Code di almeno due ore per entrare, cartelli che avvisano che l’opera potrebbe urtare la sensibilità del pubblico, chiacchiere a non finire, inviti a non fare foto sistematicamente disattesi dal pubblico, e anche qualche momento di tensione provocato da chi non è riuscito a entrare dopo ore di fila. Questo il contorno del padiglione più discusso della Biennale di Venezia 2026, ovvero il Padiglione dell’Austria. A rappresentare il paese alpino è Florentina Holzinger (Vienna, 1986), che alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte porta SEAWORLD VENICE, un progetto interdisciplinare che trasforma il Padiglione Austria in uno spazio perturbante, dove acqua, corpi, tecnologia e ritualità convivono in un ecosistema in continua mutazione. L’opera, curata da Nora-Swantje Almes del Gropius Bau di Berlino, sarà aperta al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026, come tutta la Biennale. Qui alcune immagini, poi nei prossimi giorni pubblicheremo la recensione.
Il progetto prende avvio con Opening Étude: una campana di chiesa recuperata dalla laguna veneziana è stata nei giorni scorsi trasportata in processione fino al Padiglione Austria, dove domina l’ingresso della struttura, issata su una gru. La campana assume molteplici significati: simbolo del sacro, misura del tempo, chiamata collettiva e segnale di allarme. Al posto del tradizionale batacchio, però, è una performer, completamente nuda come spesso accade nelle performance di Holzinger, a produrre ritmicamente i rintocchi: la performance vuole essere un simbolo delle strutture logorate della storia patriarcale e dell’autorità religiosa. Il rito avviene ogni volta che scocca l’ora e dura circa quattro minuti.
All’interno del padiglione, tutto allagato per l’occasione (per questo motivo può accogliere solo poche persone alla volta, di qui le code), compare uno degli elementi centrali dell’installazione: una moto d’acqua, guidata da una performer nuda, che percorre traiettorie concentriche nello spazio espositivo. La performance vuole essere una critica alla catastrofe ecologica generata dall’overtourism, in costante collisione con una città, Venezia, che progressivamente sprofonda. Per Holzinger, la moto d’acqua è simbolo del tentativo umano di dominare la natura. Nella seconda sala, sulla destra, si vede la parte inferiore di una gigantesca banderuola che perfora l’architettura del padiglione attraversandola completamente. Al posto del monumento statico tradizionale compare però una Deposizione di Cristo mobile e al femminile, con performer nude attaccate al palo, che ruota con il mutare del vento trasformandosi in simbolo di una forza collettiva in movimento. Infine, ultimo momento, nel cortile del padiglione una performer vive stabilmente all’interno di una vasca alimentata dai fluidi corporei forniti dal pubblico, attraverso i bagni della Biennale: le loro deiezioni vengono depurate e convertite nell’acqua in cui si cala la performer. La performer abiterà questo ambiente per tutta la durata della Biennale, all’interno di un sistema di riciclo chiuso che trasforma il corpo umano in parte integrante del meccanismo espositivo. Secondo Holzinger, questo sistema riflette simbolicamente un ordine globale in cui le popolazioni più vulnerabili sono costrette a vivere tra gli scarti prodotti dai più potenti. La figura della performer vuole inoltre rifarsi alla tradizione iconografica della Venere dormiente di Giorgione: secondo l’artista, la bellezza di Venezia a suo avviso non può più essere separata dalle conseguenze materiali del turismo di massa e dell’impatto ambientale che la città produce e subisce.
La ricerca artistica di Florentina Holzinger, estremamente debitrice dell’azionismo viennese di Hermann Nitsch e soci, si è sempre concentrata sui limiti dell’agire corporeo, attraverso una fisicità estrema e un rigoroso controllo scenico. Le sue performance, come quelle dei pionieri degli anni Sessanta-Settanta, mettono alla prova la resistenza fisica e psicologica dei corpi per rendere visibili dinamiche di potere e meccanismi di controllo.
SEAWORLD VENICE continuerà la propria evoluzione attraverso versioni adattate che saranno presentate al Gropius Bau nel marzo 2027, alla Kunsthalle Wien nel giugno dello stesso anno e presso AMANT nella primavera del 2028.
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