Toledo, crolla una torre del castello di Escalona: polemiche su sicurezza e gestione


Il cedimento di una torre albarrana del castello di Escalona, in provincia di Toledo, riaccende il dibattito sulla conservazione del monumento e sulla gestione comunale, tra progetti di restauro e richieste di chiarimento da parte dell’opposizione.

Il castello di Escalona, nel comune omonimo della provincia di Toledo (Spagna) e con più di sette secoli di storia, ha perso una delle sue otto torri albarrane nella mattinata di sabato 15 marzo 2026. Il crollo si è verificato alle 10.40, pochi minuti prima dell’apertura al pubblico del complesso monumentale, come riportato dalla testata El Pais. L’episodio, documentato da diversi video realizzati da visitatori in attesa di entrare, non ha provocato feriti, ma ha causato danni materiali nell’area circostante. Le immagini mostrano una prima caduta di detriti, seguita dal collasso completo della struttura. I frammenti hanno raggiunto anche il parcheggio adiacente, danneggiando alcuni veicoli in sosta. L’assenza di conseguenze per le persone ha limitato l’impatto immediato dell’evento, ma il crollo ha riacceso l’attenzione sullo stato di conservazione del monumento e sulle modalità della sua gestione.

A seguito dell’accaduto, l’amministrazione comunale ha diffuso una nota per chiarire il contesto relativo alla proprietà del castello, alla sua acquisizione e agli interventi programmati. Il complesso era rimasto per oltre sessant’anni in mano privata. Negli ultimi quindici anni, i proprietari avevano manifestato la volontà di venderlo, ma le richieste economiche, comprese tra i tre e i quattro milioni di euro, avevano impedito il buon esito delle trattative. Non erano mancati soggetti interessati, che avevano commissionato studi archeologici, indagini con georadar e progetti tecnici, sostenendo spese rilevanti senza arrivare a un accordo.

Durante la lunga fase di proprietà privata, le possibilità di intervento erano rimaste limitate anche per via dei meccanismi di finanziamento pubblico, che privilegiano i beni di titolarità pubblica. In assenza di questa condizione, gli interventi di restauro sono stati sporadici e non strutturali. La situazione si è sbloccata circa diciotto mesi fa, quando il Comune è riuscito ad acquisire il castello per 800.000 euro, valore catastale pari a circa un quinto della cifra inizialmente richiesta. L’accordo prevede inoltre vincoli alla rivendita, con l’obiettivo di garantire la tutela del bene.

Come dice portavoce del Partito Popolare di Escalona, Jesús Palencia, l’acquisizione, annunciata pubblicamente nell’estate 2024 dal sindaco Álvaro Gutiérrez durante le celebrazioni locali, ha suscitato interesse ma anche perplessità tra i cittadini, legate alle priorità di spesa del municipio. L’amministrazione ha motivato la scelta con la necessità di interrompere il processo di deterioramento del complesso, ritenuto ormai avanzato.

Prima dell’apertura al pubblico, il castello era stato sottoposto a verifiche tecniche da parte di specialisti, che avevano autorizzato i percorsi di visita nel rispetto delle condizioni di sicurezza. Parallelamente, il Comune lavora da oltre un anno a un progetto di recupero basato su una collaborazione pubblico-privata. Il piano prevede il restauro del complesso storico, la realizzazione di una struttura alberghiera compatibile con il contesto e la gestione successiva dell’area. L’investimento complessivo stimato supera i 10 milioni di euro e il bando si trova nella fase finale di elaborazione. Secondo le prime ipotesi tecniche, il crollo potrebbe essere stato causato da infiltrazioni d’acqua dalla copertura della torre, che avrebbero compromesso la stabilità delle rocce di sostegno fino a provocarne lo spostamento e il cedimento. Sono in corso accertamenti per determinare con precisione le cause. All’indomani dell’episodio, il portavoce Jesús Palencia, ha espresso sollievo per l’assenza di feriti, sottolineando tuttavia la gravità dell’accaduto e chiedendo un intervento urgente da parte dell’amministrazione.

Il Castello di Escalona. Foto: Wikimedia Commons/Américo Toledano – Licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 
Il Castello di Escalona. Foto: Wikimedia Commons/Américo Toledano – Licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 

Il rappresentante dell’opposizione ha richiamato l’attenzione sullo stato di deterioramento delle mura e delle torri, segnalato da tempo dai residenti. Secondo Palencia, numerosi cittadini avevano già espresso preoccupazioni per il rischio di cedimenti. Ha inoltre ricordato che un episodio analogo si era verificato nel dicembre 2023, quando una parte della muraglia sul lato del fiume Alberche era crollata, costringendo alla chiusura del percorso lungo la riva, anche in quel caso senza conseguenze per le persone.

“Oggi dovremmo essere contenti che, fortunatamente, non ci siano stati feriti, ma dobbiamo anche affermare chiaramente che è un vero miracolo che non si sia verificata una tragedia ben più grave”, ha dichiarato Palencia. “Molti residenti ci hanno detto che questo tipo di evento era prevedibile. È un miracolo che oggi non ci siano stati feriti, soprattutto considerando che era sabato, il giorno in cui la nostra città riceve il maggior numero di visitatori e in cui molti utilizzano la spianata del castello per parcheggiare i propri veicoli. Tutti i residenti di Escalona condividono la soddisfazione per il fatto che il castello sia diventato proprietà comunale, il che significa che questo patrimonio storico appartiene a tutti i cittadini. Il crollo di poco più di due anni fa è stato un chiaro segnale d’allarme sullo stato di degrado della fortezza e sul rischio esistente in alcune aree. Desideriamo tutti che il Castello di Escalona sia motivo di orgoglio per la nostra città e un luogo che si possa apprezzare in tutta sicurezza, ma per raggiungere questo obiettivo è fondamentale agire con lungimiranza e responsabilità".

Il Partito Popolare ha sostenuto che il deterioramento del castello fosse noto da anni, ricordando una mozione presentata già nel 2013 per sollecitare interventi di conservazione e messa in sicurezza. Pur riconoscendo l’importanza dell’acquisizione pubblica del bene, Palencia ha criticato quella che ha definito una gestione caratterizzata da trionfalismo, ritenendo insufficienti le misure adottate per garantire la sicurezza prima dell’apertura al pubblico. Secondo l’opposizione, il precedente crollo avvenuto oltre due anni fa avrebbe dovuto rappresentare un segnale della necessità di interventi più tempestivi. In particolare, è stata contestata la decisione di consentire l’accesso all’area e il parcheggio dei veicoli in prossimità delle mura senza una revisione approfondita delle condizioni strutturali.

Il Partito Popolare ha quindi chiesto all’amministrazione comunale di fornire informazioni trasparenti sullo stato reale del castello e di procedere con urgenza a una verifica complessiva dell’area, al fine di garantire la sicurezza di residenti e visitatori. Allo stesso tempo, ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare nella ricerca di soluzioni, invitando a un approccio improntato a cautela e responsabilità, e ha anche chiesto che “invece di trionfalismo, si agisca con cautela, responsabilità e lungimiranza per evitare che una tragedia si ripeta in futuro”. Il Comune, dal canto suo, ha ribadito l’impegno nella tutela del monumento e nella realizzazione del progetto di recupero, sottolineando la complessità degli interventi su un bene di tali dimensioni e valore storico. Il caso evidenzia le difficoltà legate alla gestione del patrimonio culturale in contesti con risorse limitate, come quello di Escalona, che conta circa 4.000 abitanti ma registra picchi di presenza molto superiori in alcuni periodi dell’anno.




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