Dal sito archeologico di Ocriculum emergono nuovi dati che contribuiscono a ridefinire l’assetto del centro urbano in età romana, con particolare riferimento all’area pubblica della città. I risultati della recente campagna di scavo sono stati presentati all’Antiquarium di Casale San Fulgenzio nel corso di una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Direttore Generale Musei Massimo Osanna, del Direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria Costantino D’Orazio, della Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria Francesca Valentini, del sindaco di Otricoli Antonio Liberati e delle funzionarie archeologhe del Ministero della Cultura Elena Roscini e Silvia Casciarri.
Ocriculum, antico centro romano situato lungo la via Flaminia e in posizione strategica lungo il corso del Tevere, restituisce con le ultime indagini un quadro più definito della sua articolazione urbana. L’intervento si colloca all’interno di un programma di ricerca finanziato dal Ministero della Cultura attraverso la Direzione Generale Musei e realizzato dai Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria, con il supporto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria. Le attività hanno interessato un settore centrale della città antica, tradizionalmente ipotizzato come area forense, finora solo parzialmente indagato.
La scelta dell’area di intervento deriva da una serie di acquisizioni scientifiche maturate negli ultimi anni nel corso delle attività di tutela, tra cui saggi di scavo preventivi e una campagna di prospezioni geofisiche finanziata nel 2024 dalla Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Le indagini, condotte tra marzo e maggio dalla Cooperativa Archeologia sotto la direzione scientifica dei funzionari del Ministero, hanno messo in luce un complesso di strutture di rilevante interesse archeologico, utili alla ricostruzione dell’assetto urbanistico della città tra il I e il II secolo d.C.
Tra i rinvenimenti principali figura un lungo tratto di strada lastricata, conservato in modo significativo e realizzato con grandi basoli in pietra locale. In prossimità del tracciato stradale è stato individuato un imponente basamento in calcestruzzo con inclusioni di spezzoni di tufo. La consistenza delle strutture murarie e la loro articolazione suggeriscono interventi di sistemazione del terreno finalizzati alla regolarizzazione dei dislivelli naturali e al sostegno di edifici destinati con ogni probabilità a funzioni civiche o cultuali.
A supporto di questa ipotesi, lo scavo ha restituito frammenti di terrecotte architettoniche, elementi di fusti di colonna, decorazioni marmoree di pregio e porzioni di cornici. È stato rinvenuto anche un peso commerciale in pietra del valore di 30 libbre. La varietà e la qualità dei materiali rinvenuti indicano un contesto di alto livello funzionale e la presenza di committenze riconducibili a un ambito pubblico o religioso, elementi che contribuiscono a delineare la centralità dell’area all’interno della vita urbana di Ocriculum. Un ulteriore elemento di rilievo riguarda l’individuazione dei resti di una grande fontana pubblica di forma ottagonale, caratterizzata da un rivestimento interno in cocciopesto. La struttura risulta collocata in uno spazio aperto e circondata da un’area lastricata, che ne evidenzia la funzione all’interno del sistema urbano e degli spazi collettivi della città romana.
Le evidenze emerse consentono di avanzare nuove ipotesi sulla configurazione del centro cittadino e contribuiscono a una più precisa definizione della sua topografia storica. Gli elementi strutturali e i materiali rinvenuti offrono ulteriori dati per la comprensione della monumentalità dell’insediamento in età imperiale e aprono nuove linee di ricerca sull’organizzazione degli spazi pubblici. L’istituto competente ha già avviato le valutazioni relative alle possibili forme di valorizzazione dell’area, con l’obiettivo di rendere accessibili al pubblico i risultati delle indagini. Il Parco archeologico di Ocriculum rientra nell’ambito dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria ed è gestito in collaborazione con il Comune di Otricoli.
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