In Turchia, nel sito archeologico di Laodicea, nel distretto di Denizli, una nuova scoperta nel complesso del Teatro Occidentale ha riportato l’attenzione sulle fasi monumentali e decorative dell’architettura scenica dell’Asia Minore romana. Nell’ambito delle attività di scavo e di restauro in corso, è stata individuata una statua di Atena in marmo bianco, alta circa due metri, rinvenuta all’interno del corpo del teatro, nella zona del palcoscenico.
L’annuncio è stato diffuso dal ministro della Cultura e del Turismo Mehmet Nuri Ersoy attraverso i propri canali social, con un riferimento diretto al valore archeologico del rinvenimento e al contesto stratigrafico in cui si colloca. Il reperto è stato individuato nel settore del postskene, ossia la parete esterna del palcoscenico, dove la statua risultava collocata all’interno di un riempimento di macerie, posizionata in modo orizzontale e con il volto rivolto verso il basso. La testa non è stata ancora identificata.
Il Teatro Occidentale di Laodicea risale al II secolo a.C. e presenta una struttura articolata su tre livelli architettonici, ciascuno caratterizzato da sedici colonne. L’impianto scenico accoglieva tra le colonne una complessa decorazione scultorea composta da divinità, figure di sovrani e scene tratte dai poemi omerici. L’insieme delle raffigurazioni include episodi riconducibili all’Odissea, tra cui il viaggio di ritorno di Odisseo a Itaca, l’incontro con i Lestrigoni, la grotta del Ciclope Polifemo e la figura della creatura marina Scilla. Le campagne di scavo condotte tra il 2024 e il 2025 hanno restituito numerosi frammenti scultorei collegati a tale programma iconografico. Il complesso teatrale non rispondeva soltanto a funzioni spettacolari, ma anche a una precisa impostazione narrativa legata alla cultura letteraria e mitologica del periodo. Le evidenze archeologiche indicano una forte integrazione tra architettura scenica e racconto mitico, con un impianto decorativo concepito come supporto visivo alle tradizioni epiche.
“Abbiamo firmato un’altra importante scoperta a Laodicea!”, dichiara il ministro Ersoy. “Un nuovo ritrovamento nell’antica città è venuto alla luce…I lavori che stiamo conducendo nel Teatro Occidentale di Laodicea continuano a riportare in superficie le tracce del passato. Il 31 marzo, nell’edificio scenico, abbiamo portato alla luce una statua di Atena in marmo bianco, alta circa due metri. Questa struttura, che ha ospitato le narrazioni dei poemi omerici, dimostra ancora una volta di essere stata nell’antichità anche un centro di produzione culturale, mentre l’opera, che riflette lo stile classico del periodo augusteo, si distingue per l’elevata qualità artistica. Con la nostra visione Eredità per il futuro, continuiamo a proteggere e trasmettere alle generazioni future questo patrimonio unico”.
La statua di Atena presenta una tipologia iconografica articolata. La figura è rappresentata in posizione eretta su una base circolare. L’abbigliamento comprende un peplo sottile a trama fine privo di maniche, accompagnato da un mantello disposto intorno alla figura. Sul petto è visibile l’egida con il volto di Medusa e la presenza di serpenti, elemento ricorrente nelle rappresentazioni della divinità. La resa delle pieghe del tessuto evidenzia un livello esecutivo elevato, con attenzione alla resa dei volumi e alla naturalezza del movimento della stoffa.
Una particolarità riguarda la lavorazione del retro della scultura, che risulta non rifinito. Tale caratteristica viene ricondotta alla posizione originaria della statua, collocata tra le colonne del teatro e quindi visibile soltanto frontalmente. Il dato tecnico conferma una destinazione specifica all’interno del programma decorativo del complesso scenico. Dal punto di vista stilistico, l’opera viene ricondotta all’età augustea, tra il 27 a.C. e il 14 d.C., periodo nel quale si afferma un linguaggio classico caratterizzato da equilibrio formale e ripresa di modelli ellenistici reinterpretati in chiave imperiale.
La figura di Atena assume all’interno del contesto di Laodicea un valore specifico legato alla tradizione produttiva della città. Il centro è noto in epoca antica per la lavorazione dei tessuti, attività attestata anche da fonti epigrafiche. In tale contesto, la divinità assume un significato connesso alla sfera militare e alla dimensione artigianale e alla tessitura, ambito nel quale venivano organizzate celebrazioni in suo onore. Le operazioni di scavo e restauro all’interno del Teatro Occidentale risultano attive in modo continuativo e, secondo le informazioni disponibili, dall’inizio del 2026 vengono condotte senza interruzioni programmate.
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