Dopo due anni di contrazione, il mercato globale dell’arte e dei beni da collezione è tornato a crescere nel 2025, segnando un’inversione di tendenza significativa sebbene ancora immersa in un contesto internazionale incerto. È quanto emerge dalla nona edizione del report Il mercato dell’arte e dei beni da collezione elaborato da Deloitte Private Italia, presentato il 13 aprile 2026 a Milano presso l’Auditorium Deloitte, in occasione dell’avvio del programma di iniziative ospitate nella Galleria Deloitte all’interno della Chiesa sconsacrata di San Paolo Converso, dove è esposta Liturgica, opera site-specific dell’artista Giuseppe Lo Schiavo. Il dato più evidente riguarda la crescita del fatturato delle principali case d’asta internazionali, che nel 2025 registrano un incremento del 14,8% rispetto al 2024, recuperando terreno dopo il biennio negativo 2023-2024. Una ripresa che si inserisce tuttavia in uno scenario definito “a due velocità”, caratterizzato da dinamiche complesse e influenzato dalle tensioni geopolitiche globali.
Il primo semestre del 2025 è stato infatti segnato da un clima di forte incertezza legato all’introduzione dei dazi statunitensi, che ha rallentato le transazioni e inciso sui prezzi, soprattutto nel segmento premium. Una frenata coerente con il trend negativo dei due anni precedenti. Nel secondo semestre, invece, l’applicazione più morbida delle politiche commerciali degli Stati Uniti ha favorito una ripresa degli scambi internazionali, con effetti positivi anche sul mercato artistico. A contribuire alla crescita sono state in particolare alcune importanti vendite di collezioni private, soprattutto negli Stati Uniti, che hanno sostenuto il recupero complessivo del settore. Parallelamente, continua il trend positivo dei cosiddetti passion asset, categoria che comprende beni come design, orologi e vini da collezione. Nel 2025 questo segmento registra una crescita del 16,3% rispetto all’anno precedente, confermando il proprio ruolo centrale come asset alternativo, spesso caratterizzato da una maggiore liquidità rispetto alla pittura.
Il report evidenzia come il mercato sia oggi attraversato da due forze principali, tra loro interdipendenti. Da un lato la cosiddetta cross-pollination, ovvero l’integrazione tra i segmenti tradizionali dell’arte e quelli dei beni da collezione all’interno delle offerte delle grandi case d’asta. Dall’altro la polarizzazione della domanda, che si concentra sempre più su opere di qualità certificata e con provenienza tracciabile, mentre cresce anche il volume delle transazioni nelle fasce di prezzo medio-basse.
Un altro elemento chiave riguarda il cambiamento generazionale in atto. Millennials e Gen Z stanno ridefinendo i meccanismi tradizionali del mercato, incidendo sia sulle modalità di acquisto sia sulle motivazioni alla base delle scelte collezionistiche. Nel 2025, tra il 30% e il 40% dei nuovi acquirenti delle principali case d’asta appartiene proprio a queste generazioni, segno di un progressivo ricambio nel profilo dei collezionisti. Questo fenomeno si intreccia con il passaggio generazionale delle grandi collezioni accumulate nel corso del Novecento, in particolare dai baby boomer, che oggi rappresentano il principale bacino di opere di qualità immesse sul mercato attraverso successioni e trasferimenti patrimoniali. Una dinamica che sta ridefinendo l’offerta e influenzando le strategie degli operatori.
Le nuove generazioni si distinguono anche per un diverso approccio culturale all’arte. La filantropia artistica assume un ruolo sempre più rilevante: nel 2025 il 54% dei collezionisti considera questo aspetto importante, in aumento rispetto al 50% del 2023. Ancora più significativo è il dato secondo cui il 67% dei giovani indica il sostegno agli artisti come una delle principali motivazioni all’acquisto. Un segnale che evidenzia il superamento di una logica puramente collezionistica a favore di un coinvolgimento più attivo, vicino al mecenatismo.
Anche le modalità di acquisto stanno cambiando rapidamente. Le piattaforme digitali assumono un ruolo sempre più centrale: nel 2025 oltre l’81% dei lotti di Christie’s è stato venduto online e il 52% degli high net worth individuals ha effettuato acquisti attraverso canali digitali, in netto aumento rispetto al 30% registrato nel 2023. Un’evoluzione che conferma la crescente integrazione tra mercato dell’arte e tecnologia.
Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti si confermano leader nel mercato della pittura, concentrando il 64,1% delle vendite globali, seguiti da Londra con il 20,7%. Migliora anche il tasso di invenduto, che nel 2025 si attesta all’11,4%, in calo rispetto al 14,5% dell’anno precedente, segnale di una maggiore efficienza del mercato e di una migliore corrispondenza tra domanda e offerta.
In Italia, il report individua alcuni fattori destinati a incidere positivamente sul settore. Tra questi la riduzione dell’IVA sulle transazioni di opere d’arte, passata dal 22% al 5% a partire da luglio 2025, misura che interviene su uno degli elementi che negli anni hanno penalizzato la competitività del Paese rispetto ad altri mercati europei. A questo si aggiunge il Disegno di Legge Italia in Scena, approvato a fine marzo 2026 e recentemente pubblicato in Gazzetta, che introduce interventi per la valorizzazione del patrimonio culturale, semplifica la gestione e la circolazione delle opere e promuove il coinvolgimento dei soggetti privati.
Secondo il report, queste misure sono destinate ad avere un impatto significativo sulla mobilità delle opere, sull’attività degli operatori e sull’attrattività del sistema italiano a livello internazionale, contribuendo a rafforzarne la posizione nel panorama globale.
Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader, sottolinea che “la crescita del mercato dell’arte nel 2025 riflette una trasformazione profonda dove la qualità, l’autenticità e la tracciabilità diventano fattori competitivi decisivi. Inoltre, la crescente consapevolezza tra i collezionisti del valore intrinseco dell’arte come strumento di identità, brand reputation, legacy, resilienza patrimoniale e impatto sociale, suggerisce che il mercato dell’arte e dei beni da collezione continuerà a trovare un suo equilibrio”.
Barbara Tagliaferri, Art & Finance Coordinator Deloitte Italia, richiama invece l’attenzione su un altro aspetto critico: la gestione del passaggio generazionale. “I risultati contenuti nella sezione Highlights del Report Art & Finance Global 2025”, dice, “evidenziano che l’arte è diventata un bene patrimoniale centrale, strumento di identità e leva di impatto culturale. Nonostante ciò, le famiglie sono ancora impreparate a gestirne il passaggio generazionale. In sei anni la quota di collezionisti che intende pianificare il futuro della propria collezione, senza averlo ancora fatto, è più che quintuplicata, passando dal 7% al 36%. Il wealth management ha oggi un’opportunità”.
Il report evidenzia inoltre come oltre la metà dei collezionisti, pari al 51%, intenda lasciare le proprie opere in eredità alla famiglia, rafforzando l’idea dell’arte come bene profondamente personale. Tuttavia, questa scelta comporta implicazioni complesse per gli eredi, che si trovano a gestire non solo valori culturali e affettivi, ma anche responsabilità finanziarie e logistiche che richiedono competenze specifiche.
Anche gli operatori del settore sottolineano la natura ambivalente del 2025. Pietro Ripa, private banker di Fideuram, evidenzia come il primo semestre sia stato condizionato dalle preoccupazioni legate ai dazi statunitensi. “Il primo semestre caratterizzato da una forte preoccupazione per l’introduzione dei dazi dell’amministrazione USA ha registrato un rallentamento delle transazioni e dei prezzi delle vendite, soprattutto nel segmento premium”, afferma. “Un rallentamento in linea con la frenata del biennio 2023-2024. Il secondo semestre ha visto invece una applicazione più soft delle tariffe doganali, con evidente beneficio sul commercio internazionale e anche su quello artistico: il mercato ha beneficiato anche di importanti vendite di collezioni private con una crescita dei fatturati complessivi del +14,8% sul 2024”.
Roberta Ghilardi, Art & Finance Senior Manager di Deloitte Private, rimarca invece il ruolo crescente dei passion asset e l’importanza delle nuove generazioni: “I passion assets crescono del 16,3%, confermando la loro centralità come asset alternativi con una liquidità relativa superiore alla pittura. La next-gen entra nel mercato con un’agenda diversa: sostenibilità, identità, impatto. Il successo del mercato dipenderà dalla capacità delle case d’asta di assemblare cataloghi di qualità e comprendere dove approderanno i gusti dei giovani collezionisti – che oggi rappresentano il 30-40% dei nuovi acquirenti – e che con la loro enfasi su narrativa, impatto sociale e sostenibilità potrebbero rappresentare il vero motore di crescita del prossimo decennio”.
La presentazione del report è stata arricchita dagli interventi di Clarice Pecori Giraldi, Art Advisor e Consigliere Gruppo Apollo, Denis Curti, Founder Still Fotografia, Andrea Rurale, Director Intensive Program in Art Markets and Finance SDA Bocconi, Cristiano Seganfreddo, Publisher Flash Art, Margherita Solaini, Head of Italy Phillips Auctions, Gianluigi Vignola, CEO Ademy Ltd.
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