Vigevano dedica una grande mostra a Regina Cassolo: 108 opere al MANLo


Dal 26 febbraio 2026 il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, nel Castello Sforzesco di Vigevano (Pavia), presenta “Regina. Sperimentatrice geniale”, un allestimento permanente con 108 opere tra sculture, disegni e collage che ripercorre la ricerca dell’artista tra sperimentazione e avanguardie.

Il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina (MANLo) di Vigevano (Pavia) dedica un ampio allestimento alla scultrice Regina Cassolo (Mede Lomellina, 1894 – Milano, 1974). La mostra, intitolata Regina. Sperimentatrice geniale, inaugurata il 25 febbraio 2026 alle ore 18 negli spazi restaurati del Castello Sforzesco di Vigevano è aperta al pubblico dal 26 febbraio. L’esposizione si colloca al primo piano della terza scuderia del castello, ambienti rinnovati e accessibili per la prima volta al pubblico, e resterà visitabile almeno fino al 2029. La mostra è curata dalla direttrice del museo Stefania Bossi insieme a Valentina Cane e Michele Tavola, con il contributo di un comitato scientifico che ha collaborato alla ricostruzione del percorso artistico dell’autrice.

Il progetto è promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia e rappresenta uno degli interventi più recenti di valorizzazione degli spazi del complesso sforzesco. I lavori di ristrutturazione e restauro, che hanno comportato un investimento di quasi 300 mila euro, hanno consentito di predisporre un allestimento permanente dedicato alla figura dell’artista, con l’obiettivo di restituire al pubblico la portata della sua ricerca nel panorama del Novecento.

Viste generale dell'allestimento,
Viste generale dell’allestimento, Regina. Sperimentatrice geniale, MANLo, Vigevano. Crediti: © Federico Manusardi per Ministero della Cultura | DRMN-LOM
Viste generale dell'allestimento,
Viste generale dell’allestimento, Regina. Sperimentatrice geniale, MANLo, Vigevano. Crediti: © Federico Manusardi per Ministero della Cultura | DRMN-LOM
Vista della sezione dedicata alle sculture, in primo piano
Vista della sezione dedicata alle sculture, in primo piano Ritratto di Mariuccia Rognoni, 1948; Regina. Sperimentatrice geniale, MANLo, Vigevano. Crediti: © Federico Manusardi per Ministero della Cultura | DRMN-LOM
Vista di tre sculture in gesso, 1928 - 1930;
Vista di tre sculture in gesso, 1928 - 1930; Regina. Sperimentatrice geniale, MANLo, Vigevano. Crediti: © Federico Manusardi per Ministero della Cultura | DRMN-LOM
In primo piano il dittico in gesso e bronzo
In primo piano il dittico in gesso e bronzo Canarino, 1928 circa; in secondo piano due rilievi in gesso Aironi, 1928 circa; Regina. Sperimentatrice geniale, MANLo, Vigevano. Crediti: © Federico Manusardi per Ministero della Cultura | DRMN-LOM
In primo piano
In primo piano Ritratto di Mariuccia Rognoni, 1948; sullo sfondo due opere in alluminio, Fanciulla con trecce 1932-1933 e Ritratto di ragazza 1931-1933; Regina. Sperimentatrice geniale, MANLo, Vigevano. Crediti: © Federico Manusardi per Ministero della Cultura | DRMN-LOM

“È con grande soddisfazione”, afferma il Direttore dei musei statali lombardi Rosario Maria Anzalone, “che giungiamo all’inaugurazione di questa importante esposizione nei rinnovati ambienti del primo piano del MANLo a Vigevano. Il lungo percorso progettuale, avviato nel 2024 con l’accordo di comodato delle opere con il Comune di Mede e la riqualificazione degli spazi nello straordinario complesso sforzesco, trova così il suo più naturale compimento. Ringrazio di cuore istituzioni e persone per l’alacre lavoro di questi anni, orientato a offrire al pubblico un racconto ricco e sfaccettato di un artista speciale: “Regina. Sperimentatrice geniale” costituisce una concreta occasione di rilancio per un museo sul quale stiamo investendo con la volontà di supportare la comunità lomellina. Siamo pronti ad accogliere i visitatori che vorranno condividere con la città e il nostro istituto questa splendida esperienza espositiva”.

“Il progetto scientifico di questa esposizione”, continua la direttrice Stefania Bossi, “ha cercato di restituire la complessità di un’artista di respiro internazionale originaria della Lomellina, proseguendo l’importante e doveroso percorso di riscoperta critica degli ultimi decenni. Il titolo scelto “Sperimentatrice geniale”, tratto da un’espressione della critica Lea Vergine, vuole sottolineare la capacità dell’artista di inventare ogni volta un modo nuovo di fare scultura ed è una sorta di invito a lasciarsi condurre nella mente creativa di Regina anche attraverso le citazioni tratte dai suoi taccuini e apprezzare come la scultura può diventare leggera, mobile, visionaria. Un ricco calendario di incontri e laboratori per scuole, adulti e famiglie permetterà di approfondirne la conoscenza e apprezzare la libertà e l’indipendenza che ha sempre caratterizzato il suo operato”.

Il percorso espositivo riunisce complessivamente 108 opere, tra cui 41 sculture e circa 65 lavori tra disegni e collage. L’intento è mettere in evidenza la modernità della produzione di Regina Cassolo e la capacità dell’artista di sviluppare una ricerca autonoma all’interno delle correnti sperimentali del secolo. Il progetto si propone di evidenziare la formazione culturale e le diverse fasi evolutive della carriera di Regina, a partire dagli anni della formazione accademica fino agli sviluppi maturi legati al confronto con le avanguardie del Novecento. Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche che seguono le principali direttrici della sua ricerca. La prima sezione introduce la figura dell’artista e ripercorre la biografia e le tappe fondamentali della carriera, dalla formazione ai primi tentativi di affermazione fino alla maturazione dell’astrazione. La seconda sezione approfondisce il rapporto con i materiali e mette in evidenza la tensione tra la tradizione scultorea e l’interesse per nuove soluzioni tecniche e sperimentali. Una terza parte è dedicata al rapporto con il Futurismo, movimento a cui Regina aderì con una declinazione personale, sviluppando una ricerca incentrata soprattutto sull’utilizzo dell’alluminio. L’ultima sezione affronta il legame tra l’artista e la natura, con un’attenzione particolare agli erbari, attraverso i quali Regina indagò forme di sintesi tra osservazione naturale e astrazione.

Regina Cassolo, Testa di donna (Autoritratto) (1925-1927; gesso, 30 × 19 × 15 cm) © Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano, Ministero della Cultura
Regina Cassolo, Testa di donna (Autoritratto) (1925-1927; gesso, 30 × 19 × 15 cm) © Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano, Ministero della Cultura
Regina Cassolo, La signora provinciale (Signora dell’800) (1930-31; alluminio e filo di ottone, 27,5 × 19× 8,5 cm) © Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano, Ministero della Cultura
Regina Cassolo, La signora provinciale (Signora dell’800) (1930-31; alluminio e filo di ottone, 27,5 × 19× 8,5 cm) © Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano, Ministero della Cultura
Regina Cassolo, Ritratto di Luigi Bracchi (1925 circa; gesso, 43 × 24 × 24,5 cm) © Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano, Ministero della Cultura
Regina Cassolo, Ritratto di Luigi Bracchi (1925 circa; gesso, 43 × 24 × 24,5 cm) © Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano, Ministero della Cultura
Regina Cassolo, Nave (Piroscafo) (1933-34; alluminio 22,3 × 39,2 x 3 cm) © Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano, Ministero della Cultura
Regina Cassolo, Nave (Piroscafo) (1933-34; alluminio 22,3 × 39,2 x 3 cm) © Museo Archeologico Nazionale della Lomellina, Vigevano, Ministero della Cultura

Nella vicenda creativa dell’artista il concetto di sintesi astratta rappresenta un elemento centrale. I primi segnali di tale orientamento emergono già nella seconda metà degli anni Venti, dopo il periodo di apprendistato presso lo scultore Giovanni Battista Alloati a Torino. L’esordio pubblico avviene nel dicembre del 1928 alla Prima Mostra Regionale d’Arte Lombarda organizzata alla Permanente di Milano, dove Regina espone due bronzi accademici: Testa di ragazzo del 1925 e Popolana, realizzata nello stesso periodo. Il percorso artistico raggiunge una fase di maturazione nei decenni successivi. Un momento importante si colloca nel gennaio del 1952, quando l’artista partecipa a Milano alla mostra Materie plastiche in forme concrete (rhodoid, sicofoil, celluloide, plexiglas, perspex, laminati plastici). In quell’occasione Regina espone accanto ad artisti come Lucio Fontana, Bruno Munari, Mario Nigro e Gillo Dorfles, presentando opere che indagano le potenzialità dei nuovi materiali sintetici e il loro impiego nella ricerca artistica.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo pubblicato da emuse, che raccoglie saggi di approfondimento e apparati scientifici dedicati alla figura dell’artista e alle opere in mostra. Il volume è stato realizzato grazie al sostegno di Fondazione Monte di Lombardia, Società Storica Vigevanese, Istituzioni Riunite ETS Mede, Sicam e Rotary Club Vigevano Mortara. La Fondazione Monte di Lombardia ha inoltre finanziato la realizzazione delle descrizioni certificate Descrivedendo presenti in mostra, strumenti pensati per migliorare l’accessibilità del percorso espositivo per i visitatori con disabilità visiva. L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di attenzione all’inclusione e alla fruizione dei contenuti culturali da parte di pubblici diversi.

Note sull’artista

Regina Cassolo fu una delle personalità più singolari dell’arte italiana del Novecento. Formata all’Accademia di Brera, negli anni Venti iniziò a distaccarsi dall’impostazione accademica per avviare una ricerca autonoma tra scultura e disegno. Nel decennio successivo si avvicinò al Futurismo e nel 1931 presentò alla Galleria Senato di Milano le prime opere realizzate con materiali come latta, alluminio e celluloide, sperimentazioni che alleggerivano la scultura tradizionale e ne modificavano il rapporto con la materia. Nel 1934 partecipò alla XIX Biennale di Venezia e sottoscrisse il Manifesto tecnico dell’Aeroplastica futurista, prendendo parte a numerose esposizioni in Italia e all’estero. Nel secondo dopoguerra aderì al Movimento Arte Concreta su invito di Bruno Munari e nel 1951 tenne una mostra personale alla Libreria Salto. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta continuò a sviluppare la propria ricerca tra scultura e disegno, con un interesse crescente per i temi del linguaggio e della natura. Negli anni Settanta l’opera di Cassolo tornò progressivamente all’attenzione della critica, processo che culminò nella mostra L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940. Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche, allestita a Palazzo Reale di Milano nel 1980, che contribuì a consolidarne il ruolo di pioniera della sperimentazione artistica.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraRegina. Sperimentatrice geniale
CittàVigevano
SedeMuseo Archeologico Nazionale della Lomellina
DateDal 01/03/2026
ArtistiRegina Cassolo Bracchi
CuratoriMichele Tavola, Stefania Bossi, Valentina Cane
TemiArte contemporanea, Scultura, Avanguardia, Arte del Novecento



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