Venerdì su Rai 5 una serata sulle opere rubate durante la guerra e poi tornate


Venerdì 12 marzo, alle 21:15, Rai 5 trasmetterà in prima visione due documentari che trattano di un preciso tema: opere d’arte rubate dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e poi tornate ai legittimi proprietari.

Su Rai 5, venerdì 12 marzo alle 21:15, ci sarà una serata interamente dedicata all’arte trafugata in tempo di guerra, e nello specifico durante la Seconda Guerra Mondiale, quando l’esercito tedesco ebbe il mandato di depredare le opere d’arte dei Paesi occupati, prelevandole dalle chiese, dai musei, da collezioni private di oppositori del regime e di ebrei. Subito dopo la guerra, molte di queste opere tornarono ai legittimi proprietari, altre sono state restituite solo dopo decenni, di altre ancora si sono perse le tracce. A queste opere ancora perdute, nella speranza di poterle nuovamente ammirare, il programma di Rai Cultura Art Night (di Silvia De Felice, Massimo Favia e Marta Santella, per la regia di Andrea Montemaggiori) dedica la puntata in onda venerdì 12 marzo alle 21.15 su Rai 5, dal titolo A volte ritornano. Al centro della puntata due storie a lieto fine, raccontate in due documentari in prima visione: Fiori su tela e 21, Rue la Boétie. La galleria Rosenberg, che dimostrano quanto sia ancora complesso proteggere, salvare e recuperare il patrimonio culturale.

Fiori su tela è un documentario di Emanuela Avallone e Silvia De Felice, con la regia di Monica Madrisan, prodotto da Rai Cultura. Il racconto parte dal 1943: l’esercito tedesco, con l’inganno, svuota alcuni depositi segreti nella campagna toscana portando via circa 50 casse, che contengono alcune delle opere più preziose del nostro patrimonio. I funzionari delle Gallerie degli Uffizi di Firenze le avevano nascoste per evitare i danni dei bombardamenti: sono opere di Botticelli, Giotto, Cimabue e altri importanti artisti, che partono così alla volta della Germania. Fortunatamente gli eventi della storia rendono difficile il trasferimento, e nel 1945 l’esercito alleato recupera le opere in Val Passiria e le riporta a Firenze, dove le ammiriamo ancora oggi. Tutte tranne nove opere, di cui si perdono le tracce. Tra questi il Vaso di fiori di Jan van Huysum, un dipinto di pregio acquistato dal Gran Duca Leopoldo II di Lorena nel 1824, che si trovava a Palazzo Pitti, a Firenze. Passano oltre settant’anni prima che il quadro possa tornare agli Uffizi nel dicembre 2019. Cosa è accaduto in tutti questi anni?

Il documentario ricostruisce le indagini complesse, il delicato dialogo di diplomazia internazionale, momenti di stallo e colpi di scena, raccontati dal direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, con la ricostruzione puntuale e appassionata del Tenente Colonnello Lanfranco Disibio, che ha guidato gli ultimi anni dell’indagine come comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze; il ruolo della diplomazia italiana raccontato dall’Ambasciatore d’Italia a Berlino Luigi Mattiolo, l’arrivo delle opere a San Leonardo in Passiria (Bolzano) ricostruito da Judith Schwarts, curatrice del Museo Passiria, e le vicende della grande storia che fanno da sfondo alla vicenda, raccontate dalla storica Isabella Insolvibile.

A seguire, Art Night propone il documentario 21, Rue la Boétie. La galleria Rosenberg di Virginie Linhart, prodotto con la partecipazione di France Télévisions. Negli anni tra le due guerre, “21, Rue La Boétie” a Parigi si affermò come una delle gallerie d’arte più importanti d’Europa, grazie all’occhio e al talento di Paul Rosenberg, amico di Picasso, Braque, Matisse, Laurencin. Nel giugno 1940, la sconfitta francese contro l’esercito del Terzo Reich costrinse i Rosenberg all’esilio a New York per fuggire dall’antisemitismo di stato. 21 rue La Boétie, requisita e saccheggiata dagli occupanti tedeschi, diventò l’Istituto per lo studio delle questioni ebraiche.

Alla fine della guerra, tornato in Francia, Paul Rosenberg scoprì che la maggior parte della sua collezione era stata rubata dall’esercito nazista e da quel momento dedicò il resto della sua vita alla ricerca dei 400 dipinti mancanti. Se oggi si possono ammirare i capolavori della collezione Rosenberg, è grazie a questa ricerca incessante che non si è fermata fino alla sua morte. Da una lunga intervista inedita ad Anne Sinclair, nipote di Paul Rosenberg, il documentario ripercorre in immagini d’archivio, attraverso illustrazioni grafiche animate e grazie a numerose fotografie, lettere e documenti inediti della famiglia Rosenberg, la traiettoria di quest’uomo eccezionale. La storia intima di una vita segnata dalla passione per l’arte e la Grande Storia, di cui Paul Rosenberg è stato sia il testimone che la vittima.

Venerdì su Rai 5 una serata sulle opere rubate durante la guerra e poi tornate
Venerdì su Rai 5 una serata sulle opere rubate durante la guerra e poi tornate


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