Ex Chiesa di San Barbaziano a Bologna apre al pubblico dopo il restauro di Studio Poggioli


Dal 1 al 3 aprile 2026 l’edificio restaurato dallo Studio Poggioli sarà visitabile gratuitamente. Il progetto, selezionato nella shortlist degli EUmies Awards 2026, illustra un approccio contemporaneo alla rigenerazione del patrimonio storico.

L’Ex Chiesa di San Barbaziano a Bologna, sottoposta a un intervento di restauro conservativo dallo Studio Poggioli, sarà eccezionalmente aperta al pubblico dall’1 al 3 aprile 2026. L’iniziativa rientra nel programma Out & About. Discovering architecture, promosso da Creative Europe, Fondazione Mies van der Rohe e Guiding Architects, che prevede visite ed eventi architettonici in oltre trenta località europee. Il progetto di restauro, intitolato Il progetto del tempo, è stato selezionato tra i quaranta migliori interventi su 410 candidature per l’EUmies Awards 2026, uno dei principali premi internazionali di architettura contemporanea.

L’opera rappresenta uno dei due progetti italiani inclusi nella shortlist, attirando attenzione sul tema della rigenerazione del patrimonio storico attraverso un approccio contemporaneo. Gli Open days offriranno visite guidate gratuite, permettendo di esplorare gli spazi restaurati e di comprendere le strategie progettuali adottate da Studio Poggioli. L’accesso richiede iscrizione tramite Eventbrite.

Ex Chiesa San Barbaziano, interno. Foto: Alessandro Saletta-DSL Studio
Ex Chiesa San Barbaziano, interno. Foto: Alessandro Saletta-DSL Studio
Ex Chiesa San Barbaziano, interno, finestre via Barberia. Foto: AlessandroSaletta-DSL Studio
Ex Chiesa San Barbaziano, interno, finestre via Barberia. Foto: AlessandroSaletta-DSL Studio

“Con Il progetto del tempo non volevamo ripristinare un’immagine ideale del passato, ma restituire chiarezza spaziale a una struttura profondamente trasformata”, spiega Federico Poggioli. “La selezione all’EUmies Awards 2026 riconosce un approccio che considera il restauro come atto contemporaneo: non imitazione, ma precisione, misura e responsabilità verso la storia. Gli Open days saranno l’occasione per condividere questo processo con la città”.

L’edificio che ospita l’Ex Chiesa di San Barbaziano fu progettato da Pietro Fiorini nel 1608 e ha subito nel corso dei secoli molteplici trasformazioni e usi impropri, tra cui deposito di paglia e fieno, magazzino militare, officina meccanica e autorimessa. Il restauro, commissionato dal Ministero della Cultura e completato nel 2024, ha restituito alla città uno spazio dimenticato preservandone la complessità stratificata. Il futuro dell’edificio prevede attività culturali, valorizzando la rilevanza di pratiche architettoniche che affrontano criticamente il riuso adattivo del patrimonio costruito europeo.

Ex Chiesa San Barbaziano, scorcio portone principale dall'iinterno. Foto: Alessandro Saletta-DSL Studio
Ex Chiesa San Barbaziano, scorcio portone principale dall’interno. Foto: Alessandro Saletta-DSL Studio
Ex Chiesa San Barbaziano, Pin up. Foto: Alessandro Saletta-DSL Studio
Ex Chiesa San Barbaziano, Pin up. Foto: Alessandro Saletta-DSL Studio

L’intervento di Studio Poggioli si caratterizza per un approccio calibrato tra sottrazione e reintegrazione di elementi contemporanei. Le nuove grandi finestre, con infissi lineari ed essenziali, richiamano i diversi usi industriali e civili succedutisi a quello religioso. I materiali scelti, corten e ottone brunito, evocano il fenomeno dell’agire del tempo sulla materia, dialogando con il laterizio e l’arenaria presenti nell’edificio. Le bruniture reinterpretano le sfumature cromatiche generate dal tempo sulle pareti interne. L’ampio portale vetrato introduce l’interno, caratterizzato da luci e ombre che raccontano le molteplici metamorfosi dell’edificio. I decori preesistenti sono stati consolidati senza ripristinare le cromie originarie, permettendo all’ex chiesa di presentarsi come un’opera unica in cui i segni del tempo diventano parte integrante dell’esperienza spaziale. Anche l’ingresso secondario assume un ruolo di rilievo: un portale monolitico in ottone brunito con gradini apparentemente emergenti dal suolo e maniglioni che integrano illuminazione nascosta, enfatizza il contrasto tra linee luminose e superfici irregolari. L’intervento di restauro mette in luce la poetica della rovina urbana, sottolineando l’approccio sottrattivo dello studio, che ricerca l’essenzialità come pienezza di significato.

La selezione per l’EUmies Awards 2026 garantirà al progetto visibilità internazionale. L’intervento sarà incluso nella mostra itinerante ufficiale del premio, che aprirà a maggio 2026 alla Fundació Mies van der Rohe di Barcellona e proseguirà a Vienna, Milano, Praga, Bruxelles e altre capitali europee, con un successivo tour in Sud America. Inoltre, la mostra si stima potrà raggiungere oltre 300.000 visitatori.




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