Riapre la sezione Numismatica del MANN con oltre 6.000 monete e nuovi reperti


Dal 25 maggio riapre al MANN la sezione Numismatica con oltre 6.000 monete, medaglie e materiali archeologici, affiancati da 130 gioielli e rari tessuti aurei restaurati. Il percorso racconta l’evoluzione della moneta dall’antichità all’età moderna.

Dal 25 maggio riapre al pubblico la sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), al termine di un intervento sostenuto da un finanziamento straordinario del Ministero della Cultura, nell’ambito del PON Cultura e Sviluppo 2014-2020, integrato da fondi ordinari 2024 e 2025. L’intervento ha consentito un ampliamento del percorso espositivo e una riorganizzazione complessiva delle collezioni, con l’inserimento di nuovi nuclei di materiali e il riallestimento di sezioni già presenti.

Il percorso si presenta come una struttura articolata che raccoglie oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, ai quali si aggiungono ulteriori materiali archeologici, e si sviluppa come una lettura della storia economica e culturale del Mediterraneo e dell’Italia meridionale dall’antichità fino all’età moderna. L’insieme dei reperti consente di attraversare sistemi monetari e contesti produttivi differenti, dal mondo greco a quello romano, fino alle fasi medievali, rinascimentali e moderne, includendo anche emissioni bizantine, longobarde, normanne, angioine, aragonesi e delle successive dominazioni europee e borboniche.

La moneta è proposta come oggetto culturale complesso, portatore di valori simbolici, tecnologici e comunicativi. Il comunicato del museo richiama la funzione della moneta come unità di valore, mezzo di scambio e indicatore di status, evidenziando al contempo la sua trasformazione contemporanea verso forme sempre più smaterializzate. All’interno di questa prospettiva, viene sottolineato anche il ruolo storico della moneta come mezzo di comunicazione ante litteram, capace di veicolare immagini, simboli e potere politico.

Dettagli della sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Foto: Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN)
Dettagli della sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Foto: Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN)

Il nuovo allestimento del MANN propone quindi un percorso che intende ricostruire la lunga durata della storia monetaria, dalle emissioni greche e italiche fino agli studi e alle collezioni dell’età moderna. Un elemento centrale dell’ampliamento riguarda l’inserimento di centotrenta gioielli in oro, metalli preziosi e gemme, tornati visibili al pubblico dopo circa cinquant’anni. Si tratta di manufatti di ambito greco, italico, magno-greco, etrusco, romano e tardo-antico, presentati in un percorso diacronico e, ove possibile, collegati ai contesti di ritrovamento. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire una lettura estetica, storica e socioculturale della produzione orafa antica, attraverso oggetti che testimoniano tecniche e modelli di alto livello artigianale.

Accanto ai gioielli, la riapertura include un nucleo di particolare rilievo costituito da rari tessuti aurei provenienti dall’area vesuviana sepolta dall’eruzione del 79 d.C. I manufatti, restaurati in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, tornano esposti dopo un lungo intervento conservativo. Le analisi condotte nel corso del restauro hanno evidenziato la complessità delle lavorazioni, caratterizzate dall’intreccio di fili d’oro e seta selvatica. Il museo sottolinea inoltre l’innovazione delle modalità di conservazione e di esposizione adottate per questi materiali, considerati testimonianze rare della produzione tessile di età imperiale.

Dettagli della sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Foto: Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN)
Dettagli della sezione Numismatica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Foto: Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN)

Curata da Renata Cantilena e Floriana Miele, con la collaborazione scientifica di Lucia Amalia Scatozza per la sezione dedicata alle antiche gioiellerie, la Numismatica sarà presentata al pubblico il 25 maggio alle 11.30. In vista della riapertura, sono stati effettuati interventi di risanamento degli arredi storici, oltre alla pulitura e al restauro integrale degli esemplari esposti. Il progetto ha riguardato anche l’aggiornamento dell’illuminazione e il potenziamento del sistema di videosorveglianza nelle vetrine. Tra le nuove evidenze espositive figurano un prezioso ripostiglio di monete proveniente dalla Caupona di Salvius a Pompei e un’importante iscrizione funeraria riferita a un nummularius, figura assimilabile a un cambiavalute in ambito romano.

“La riapertura della sezione Numismatica”, commenta il Direttore Generale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Francesco Sirano, “corona le rigorose attività di studio e ricerca nel ricchissimo Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, collezione eccezionale non solo per il numero di esemplari conservati (circa 160mila), ma anche per l’estensione temporale e la varietà delle zecche emittenti. Quella che raccontiamo non è una semplice raccolta di monete, ma un vero e proprio viaggio sorprendente per la sua multiformità, un viaggio nel tempo e nello spazio che ci porta dall’antica Grecia all’Italia e alle altre regioni dell’Impero romano, dai mercati popolari alle grandi corti rinascimentali. Un viaggio, infine, anche nella storia stessa del Museo: non a caso l’allestimento è aperto simbolicamente dal busto di Giuseppe Fiorelli, principale ordinatore della sezione numismatica dell’Istituto. Presentiamo una collezione rinnovata e più accessibile, con apparati bilingue, resa ancora più affascinante dall’approfondimento sugli antichi gioielli, che restituiscono uno spaccato di estremo interesse sul gusto e sul design del passato. E, a conclusione del percorso, ci aspettano i tessuti d’oro dall’area sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. che lasciano senza parole per la loro rarità. La riapertura della Numismatica segna un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione per incrementare l’offerta culturale destinata ai cittadini e a tutti i visitatori”.




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