Torino, alla Galleria Sabauda una mostra va sulle tracce di Raffaello in Piemonte


A Torino una mostra alla Galleria Sabauda va sulle tracce di Raffaello in Piemonte: esposte copie e rivisitazioni antiche dei suoi modelli.

Dal 30 ottobre 2020 al 14 marzo 2021, la Galleria Sabauda di Torino ospita la mostra Sulle tracce di Raffaello nelle collezioni sabaude, rassegna che i Musei Reali di Torino organizzano nel cinquecentenario della scomparsa di Raffaello Sanzio (Urbino, 1483 - Roma, 1520): la rassegna, attraverso dipinti, incisioni e oggetti di arte decorativa, illustra la diffusione dei modelli derivati dalla sua opera dalla prima metà del Cinquecento alla fine dell’Ottocento, in Piemonte e nelle raccolte dei Savoia.

Sono 33 le opere in mostra: l’arte di Raffaello viene evocata attraverso lavori che derivano direttamente dai suoi modelli, sia attraverso la pratica della copia, sia con la libera reinterpretazione delle sue invenzioni. Lo stile dell’Urbinate, caratterizzato da dolcezza ed eleganza, da straordinaria abilità disegnativa, da cromie preziose e da un perfetto equilibrio compositivo, diventò fin dal Cinquecento un riferimento per ogni genere artistico. La prima parte del percorso espositivo è dedicata alle copie antiche della famosa Madonna d’Orle?ans, opera giovanile di Raffaello forse appartenuta al duca Carlo II di Savoia, oggi conservata presso il Museo Conde? di Chantilly e replicata già nella prima metà del Cinquecento da alcuni dei principali artisti attivi in area piemontese. Deriva da un modello raffaellesco anche la Madonna della Tenda delle collezioni sabaude, restaurata con la collaborazione del Centro di Conservazione e Restauro La Venaria Reale e il sostegno di Intesa Sanpaolo. Ritenuta all’inizio dell’Ottocento opera autografa del maestro e venduta come tale nel 1828 al principe di Carignano Carlo Alberto, è stata poi attribuita a collaboratori come Perin del Vaga e Giovan Francesco Penni. Gli approfondimenti condotti in occasione della mostra propendono invece per una realizzazione intorno al 1530-1540 a Firenze, in una prestigiosa officina come quella di Andrea del Sarto.

La seconda parte presenta una selezione di stampe di soggetto sacro, mitologico e allegorico, dove i modelli di Raffaello sono rivisitati in modo originale. La circolazione dei modelli attraverso repertori e raccolte di stampe è documentata anche nelle arti minori, come attestano l’arazzo fiammingo con L’ingresso degli animali nell’arca di Noè, che cita le Stanze Vaticane, e gli smalti su porcellana del pittore ginevrino Abraham Constantin, testimone della fase ottocentesca del culto di Raffaello. L’itinerario si completa al primo piano della Galleria Sabauda, dove sono esposte opere di autori cinquecenteschi che si misurarono con Raffaello e con l’ideale di un’arte di insuperata perfezione.

La mostra è stata realizzata in partnership con Intesa Sanpaolo e in collaborazione con il Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale.

“Raffaello ha rappresentato, nei secoli, l’interprete sommo della bellezza e della grazia. Un genio capace di coniugare l’armonia formale con il palpito della vita”, dichiara Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali di Torino. “In questa mostra dossier abbiamo raccolto alcuni episodi della seduzione da lui esercitata sui principi di Savoia, con opere ancora poco note, che sono state studiate e restaurate per questa occasione. È un percorso ricco di curiosità e di sorprese, e sono grata a Intesa Sanpaolo per averlo sostenuto e ai restauratori del Centro della Venaria Reale per averci aiutato nella ricerca. Una collaborazione che è, insieme alla mostra, un segno della vita che continua e che ci aiuta forse a guardare oltre alle incertezze e alle paure del tempo presente”.

“Abbiamo accolto con grande entusiasmo l’affidamento di questo straordinario caso di studio da parte dei Musei Reali”, sottolinea Stefano Trucco, Presidente del Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale, “e ringraziamo Intesa Sanpaolo per aver contribuito al sostegno delle operazioni. Nel corso dei lavori il nostro gruppo di lavoro interdisciplinare ha potuto confrontarsi sulle problematiche tecniche e scientifiche con i principali istituti e laboratori di ricerca, allargando le collaborazioni e la rete usuale di partnership. Siamo particolarmente felici – conclude Trucco – di aver contribuito al processo di conoscenza innescato dai Musei Reali, che si presenta oggi in questa Mostra, e siamo convinti che il restauro sia sempre più un momento di crescita e di scambio professionale per tutti gli enti coinvolti”.

“Non è mai stato così importante, come in questo momento”, dichiara Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo, “sostenere il mondo della cultura e Intesa Sanpaolo si conferma ancora una volta solida presenza al fianco delle istituzioni pubbliche, di Torino e del Paese. Il Progetto Cultura della nostra Banca continua e rafforza il proprio impegno nel difendere e promuovere il valore del patrimonio d’arte italiano, che trova proprio nella pittura di Raffaello una delle più belle e alte espressioni”.

Defendente Ferrari, Madonna con Bambino, da Raffaello (1526; olio su tavola; Amsterdam, Rijksmuseum)
Defendente Ferrari, Madonna con Bambino, da Raffaello (1526; olio su tavola; Amsterdam, Rijksmuseum)


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