Rinascimento marchigiano. Cinquanta opere restaurate tornano per una mostra itinerante nel cratere del sisma


Prima tappa della mostra Rinascimento marchigiano è Ascoli Piceno; seguiranno Roma e Senigallia.

Sono passati tre anni dal terremoto del 2016 e 51 opere restaurate faranno ritorno nel cratere del sisma in occasione di una mostra itinerante in tre tappe che prenderà il via il 22 novembre 2019 ad Ascoli Piceno presso il Forte Malatesta

La rassegna, dal titolo Rinascimento marchigiano. Opere d’arte restaurate dai luoghi del sisma, a cura di Stefano Papetti e Pierluigi Moriconi, nasce da una collaborazione siglata da ANCI Marche e Pio Sodalizio dei Piceni nel 2017, che si sono impegnati nel recupero delle opere d’arte danneggiate dal sisma e dall’apporto scientifico della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche. 

Le 51 opere marchigiane in mostra sono di proprietà di diciassette differenti Enti pubblici ed ecclesiastici delle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. 

I visitatori potranno ammirare manufatti compresi tra il Quattrocento e il Settecento, alcuni dall’alto valore devozionale e non storico-artistico e altri dal grande valore storico-artistico, come ha affermato il curatore Stefano Papetti. Tra questi, crocifissi lignei e vesperbild di ambito tedesco che ancora oggi si trovavano all’interno delle chiese per essere oggetto di preghiera. Saranno presenti le Scene della vita di santa Lucia di Jacobello del Fiore provenienti dal Palazzo dei Priori di Fermo, la Madonna orante, il Bambino e angeli musicanti di Sarnano ad opera di Vittore Crivelli, le due predelle di Vincenzo Pagani e la Crocifissione di Stefano Folchetti, la Natività con i santi Girolamo, Francesco, Antonio da Padova e Giacomo della Marca di Cola dell’Amatrice provenienti dalla sacrestia della Chiesa di San Francesco ad Ascoli Piceno. E ancora, opere di Giovanni Baglione, del Cavalier d’Arpino e di Giovanni Serodine. 

I restauri sono stati eseguiti da tecnici marchigiani in collaborazione con l’Università di Camerino e l’Università di Urbino e la direzione scientifica della Soprintendenza. Gli interventi hanno inoltre consentito di effettuare nuove attribuzioni e di acquisire nuove conoscenze sulla tecnica pittorica e sui materiali utilizzati dai pittori.

Obiettivo della mostra è anche rendere fruibili le opere restaurate; come afferma il curatore Pierluigi Moriconi: “Terminate le mostre, le opere che non potranno essere ricollocate nelle loro sedi originali perché crollate o non ancora restaurate, saranno collocate in otto depositi e lì saranno sempre a disposizione del pubblico”.  

Dopo la prima tappa ad Ascoli Piceno, la mostra sarà trasferita a Roma presso il Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni (dal 18 febbraio al 5 luglio 2020) e successivamente, dal 23 luglio al 3 novembre 2020, per la terza e ultima tappa, a Senigallia presso il Palazzo del Duca.   

Per info: www.ascolimusei.it

Orari: Martedì e giovedì dalle 10 alle 13; mercoledì e venerdì dalle 15 alle 18; sabato, domenica, festivi e prefestivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Chiuso il lunedì. 

Biglietti: Intero 6 euro, ridotto 4 euro. 

Rinascimento marchigiano. Cinquanta opere restaurate tornano per una mostra itinerante nel cratere del sisma
Rinascimento marchigiano. Cinquanta opere restaurate tornano per una mostra itinerante nel cratere del sisma


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