Egitto, scoperto a Luxor deposito di 22 sarcofagi dei “cantori di Amon” con 8 papiri


La missione congiunta tra Consiglio Supremo delle Antichità e Fondazione Zahi Hawass ha individuato, nell’area sud-occidentale del cortile della tomba di Seneb a Qurna (Luxor, Egitto), un deposito del Terzo Periodo Intermedio con mummie, vasi legati all’imbalsamazione e otto rari papiri, alcuni ancora con sigillo in argilla.

Nel settore sud-occidentale del cortile della tomba di Seneb, nell’area di Qurna sulla riva occidentale di Luxor, in Egitto, una missione archeologica egiziana congiunta tra il Consiglio Supremo delle Antichità e la Fondazione Zahi Hawass per le Antichità e il Patrimonio ha individuato un deposito di sarcofagi lignei dipinti contenenti mummie, insieme a un gruppo di rari papiri databili al Terzo Periodo Intermedio (1070/1069-712 a.C.).

Secondo quanto comunicato dal ministro del Turismo e delle Antichità, Sherif Fathy, la scoperta si inserisce nel quadro delle recenti attività di ricerca sostenute dallo Stato egiziano nell’ambito di una strategia di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Il ministro ha sottolineato l’attenzione del Ministero riservata agli interventi di restauro e allo studio scientifico che accompagnano ritrovamenti di tale natura, con l’obiettivo di garantire la conservazione secondo standard internazionali e predisporre in seguito un’esposizione adeguata dei materiali, anche in funzione del turismo culturale, con particolare riferimento al territorio di Luxor.

Il deposito con i sarcofagi dei “cantori di Amon”. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
I sarcofagi dei “cantori di Amon”. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
Sarcofago ligneo dipinto aperto. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
Un sarcofago ligneo aperto. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
Sarcofago ligneo dipinto aperto. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
Un sarcofago ligneo chiuso. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
Sarcofago ligneo dipinto aperto. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
Un sarcofago ligneo aperto. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità

Il direttore della missione, Zahi Hawass, ha definito il rinvenimento di rilievo per la conoscenza del Terzo Periodo Intermedio. Le indagini hanno portato alla luce una camera rettangolare scavata nella roccia, utilizzata come deposito funerario. All’interno sono stati trovati 22 sarcofagi lignei policromi disposti su più livelli. L’organizzazione interna del deposito evidenzia un preciso sfruttamento dello spazio: i sarcofagi erano collocati in dieci file orizzontali sovrapposte, con i coperchi separati dalle casse per ottimizzare la capienza dell’ambiente. Accanto ai sarcofagi, la missione ha recuperato un gruppo di vasi in ceramica, ritenuti funzionali alla conservazione dei residui dei materiali impiegati durante il processo di imbalsamazione.

Il segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, Hisham El-Leithy, ha precisato che sono in corso studi finalizzati a chiarire l’identità dei defunti. La maggior parte dei sarcofagi riporta titoli professionali invece dei nomi personali. L’appellativo più ricorrente è quello di “cantore di Amon”, elemento che apre prospettive di ricerca sulla classe dei musicisti e dei cantori attivi nel culto del dio Amon durante il Terzo Periodo Intermedio. Le condizioni conservative dei manufatti lignei hanno reso necessario un intervento immediato del team di restauro della missione. Le operazioni hanno incluso il consolidamento delle fibre lignee compromesse, il trattamento delle superfici in rivestimento policromo interessate da distacchi e un’accurata pulitura meccanica per rimuovere i depositi superficiali senza alterare la vivacità dei colori originari. Ogni elemento è stato inoltre sottoposto a documentazione fotografica e architettonica prima del trasferimento nei magazzini di deposito. Il supervisore della missione, Afifi Rahim, ha attribuito il deposito al Terzo Periodo Intermedio, corrispondente alle dinastie XXI-XXV. Nonostante l’assenza di nomi personali, le mummie risultano ancora all’interno dei rispettivi sarcofagi. Le indagini proseguono con l’obiettivo di individuare le tombe originarie da cui i manufatti sarebbero stati trasferiti.

I papiri all’interno del vaso in terracotta. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
I papiri all’interno del vaso in terracotta. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
Un papiro con sigillo in argilla. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità
Un papiro con sigillo in argilla. Foto: Ministero del Turismo e delle Antichità

Infine, particolare rilievo assume il ritrovamento di otto papiri, rinvenuti all’interno di un grande vaso in terracotta. Alcuni esemplari conservano ancora il sigillo originario in argilla. I documenti presentano dimensioni differenti e saranno oggetto di interventi di restauro e di successive operazioni di traduzione e studio.



Noemi Capoccia

L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia

Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.



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