Due sculture bronzee di Libero Andreotti entrano nelle collezioni di Palazzo Pitti


La Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti ha acquisito due statue in bronzo di Libero Andreotti: La venditrice di limoni e il Ritratto di Paola Ojetti.

La Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti ha acquisito due sculture in bronzo realizzate da Libero Andreotti (Pescia, 1875 - Firenze, 1933) che si vanno ad aggiungere alle altre sue opere pittoriche e plastiche già presenti nelle sue collezioni. Si tratta de La venditrice di limoni e del Ritratto di Paola Ojetti. Le due sculture acquistate dalle Gallerie degli Uffizi provengono dalla collezione del celebre critico Ugo Ojetti e sono importanti perché esempi notevoli della bronzistica italiana di primo Novecento; inoltre rappresentano il ruolo fondamentale di Ugo Ojetti nella definizione del patrimonio artistico conservato alla Galleria d’Arte Moderna. Ojetti lavorò attivamente alla nascita della Galleria, svolse incarichi istituzionali per la Soprintendenza Fiorentina e nel 1934 collaborò alla stesura della prima guida del museo. 

La venditrice di limoni (datata 1917) è raffigurata in piedi con una mano sul fianco che tiene un limone, e l’ altra sul manico della grande cesta di agrumi. Per l’occasione è esposta inoltre nella sala 30 la Natura morta con sei limoni di Felice Casorati che ricorda la collezione del Novecento della Galleria d’Arte Moderna. 

Il Ritratto di Paola Ojetti, figlia di Ugo (1932) è raffifìgurata di tre quarti. La materia è trattata con linee veloci che tratteggiano la capigliatura, l’incavo dei grandi occhi e le pieghe della bocca semiaperta.

"Le due opere hanno una storia documentale di grande interesse sia storico che critico e avevano partecipato alle migliori rassegne espositive dell’epoca: la Venditrice di Limoni del 1917 era stata esposta alla Galleria Pesaro di Milano nel 1921, a Venezia nel 1934, e alla Secessione di Vienna del 1935. Il ritratto della figlia del critico, Paola, esposto nel 1934 a Venezia e a Vienna e poi a Budapest nel 1935 e 1936. Si tratta quindi di opere che rappresentano due diversi momenti creativi nel percorso artistico dello scultore. L’importanza del loro ingresso nella Galleria d’Arte Moderna viene accresciuta dal fatto che esse provengono dalla collezione di Ugo Ojetti, che aveva fornito in prima persona l’indirizzo critico alle raccolte del Museo” ha dichiarato Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi.

Immagine: Libero Andreotti, La venditrice di limoni (1917; bronzo, Firenze, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti) 

Due sculture bronzee di Libero Andreotti entrano nelle collezioni di Palazzo Pitti
Due sculture bronzee di Libero Andreotti entrano nelle collezioni di Palazzo Pitti


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