Abbazia di Pomposa, completato il restauro degli affreschi delle navate laterali


Concluso l’ultimo intervento sulle superfici pittoriche della Chiesa di Santa Maria di Pomposa. Prosegue il programma pluriennale di manutenzione e conservazione avviato oltre quindici anni fa, con nuove scoperte sul patrimonio decorativo del complesso.

Si è conclusa nei giorni scorsi una nuova e significativa fase del lungo percorso di conservazione e valorizzazione della chiesa di Santa Maria di Pomposa, ovvero la chiesa dell’Abbazia di Pomposa, uno dei complessi monumentali più importanti del patrimonio storico e artistico dell’Emilia-Romagna. Sono infatti terminati i lavori di restauro degli affreschi delle navate laterali, interventi che si inseriscono in un articolato programma pluriennale di manutenzione programmata avviato ormai da oltre quindici anni e finalizzato alla tutela delle superfici pittoriche dell’antica abbazia.

L’operazione rappresenta l’ultimo tassello di un percorso iniziato nel 2010 dall’allora Soprintendenza Architettura e Paesaggio di Ravenna e proseguito successivamente con ulteriori campagne di intervento tra il 2012 e il 2014. A queste si sono aggiunti, nel 2022, i restauri dell’ultima campata della navata sinistra e del crocefisso ligneo realizzati dai Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. Il completamento dei lavori appena conclusi conferma la volontà di dare continuità a una strategia conservativa fondata non su interventi emergenziali ma su una pianificazione costante e metodicamente strutturata.

Già all’avvio del primo cantiere, nel 2010, i tecnici avevano scelto di sperimentare un approccio innovativo rispetto alle tradizionali modalità di intervento. Attraverso un cantiere pilota limitato a una sola campata si era infatti deciso di non concentrarsi esclusivamente sulle situazioni di danno più evidente o sulle emergenze conservative, ma di impostare un programma manutentivo di lungo periodo, capace di affrontare in maniera organica le diverse problematiche presenti nel complesso decorativo della chiesa.

Restauri degli affreschi di Pomposa. Descialbo
Restauri degli affreschi di Pomposa. Descialbo
Restauri degli affreschi di Pomposa. Dopo il descialbo
Restauri degli affreschi di Pomposa. Dopo il descialbo
Restauri degli affreschi di Pomposa. Mappatura
Restauri degli affreschi di Pomposa. Mappatura
Restauri degli affreschi di Pomposa. Prova di pulitura
Restauri degli affreschi di Pomposa. Prova di pulitura

L’ultima campagna di lavori ha interessato nello specifico le superfici pittoriche dell’ultima campata della navata destra e della penultima campata della navata sinistra. L’intervento assume particolare rilevanza perché consente di chiudere il restauro dell’intero fianco settentrionale della chiesa, una porzione dell’edificio che prima dell’avvio delle campagne conservative presentava condizioni di degrado particolarmente avanzate a causa della sua esposizione verso nord e delle problematiche conservative che ne erano derivate nel corso del tempo.

I risultati ottenuti confermano la validità della metodologia adottata negli anni. A sottolinearlo è Luigi Gallo, direttore dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, che dichiara: “Questo intervento conferma la validità di una strategia fondata sulla manutenzione programmata e sulla continuità operativa, già avviata nei precedenti cantieri. A Pomposa non si è scelto di intervenire solo in emergenza, ma di costruire nel tempo un percorso metodologico capace di coniugare tutela, conoscenza e sostenibilità. I risultati raggiunti dimostrano come un approccio sistematico e pluriennale consenta non solo di arrestare i fenomeni di degrado, ma anche di restituire piena leggibilità agli affreschi, migliorandone al contempo le condizioni conservative e la trasmissione alle generazioni future”.

Restauri degli affreschi di Pomposa. Restauro pittorico
Restauri degli affreschi di Pomposa. Restauro pittorico
Restauri degli affreschi di Pomposa. Restauro pittorico
Restauri degli affreschi di Pomposa. Restauro pittorico
Restauri degli affreschi di Pomposa. Consolidamento
Restauri degli affreschi di Pomposa. Consolidamento
Restauri degli affreschi di Pomposa. Durante il descialbo
Restauri degli affreschi di Pomposa. Durante il descialbo
Restauri degli affreschi di Pomposa. Impacco di pulitura
Restauri degli affreschi di Pomposa. Impacco di pulitura
Restauri degli affreschi di Pomposa. Dopo il restauro
Restauri degli affreschi di Pomposa. Dopo il restauro

Le operazioni sono state eseguite seguendo il metodo già individuato e affinato nei precedenti interventi. Dopo un’attenta analisi delle diverse situazioni di degrado presenti sulle superfici, i restauratori hanno proceduto con una serie di operazioni specifiche calibrate in base alle necessità riscontrate. Le attività hanno compreso interventi di pulitura delle superfici, operazioni di descialbatura, consolidamento della pellicola pittorica e, laddove necessario, integrazioni e velature finalizzate a restituire una migliore leggibilità dell’apparato decorativo senza alterarne l’autenticità storica.

L’intervento assume un valore che va oltre il semplice recupero materiale delle superfici decorate. La direttrice del sito Patrimonio Unesco Serena Ciliani sottolinea infatti come il cantiere rappresenti un ulteriore passo avanti nella cura complessiva del complesso di Pomposa. “L’accurata analisi delle diverse forme di degrado e la qualità delle operazioni di pulitura e consolidamento”, afferma, “hanno permesso di recuperare importanti porzioni della decorazione pittorica, rendendo oggi gli spazi più leggibili e accoglienti per il pubblico. Questo lavoro rafforza il legame tra il sito e la comunità, valorizzandone il patrimonio e promuovendone una fruizione sempre più consapevole. Questi lavori, oltre ad assicurare la buona conservazione, ci hanno dato la possibilità di aumentare la nostra conoscenza e hanno portato allo svelamento di brani di palinsesto decorativo che erano da tempo celati sotto strati di finitura incongrua. Ogni intervento è l’occasione di riconettersi con il Patrimonio, con le varie fasi storiche delle trasformazioni della fabbrica e anche con gli interventi di restauro che si sono susseguiti negli anni”.

Come già avvenuto nelle precedenti campagne di restauro, il progetto è stato affidato a un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da professionisti e funzionari con competenze specifiche nel settore della tutela e della conservazione. Responsabile unica del procedimento è stata l’architetta Maria Lucia Masciopinto, mentre la progettazione e la direzione dei lavori sono state curate dall’architetta Serena Ciliani. Il ruolo di direttore operativo per gli interventi di restauro delle superfici è stato affidato all’architetto Keoma Ambrogio della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna. Al progetto hanno inoltre collaborato funzionari e assistenti dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. L’esecuzione materiale delle opere è stata affidata al Laboratorio di Restauro Ottorino Nonfarmale, diretto dal restauratore Giovanni Giannelli. Proprio Giannelli rappresenta una figura di riferimento per la storia recente della conservazione del complesso di Pomposa. Oltre a dirigere il laboratorio incaricato dei lavori, il restauratore è infatti considerato una sorta di storica degli interventi eseguiti sul monumento e può vantare nel proprio curriculum anche il restauro della navata centrale della chiesa realizzato nei primi anni Novanta del secolo scorso.

Ortomosaico della parete nord prima del restauro
Ortomosaico della parete nord prima del restauro
Ortomosaico della parete nord prima del descialbo
Ortomosaico della parete nord prima del descialbo
Ortomosaico della parete nord dopo il restauro (navata sinistra)
Ortomosaico della parete nord dopo il restauro (navata sinistra)
Ortomosaico della parete nord dopo il restauro
Ortomosaico della parete nord dopo il restauro
Ortomosaico della parete sud prima del restauro
Ortomosaico della parete sud prima del restauro
Ortomosaico della parete sud dopo il restauro
Ortomosaico della parete sud dopo il restauro

Tra i risultati più significativi emersi durante il restauro vi è infatti lo svelamento di alcuni brani del palinsesto decorativo che risultavano occultati sotto strati di finitura ritenuti incongrui. Queste scoperte contribuiscono ad arricchire il quadro delle conoscenze sulla storia della fabbrica e sulle trasformazioni che l’hanno interessata nel corso dei secoli. Ogni campagna di intervento diventa così non solo un’azione di tutela ma anche un momento di riscoperta del patrimonio, delle sue stratificazioni storiche e degli stessi restauri che si sono susseguiti nel tempo.

Accanto alle operazioni direttamente rivolte alle superfici pittoriche, il progetto ha previsto un’importante attività di documentazione scientifica. È stato infatti realizzato un esteso rilievo fotografico finalizzato a registrare in maniera dettagliata lo stato di conservazione degli affreschi prima, durante e dopo gli interventi. Questa documentazione rappresenta uno strumento fondamentale per monitorare nel tempo l’evoluzione delle condizioni conservative delle superfici e per programmare eventuali futuri interventi. Particolarmente rilevante è stata inoltre la realizzazione di una campagna di fotogrammetria dedicata alle due campate interessate dai lavori. L’attività ha consentito di acquisire e conservare una grande quantità di informazioni relative alla stratigrafia del palinsesto decorativo, creando una base documentale di grande valore che potrà essere utilizzata in futuro come supporto per studi specialistici, approfondimenti scientifici e ulteriori attività di ricerca.

Nel corso del cantiere hanno operato fino a cinque restauratrici specializzate, impegnate nelle diverse fasi delle lavorazioni sotto il coordinamento di Giovanni Giannelli. Un lavoro complesso e altamente specializzato che ha richiesto competenze tecniche, esperienza e una profonda conoscenza dei materiali e delle problematiche conservative tipiche delle superfici affrescate.

I risultati di questa nuova campagna di restauro saranno presentati ufficialmente al pubblico giovedì 18 giugno alle ore 12 nella Chiesa di Santa Maria di Pomposa. L’incontro costituirà l’occasione per illustrare nel dettaglio gli interventi realizzati, le metodologie adottate e le nuove acquisizioni emerse durante il cantiere, permettendo ai visitatori di conoscere più da vicino il lavoro che ha restituito leggibilità e valore a una parte significativa del patrimonio decorativo del complesso.




Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenti

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte