e Sébastien Delot. Il percorso sarà costruito intorno ai concetti di processo e trasformazione, concentrandosi sulle modalità con cui Marisa Merz selezionava, disponeva e metteva in relazione materiali e oggetti. Al centro della riflessione vi sarà il particolare equilibrio che caratterizza le sue opere, spesso fondato su composizioni che possono apparire instabili ma che rivelano una precisa organizzazione interna. Attraverso lavori talvolta percepiti come effimeri, il percorso evidenzierà il processo di continua variazione e affinamento che contraddistingue la sua ricerca.

Marisa Merz, senza titolo (senza data; otto testine su tavolo in metallo,  tavolo 109 x 67 x 30 cm) Foto: Renato Ghiazza, su concessione di Fondazione Merz
Marisa Merz, senza titolo (senza data; otto testine su tavolo in metallo, tavolo 109 x 67 x 30 cm) Foto: Renato Ghiazza, su concessione di Fondazione Merz

Alla GAM, infine, Chiara Bertola e Chiara Parisi curano una sezione dedicata alla dimensione più intima e quotidiana del lavoro di Marisa Merz. L’allestimento prenderà avvio dall’idea della casa-studio-laboratorio, luogo nel quale esperienza artistica e vita quotidiana risultano strettamente intrecciate. In questa sede sarà inoltre restituita al pubblico Living Sculpture del 1966, opera appartenente alle collezioni della GAM e recentemente sottoposta a un intervento di restauro condotto dal Centro di Conservazione e Restauro di Venaria. Ad accompagnare il progetto sarà un unico catalogo dedicato alla mostra, la cui presentazione avverrà in occasione di un convegno di studi dedicato a Marisa Merz.

Dichiarazioni

“La mostra al Castello”, osservano Francesco Manacorda e Marianna Vecellio, “pone l’accento sulla dimensione ambientale della pratica di Marisa Merz, dando vita a un racconto polifonico che parla del cielo e del volo, di universi paralleli e della sfera lunare, spirituale, nonché femminile”.

“La Fondazione Merz”, dicono Beatrice Merz e Sébastien Delot, “con questa mostra si configura come un luogo privilegiato dedicato all’inedito e alla ricerca della sperimentazione: uno spazio in cui il visitatore può accedere alla sfera più nascosta dell’artista, ai suoi pensieri germinali, alle intuizioni e al dialogo silenzioso che accompagna la nascita delle opere. Quello che si rivela è un linguaggio espressivo profondamente personale, in cui alto e basso, cultura colta e popolare, pratiche artistiche e quotidiane si intrecciano per dar vita a opere sorprendenti, segnate da una forza sottile”.

“La mostra alla GAM”, dichiarano Chiara Bertola e Chiara Parisi, “si configura come uno spazio intimo e accogliente, capace di evocare la dimensione domestica. Importanti opere storiche convivono con momenti di raccoglimento e introspezione, visualizzando processi creativi aperti e in continua evoluzione. Il percorso diventa così metafora del fare artistico che si nutre di relazioni e di tempo, in cui ogni elemento contribuisce alla creazione dell’opera”.

“Il centenario della nascita di Marisa Merz rappresenta un’occasione straordinaria per celebrare una delle figure più autorevoli dell’arte contemporanea internazionale e, allo stesso tempo, per raccontare la capacità del Piemonte di fare sistema”, afferma Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte. “Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono competenze, patrimonio e visione in un progetto culturale di altissimo profilo che conferma Torino e il Piemonte come punto di riferimento nel panorama artistico europeo. Investire nella cultura significa valorizzare la nostra identità, rafforzare l’attrattività del territorio e creare nuove opportunità di crescita, conoscenza e partecipazione per le comunità. Marisa Merz appartiene alla storia dell’arte mondiale, ma le sue radici torinesi rappresentano un patrimonio che il Piemonte ha il dovere e l’orgoglio di custodire e promuovere”.

“Questo progetto espositivo testimonia lo speciale spirito collaborativo che anima le istituzioni torinesi dell’arte contemporanea” sostiene Rosanna Purchia, Assessore alla Cultura della Città di Torino. “Questa congiuntura è una vera e propria marcia in più che permette alla città di celebrare degnamente nel suo centenario un’artista donna che ha avuto un impatto radicale sulla storia dell’arte italiana e internazionale. La città di Torino è grata anche alla lungimiranza della Fondazione CRT che ha sposato questo progetto e questa attitudine di sistema integrato”.

“Siamo particolarmente felici che tre importanti istituzioni culturali torinesi abbiano scelto Milano e il Museo del Novecento come sede di questa presentazione, che sottolinea la profonda vicinanza culturale tra due città protagoniste della scena artistica italiana ed europea”, dichiara Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano. “Sappiamo bene quanto il lavoro di Marisa Merz sia profondamente legato alla città di Torino e alla stagione dell’Arte Povera, ma allo stesso tempo, ci fa piacere ricordare come anche il Museo del Novecento conservi importanti testimonianze di quella esperienza artistica, frutto di acquisizioni realizzate tra la fine degli anni Settanta e Ottanta, opere che il pubblico può oggi ammirare all’interno del percorso museale. Il prossimo autunno, il Museo del Novecento ospiterà nello spazio Archivi una mostra prodotta nell’ambito del ciclo Voci del Novecento, dedicata a Tommaso Trini. Una scelta particolarmente significativa, poiché Trini fu tra i primi critici a intuire la portata innovativa di quella che sarebbe poi stata definita Arte Povera, ma anche uno degli osservatori più attenti e sensibili del lavoro di Marisa Merz”.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraMarisa Merz – La danza delle ore
CittàTorino
SedeVarie sedi
DateDal 29/10/2026 al 04/04/2027
ArtistiMarisa Merz
CuratoriBeatrice Merz, Chiara Bertola, Chiara Parisi, Marianna Vecellio, Francesco Manacorda, Sébastien Delot
TemiArte contemporanea



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