Venezia, restaurato il Labirinto Borges della Fondazione Giorgio Cini: riapre più accessibile e rigenerato


Completato il restauro del Labirinto dedicato a Jorge Luis Borges sull’Isola di San Giorgio a Venezia. L’intervento ha interessato il verde, i percorsi e l’accessibilità, con nuove soluzioni pensate anche per i visitatori con disabilità visiva e motoria.

La Fondazione Giorgio Cini ha presentato il completamento del restauro del Labirinto Borges, uno dei luoghi più noti dell’Isola di San Giorgio a Venezia, dedicato allo scrittore argentino Jorge Luis Borges di cui quest’anno ricorrono i quarant’anni dalla scomparsa. L’intervento, realizzato grazie al sostegno di PwC Italia in qualità di main sponsor, restituisce nuova vitalità a uno dei labirinti più belli d’Italia, ormai divenuto parte integrante del complesso monumentale della Fondazione. Concepito come un dialogo tra paesaggio, architettura e letteratura, il Labirinto Borges rappresenta una sorta di “terzo chiostro” dell’Isola di San Giorgio. Aperto al pubblico dal 2021 attraverso le visite guidate organizzate da VisitCini, negli ultimi cinque anni ha accolto oltre 25mila visitatori.

Il progetto di restauro ha interessato innanzitutto il patrimonio vegetale. Sono state rimosse 165 piante di bosso ormai compromesse e sostituite con nuovi esemplari della stessa specie, scelti con una vegetazione già sviluppata per garantire continuità all’impianto originario. Contestualmente è stato completamente verificato e ripristinato il sistema di irrigazione, mentre il terreno è stato arricchito con nuova terra e specifici interventi di concimazione per favorire il corretto attecchimento delle nuove piantumazioni. Le operazioni sono proseguite con la potatura delle nuove essenze per armonizzarle con il disegno storico del labirinto e con un costante monitoraggio dello stato vegetativo. Gli esemplari che non hanno superato la fase di attecchimento sono stati sostituiti con ulteriori trenta piante, mentre un’attenta rimozione manuale delle infestanti ha contribuito a preservare l’equilibrio complessivo del giardino.

Accanto agli interventi botanici, particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità. I percorsi di ingresso sono stati riqualificati attraverso il livellamento del fondo, la rimozione della ghiaia in eccesso e la posa di pannelli alveolari che rendono il tragitto stabile e facilmente percorribile anche dalle persone con disabilità motoria. Un ulteriore passo verso l’accessibilità è stato realizzato grazie alla collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. All’ingresso del Labirinto è stata installata una mappa tattile che permette ai visitatori non vedenti e ipovedenti di orientarsi e comprendere la struttura del percorso prima di intraprendere la visita.

Il Labirinto Borges riaprirà al pubblico dalla metà di luglio con nuovi orari di visita, consultabili sul sito di VisitCini. In autunno, inoltre, PwC Italia promuoverà un fine settimana di apertura gratuita, offrendo a tutti l’opportunità di vivere l’esperienza immersiva di questo straordinario spazio verde. Le modalità di partecipazione saranno comunicate attraverso i canali ufficiali della Fondazione Giorgio Cini e di PwC Italia.

Il Labirinto Borges durante il restauro. Foto: Siria Toccafondi. Su gentile concessione di Fondazione Giorgio Cini
Il Labirinto Borges durante il restauro. Foto: Siria Toccafondi. Su gentile concessione di Fondazione Giorgio Cini
Il Labirinto Borges durante il restauro. Foto: Siria Toccafondi. Su gentile concessione di Fondazione Giorgio Cini
Il Labirinto Borges durante il restauro. Foto: Siria Toccafondi. Su gentile concessione di Fondazione Giorgio Cini
Il Labirinto Borges durante il restauro. Foto: Siria Toccafondi. Su gentile concessione di Fondazione Giorgio Cini
Il Labirinto Borges durante il restauro. Foto: Siria Toccafondi. Su gentile concessione di Fondazione Giorgio Cini
Il Labirinto Borges durante il restauro. Foto: Siria Toccafondi. Su gentile concessione di Fondazione Giorgio Cini
Il Labirinto Borges durante il restauro. Foto: Siria Toccafondi. Su gentile concessione di Fondazione Giorgio Cini

“Le attività di restauro e di cura permanente dell’isola e del suo patrimonio sono un elemento fondativo della Cini fin dal 1951”, ha dichiarato Renata Codello, Segretaria Generale della Fondazione Giorgio Cini. “Un lavoro costante, un preciso progetto di lungo termine, scientifico e visionario allo stesso tempo, basato su un’idea di restauro conservativo non di emergenza ma di traduzione al contemporaneo. La Fondazione Giorgio Cini ha sempre pensato l’isola come un laboratorio di restauro nel cuore della città d’acqua, tra passato e futuro, unendo rigore e sfida creativa. Questo intervento al Labirinto dimostra come sia possibile realizzare il restauro di un’architettura vegetale che è volume, geometrie, spazio meditativo e pagina di letteratura”.

“Il restauro del Labirinto Borges rappresenta per PwC Italia un progetto particolarmente significativo perché unisce tutela del patrimonio, valorizzazione culturale e attenzione all’accessibilità. Sostenere questo intervento insieme alla Fondazione Giorgio Cini significa contribuire a rendere un luogo di grande valore artistico e simbolico più fruibile e aperto a pubblici diversi, nel rispetto del contesto unico dell’Isola di San Giorgio Maggiore. È questa la direzione in cui si inserisce il nostro impegno attraverso PwC per la Cultura: affiancare istituzioni culturali autorevoli in progetti capaci di custodire la memoria, generare partecipazione e creare valore per le comunità”, ha affermato Giovanni Andrea Toselli, Presidente e Amministratore Delegato di PwC Italia.

“Il tema dell’accessibilità ai luoghi della cultura è molto più ampio di quanto comunemente si immagini. Nell’epoca della longevità occorre costruire nuove forme di accoglienza: la bellezza dei luoghi, che contribuisce così tanto al benessere delle persone, ha bisogno di azioni concrete. Le famiglie e i più giovani hanno modi differenti di cogliere l’attrattività dei luoghi d’arte e di frequentarli: offrire un’esperienza positiva che possa essere condivisa con gli altri è un tema importante di inclusione”, ha aggiunto Renata Codello.




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