Milano, Villa Necchi accoglie l’Archivio Portaluppi e una nuova mostra permanente


Dal 21 maggio 2026 il patrimonio della Fondazione Piero Portaluppi entra a Villa Necchi Campiglio a Milano. Nascono un nuovo allestimento permanente e la mostra “Piero Portaluppi: l’arte del disegno”, dedicata ai progetti e ai disegni dell’architetto.

Una nuova casa per l’eredità culturale e progettuale di Piero Portaluppi (Milano, 1888 – 1967) prende forma a Milano negli spazi di Villa Necchi Campiglio. Dal 21 maggio 2026 l’intero patrimonio della Fondazione Piero Portaluppi trova infatti sede stabile all’interno della storica villa progettata dallo stesso architetto tra il 1930 e il 1932 per la famiglia Necchi Campiglio, oggi bene gestito dal FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano. L’operazione nasce a seguito del conferimento al FAI dell’intero patrimonio della Fondazione Portaluppi e segna un nuovo capitolo nella valorizzazione dell’opera dell’architetto milanese, figura fondamentale nella definizione dell’immagine moderna di Milano e ancora oggi punto di riferimento per architetti e designer a livello internazionale.

Il nuovo percorso espositivo allestito all’ultimo piano della villa comprende tre sale dedicate all’esposizione permanente di arredi, documenti e disegni provenienti dall’Archivio Piero Portaluppi, a cui si aggiunge una mostra temporanea destinata a rinnovarsi annualmente con approfondimenti tematici e confronti legati al vastissimo fondo archivistico ora custodito a Villa Necchi.

La prima esposizione temporanea, intitolata Piero Portaluppi: l’arte del disegno, è curata da Roberto Dulio e sarà visitabile dal 21 maggio al 18 ottobre 2026. La mostra presenta 44 tra i disegni più celebri e significativi dell’architetto, ripercorrendo differenti fasi della sua attività creativa: dalle caricature realizzate in gioventù ai progetti per edifici privati e istituzionali, dai bozzetti relativi a interventi sugli edifici storici di Milano alle tavole del Piano Regolatore del 1927, fino ai progetti visionari e futuribili e ai dettagli decorativi che caratterizzano gli ambienti della stessa Villa Necchi.

L'allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L’allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L'allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L’allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L'allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L’allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI

Con questo nuovo progetto il FAI raccoglie idealmente il testimone della Fondazione Piero Portaluppi, proseguendone il lavoro di tutela e divulgazione. Un percorso che si inserisce in continuità con la riscoperta pubblica dell’architetto avviata negli ultimi decenni e consolidata dalla grande mostra organizzata alla Triennale Milano nel 2003 e soprattutto dall’apertura di Villa Necchi nel 2008, divenuta nel tempo una delle icone più riconoscibili dello stile portaluppiano.

L’archivio custodito da oggi nella villa comprende migliaia di documenti originali che testimoniano la complessità della figura di Portaluppi, la sua versatilità progettuale e le relazioni culturali costruite nel corso del Novecento. Il fondo include oltre mille disegni databili tra il 1909 e il 1967, circa mille stampe fotografiche d’epoca, carnet di schizzi e appunti autografi, caricature a matita e china, più di 15mila cartoline e cento bobine cinematografiche in formato 16 millimetri, equivalenti a circa otto ore di filmati girati tra il 1931 e il 1965 in Italia e all’estero. Questi materiali documentano anche i rapporti intrattenuti dall’architetto con protagonisti della cultura italiana del Novecento, tra cui Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero, Marcello Piacentini, Gio Ponti e il gruppo BBPR.

A questi materiali si aggiungono alcuni volumi appartenuti alla biblioteca personale dell’architetto e quasi tremila tra libri e riviste di storia dell’architettura raccolti nel tempo dalla Fondazione Portaluppi. L’intero patrimonio archivistico sarà accessibile non solo al pubblico ma anche agli studiosi, grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e con il Politecnico di Milano.

Parte integrante del nuovo allestimento sono anche diciannove arredi e diversi oggetti progettati e utilizzati da Portaluppi, trasferiti dalla storica sede della Fondazione in via Morozzo della Rocca agli spazi della soffitta di Villa Necchi, originariamente destinati al personale di servizio.

Il progetto di rifunzionalizzazione e allestimento è stato affidato all’architetto Piero Castellini Baldissera, nipote di Piero Portaluppi, già autore del restauro della villa e di altri interventi all’interno del complesso tra il 2005 e il 2015. Con la collaborazione dell’architetto Gianmario Rovida, Castellini Baldissera ha lavorato per ricreare l’atmosfera dello storico studio di via Morozzo della Rocca, attraverso l’inserimento di materiali, dettagli e arredi ispirati al linguaggio progettuale originario dell’architetto. Gli interventi sugli ambienti sono stati volutamente limitati e rispettosi delle strutture storiche esistenti. Sono stati conservati e restaurati elementi originali come i pavimenti in linoleum, i controsoffitti decorati geometricamente e le porte in legno a quadrotti. Le cornici lignee sono state arricchite con inserti in marmo verde, materiale già presente nello studio originario di Portaluppi. Anche i nuovi impianti di climatizzazione necessari alla conservazione dell’archivio sono stati integrati con soluzioni minimamente invasive, collocando gli apparati nel sottotetto senza alterare i soffitti storici. Il nuovo sistema illuminotecnico, con sorgenti luminose a soffitto e da terra, è stato studiato per valorizzare sia gli ambienti sia i materiali esposti.

Tra gli elementi che richiamano direttamente lo studio originario figurano una porta decorata con una mappa storica di Milano e le riproduzioni fotografiche degli edifici più celebri progettati da Portaluppi, installate lungo le scale di accesso. Accanto agli arredi storici trovano spazio anche nuovi mobili realizzati su misura, tra cui grandi librerie vetrate destinate ai volumi dell’archivio e un separé ligneo collocato dietro la celebre scrivania Omnibus.

L'allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L’allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L'allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L’allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L'allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI
L’allestimento dedicato a Piero Portaluppi. Foto: Barbara Verduci / FAI

Particolare attenzione è stata riservata anche agli aspetti conservativi dell’archivio. Il progetto si basa infatti su criteri di tutela preventiva, conservazione programmata e gestione museale specializzata per i materiali cartacei. I disegni esposti sono stati montati su supporti antiacido e protetti da vetri “Museum Glass” con filtro anti-UV e proprietà antiriflesso, integrati con ulteriori sistemi di protezione presenti nei serramenti.

Tutte le operazioni di movimentazione, montaggio e conservazione sono state eseguite da restauratori specializzati. I materiali non esposti vengono custoditi in una cassettiera metallica realizzata su misura e conservati in apposite camicie di carta barriera idonee alla lunga conservazione. Parallelamente è stato avviato un lavoro di verifica inventariale e conservativa finalizzato alla realizzazione di un catalogo digitale completo dell’archivio e alla definizione di un programma permanente di monitoraggio e restauro. Per evitare deformazioni e stress meccanici dovuti all’esposizione prolungata, è inoltre prevista una rotazione periodica delle opere esposte.

Anche gli arredi originali progettati da Portaluppi sono stati sottoposti a una prima revisione conservativa che consentirà di programmare futuri interventi di manutenzione e restauro.

La nuova sede dell’Archivio Portaluppi è stata presentata ufficialmente a Villa Necchi Campiglio alla presenza di Marco Magnifico, dell’assessore del Comune di Milano Emmanuel Conte, di Letizia Castellini Baldissera, della soprintendente Francesca Furst, di Alberto Maggi, di Pierfranco Riva e dell’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso. Gli interventi sono stati moderati da Daniela Bruno. Il progetto gode del patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano e Politecnico di Milano, con il supporto della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia e il contributo di Legance - Avvocati Associati, Fondazione Araldi Guinetti e Pirelli.




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