Napoli, il Museo Cappella Sansevero apre eccezionalmente le sue porte ai visitatori non vedenti e ipovedenti con un’iniziativa dedicata all’accessibilità del patrimonio artistico. Martedì 17 marzo 2026 il museo di Napoli organizza infatti la visita tattile “La meraviglia a portata di mano”, un’esperienza speciale che consentirà di esplorare attraverso il tatto alcune delle opere più celebri custodite nel complesso monumentale, tra cui il celebre Cristo velato di Giuseppe Sammartino e i bassorilievi marmorei della Pudicizia, opera di Antonio Corradini, e del Disinganno, di Francesco Queirolo.
L’iniziativa rappresenta un’apertura straordinaria ed esclusiva dedicata al pubblico con disabilità visiva e nasce con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile il patrimonio storico-artistico del museo attraverso modalità calibrate sulle esigenze dei visitatori. Il progetto è organizzato dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – ETS APS, sezione territoriale di Napoli.
La visita tattile sarà gratuita e si svolgerà dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.30. L’accesso è consentito esclusivamente su prenotazione obbligatoria, da effettuare telefonicamente o via e-mail fino a esaurimento dei posti disponibili. In occasione dell’iniziativa ogni visitatore non vedente o ipovedente potrà accedere con un accompagnatore oppure con il proprio cane guida. Per garantire la tutela delle opere in marmo, durante l’esplorazione tattile non sarà consentito indossare anelli, bracciali, orologi o altri oggetti che possano entrare in contatto con le superfici delle sculture.
Il progetto è stato presentato il 10 marzo nel corso di un incontro al quale hanno partecipato la presidente del Museo Cappella Sansevero, Maria Alessandra Masucci, il presidente della sezione napoletana dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Giuseppe Ambrosino, e la guida turistica Roberta Meomartini, esperta nella progettazione di percorsi tattili.
“L’organizzazione di questa giornata è stata complessa e ha richiesto molti mesi di lavoro, ma siamo felici di offrire nuovamente, dopo più di dieci anni, un’esperienza speciale a coloro che possono apprezzare la bellezza del nostro patrimonio artistico soltanto attraverso l’esplorazione tattile”, spiega Maria Alessandra Masucci. “Questa iniziativa va ad arricchire il nostro programma per la realizzazione di uno spazio culturale inclusivo e accessibile attraverso percorsi e strumenti specifici calibrati sulle diverse esigenze dei visitatori del museo”.
“La fruizione della bellezza deve intendersi come diritto universale perché l’arte non deve essere un privilegio solo della vista”, afferma Giuseppe Ambrosino. “I progetti di accessibilità, come ‘La meraviglia a portata di mano’, trasformano un museo in un luogo di vera inclusione, contribuendo ad affermare che l’arte è di tutti o non è di nessuno. In questa occasione non si consentirà solo ai visitatori ciechi di sfiorare la scultura marmorea ma si permetterà alla bellezza di fluire attraverso le mani per arrivare dritta al cuore. Poter toccare il Cristo velato significa abbattere le barriere tra l’opera d’arte e chi è escluso dalla sua meraviglia. Questo approccio trasforma il godimento estetico in un’esperienza infinita”.
Il percorso di visita sarà strutturato in modo specifico per il pubblico coinvolto. I partecipanti saranno accolti dallo staff dei servizi educativi del museo con una presentazione introduttiva dedicata alla storia della Cappella Sansevero e alla figura di Raimondo di Sangro, principe di Sansevero e ideatore del complesso programma iconografico del monumento.
Successivamente avrà luogo l’esplorazione tattile delle principali opere del museo. I visitatori potranno avvicinarsi al Cristo velato, capolavoro della scultura barocca realizzato da Giuseppe Sanmartino nel 1753, celebre per la straordinaria resa del velo marmoreo che sembra aderire al corpo di Cristo con incredibile realismo. Per permettere l’esperienza tattile sarà eccezionalmente rimossa la recinzione che normalmente protegge la scultura e il pubblico, dotato di guanti di lattice, potrà percepire direttamente le trame e le superfici del marmo.
Il percorso proseguirà poi con i bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno, due delle sculture simbolo della cappella, anch’esse esplorate attraverso il tatto. L’attività sarà guidata da accompagnatori non vedenti appartenenti all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, formati appositamente per questa esperienza. La loro preparazione è stata curata da Roberta Meomartini in collaborazione con il museo, in modo da costruire una modalità di racconto e di guida adatta alla percezione tattile delle opere.
Al termine della visita gli ospiti saranno accompagnati nella sacrestia della cappella, dove riceveranno in omaggio una guida speciale in braille realizzata dal museo insieme all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e stampata dalla Stamperia Regionale Braille ETS di Catania. Il volume resterà successivamente a disposizione delle persone con disabilità visiva che visiteranno la cappella.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio programma di accessibilità sviluppato dal Museo Cappella Sansevero negli ultimi anni. Durante tutto l’anno, infatti, il museo mette a disposizione diverse modalità di visita progettate per pubblici con esigenze specifiche. Tra queste il tour “DescriVedendo”, che offre audioguide dedicate alle persone ipovedenti, e i percorsi video in LIS pensati per il pubblico sordo, disponibili sia come supporto durante la visita sia online.
Il museo ha inoltre sviluppato il progetto “Museo per tutti”, con percorsi pensati per visitatori adulti e bambini con disabilità intellettiva. Attraverso queste iniziative l’istituzione intende favorire l’incontro tra il pubblico e il patrimonio artistico della cappella, rendendo possibile una fruizione sempre più autonoma delle opere e degli spazi del complesso monumentale.
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare la Cappella Sansevero in un luogo sempre più aperto e inclusivo, dove la cultura e la bellezza possano essere condivise da tutti. Attraverso progetti come “La meraviglia a portata di mano”, il museo continua dunque a lavorare per abbattere le barriere che limitano l’accesso all’arte, riaffermando il principio secondo cui il patrimonio culturale deve essere un diritto universale e non un privilegio.
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