Gianmarco Mazzi giura al Quirinale: è il nuovo ministro del Turismo


L’ex sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del Turismo: prende il posto di Daniela Santanchè dopo le dimissioni del 25 marzo. La cerimonia al Quirinale alla presenza del presidente Mattarella.

Gianmarco Mazzi giura questa mattina al Quirinale come nuovo ministro del Turismo, entrando ufficialmente in carica nel governo guidato da Giorgia Meloni. La cerimonia si svolge alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha ricevuto circa mezz’ora fa il neo-ministro per il giuramento formale necessario a rendere operativo l’incarico. Mazzi, fino a oggi sottosegretario alla Cultura, subentra a Daniela Santanchè, che aveva rassegnato le dimissioni dal dicastero del Turismo lo scorso 25 marzo, aprendo così la strada al rimpasto all’interno dell’esecutivo. L’arrivo al Quirinale è avvenuto intorno alle 10:15, accompagnato dalla sua caposegreteria al Ministero della Cultura, Rita Rubini, a conferma della continuità del suo percorso istituzionale negli ultimi anni.

La nomina segna un passaggio rilevante nella carriera di Mazzi, figura con un lungo background nel mondo dello spettacolo, della produzione televisiva e dell’organizzazione culturale, prima dell’ingresso in politica. Nato a Verona il 1° luglio 1960, laureato in giurisprudenza all’Università della sua città, Mazzi ha costruito la propria notorietà a partire dagli anni Ottanta, muovendosi tra musica, televisione e grandi eventi. Nel 1981 è stato tra i promotori della nazionale italiana cantanti, iniziativa benefica che ha coinvolto alcuni tra i principali protagonisti della musica italiana. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti di primo piano come Pooh, Gianni Morandi e Lucio Dalla, contribuendo tra l’altro al progetto discografico “Dalla/Morandi”. Ha lavorato anche con Caterina Caselli, partecipando al lancio della carriera di Francesco Baccini, di cui è stato manager per circa dieci anni.

Gianmarco Mazzi. Foto: Profilo FB Gianmarco Mazzi
Gianmarco Mazzi. Foto: Profilo FB Gianmarco Mazzi

Dal 1992 ha curato l’attività artistica e televisiva di Adriano Celentano attraverso il Clan, prendendo parte alla realizzazione dell’album “Mina Celentano” e coordinando numerose produzioni televisive di successo. Tra queste, programmi trasmessi su Raiuno come “Francamente me ne infischio” nel 1999, “125 milioni di caz..te” nel 2001 e “Rockpolitik” nel 2005, oltre a “Rock Economy” su Canale 5 nel 2012, trasmesso dall’Arena di Verona.

Parallelamente, tra il 1995 e il 1997 ha ricoperto il ruolo di direttore della comunicazione per CGD East West, etichetta del gruppo Time Warner, consolidando la sua esperienza anche nel settore discografico. Dal 2003 ha iniziato a occuparsi dell’organizzazione del Festival di Sanremo, affiancando Tony Renis nell’edizione 2004 e assumendo poi il ruolo di direttore artistico in diverse edizioni, tra il 2005 e il 2012.

Negli anni successivi ha collaborato con figure come Riccardo Cocciante, per cui ha contribuito alla realizzazione dell’opera musicale “Giulietta e Romeo”, e con Dario Fo, lavorando a produzioni dedicate a San Francesco e a Maria Callas, con la partecipazione di Paola Cortellesi. Tra le altre collaborazioni figurano Zucchero Fornaciari, Mogol e Massimo Giletti. Per Rai 2 ha inoltre curato l’edizione italiana del talent show The Voice.

Nel 2015 ha lavorato all’organizzazione della cerimonia di apertura di Expo 2015, mentre nel 2017 è stato coinvolto nel progetto televisivo “La notte di Vasco” in occasione del concerto di Modena Park. Nello stesso anno ha lanciato anche il progetto “Sanremo Young”. Dal 2017 al 2022 ha ricoperto il ruolo di direttore artistico e amministratore delegato della società di gestione dell’Arena di Verona, consolidando ulteriormente il suo profilo manageriale.

L’ingresso diretto in politica è avvenuto dopo una prima esperienza istituzionale nel 2004 come consulente per il Ministero delle Comunicazioni. Alle elezioni politiche del 2022 è stato candidato alla Camera dei deputati con Fratelli d’Italia, risultando eletto nel collegio plurinominale Veneto 2. Durante la XIX legislatura è entrato a far parte della Commissione Cultura, scienza e istruzione.

Con la nascita del governo Meloni, il 31 ottobre 2022 è stato nominato sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura, incarico assunto ufficialmente dal 2 novembre, affiancando i ministri Gennaro Sangiuliano e Alessandro Giuli.




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