Brescia, a Palazzo Martinengo la mostra sulla donna nella storia dell'arte con oltre 90 opere


A Brescia, Palazzo Martinengo ospita di nuovo la mostra sulla donna nella storia dell’arte da Tiziano a Boldini, chiusa dopo un mese causa Covid: appuntamento dal 22 gennaio al 12 giugno 2022 con opere di Tiziano, Boldini, Artemisia Gentileschi e molti altri artisti. 

Dal 22 gennaio al 12 giugno 2022, le sale di Palazzo Martinengo a Brescia tornano a ospitare la mostra Donne nell’arte. Da Tiziano a Boldini, la rassegna che si propone di indagare la misura in cui la rappresentazione dell’universo femminile ha giocato un ruolo determinante nella storia dell’arte italiana lungo un periodo di quattro secoli, dal Rinascimento alla Belle Époque. La mostra, infatti, era inizialmente programmata per il 2020, ed è stata costretta a chiudere dopo un solo mese di apertura. Adesso ci sono le condizioni per riaprire la mostra.

Curata da Davide Dotti, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, in partnership con Fondazione Marcegaglia onlus, la rassegna presenta oltre 90 capolavori di artisti quali Tiziano, Guercino, Pitocchetto, Appiani, Hayez, Corcos, Zandomeneghi e Boldini che, con le loro opere, hanno saputo rappresentare la personalità, la raffinatezza, il carattere, la sensualità e le più sottili sfumature dell’emisfero femminile, ponendo particolare attenzione alla moda, alle acconciature e agli accessori tipici di ogni epoca e contesto geografico. Non manca inoltre un’opera di Artemisia Gentileschi, in rappresentanza della pittura al femminile. Inoltre, grazie alla collaborazione con la Fondazione Marcegaglia Onlus, la rassegna si arricchisce di pannelli di sala che approfondiscono alcune tematiche di grande attualità come le disparità tra uomini e donne, il lavoro femminile, le violenze domestiche, l’emarginazione sociale e le nuove povertà. La mostra si pone dunque anche l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico, soprattutto quello più giovane, verso argomenti di grande importanza socio-culturale.

La Fondazione Marcegaglia Onlus, la cui missione è sostenere le donne, motore della crescita e dello sviluppo dell’intera comunità, attraverso progetti di solidarietà e cooperazione, offre inoltre alle scuole, 200 percorsi tematici di visita alla mostra, con l’obiettivo di avvicinare sempre più i giovani al mondo dell’arte e, al contempo, sensibilizzarli rispetto a tematiche di grandissima importanza sociale legate all’emisfero femminile. Ancora, l’Associazione Amici di Palazzo Martinengo devolverà l’1% del ricavato della biglietteria a Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro con l’obiettivo di sostenere la migliore ricerca per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori femminili. Infine, in occasione della mostra di Palazzo Martinengo, dal 12 febbraio al 12 giugno 2022, il Museo Diocesano di Brescia organizza una piccola esposizione, sempre a cura di Davide Dotti, per approfondire la tematica della raffigurazione femminile nella pittura a soggetto sacro. Con il biglietto di Donne nell’Arte da Tiziano a Boldini, si potrà visitare gratuitamente il museo e la rassegna allestita negli spazi dell’ex convento di San Giuseppe.

Ettore Tito, Con la rosa tra le labbra (Collezione privata)
Ettore Tito, Con la rosa tra le labbra (Collezione privata)
Angelo Garino, Interno con modella nuda (Collezione privata, su concessione di Arcuti Fine Art)
Angelo Garino, Interno con modella nuda (Collezione privata, su concessione di Arcuti Fine Art)
Giovanni Boldini, Ritratto di Nanne Schrader (Collezione privata)
Giovanni Boldini, Ritratto di Nanne Schrader (Collezione privata)
Gino Piccioni, Nudo sulla spiaggia (Firenze, Collezione Fascione)
Gino Piccioni, Nudo sulla spiaggia (Firenze, Collezione Fascione)

Il percorso

Il percorso espositivo è suddiviso in otto sezioni tematiche: “Sante ed eroine bibliche”; “Mitologia in rosa e storia antica”; “Ritratti di donne”; “Natura morta al femminile”; “Maternità”; “Lavoro”; “Vita quotidiana”; “Nudo e sensualità”. Tra i capolavori della mostra figura in apertura la Maddalena penitente di Tiziano esposta per la prima volta in Italia, variante più sobria di una sua tela ben nota, e proveniente da una collezione privata tedesca. A proposito di questo dipinto, Peter Humfrey, una delle massime autorità a livello internazionale di Tiziano e autore del catalogo ragionato delle opere del maestro cadorino, ha scritto che “si tratta di una variante di alta qualità di una delle composizioni più avidamente ricercate di Tiziano. Le altre redazioni autografe sono state dipinte non solo per i suoi più importanti committenti, come il re Filippo II di Spagna, ma anche per altri illustri personaggi del suo tempo, quali Antoine Perrenot de Granvelle, consigliere dell’imperatore Carlo V d’Asburgo nonché viceré del regno di Napoli, e il potente cardinale Alessandro Farnese. Le vigorose pennellate frante e il denso impasto cromatico, suggeriscono una datazione al 1558-1563 circa, in prossimità della realizzazione della versione della Maddalena penitente dipinta per Filippo II nel 1561”. Alla Maddalena si aggiunge una Coppia di amanti in piedi, un disegno di Gustav Klimt, principale esponente dell’avanguardia viennese, che anticipa le soluzioni stilistiche de Il bacio e de L’Abbraccio del Fregio Stoclet, due tra i capolavori più conosciuti del maestro austriaco.

Traendo ispirazione da testi sacri e libri agiografici, gli artisti hanno licenziato tele oggetto di secolare devozione che raffigurano le più famose sante della cristianità insieme al proprio attributo iconografico: Maddalena col vasetto di unguenti; Caterina con la ruota dentata; Barbara con la torre; Margherita con il drago; Cecilia con gli strumenti musicali. Senza dimenticare le eroine bibliche quali Giuditta, Salomè, Dalila, Susanna e Betsabea, le cui tormentate vicende personali sono narrate nell’Antico Testamento.

Anche la letteratura classica e la mitologia hanno fornito agli artisti infiniti spunti di riflessione, come nel caso delle storie che riguardano divinità (Diana, Venere, Minerva, Giunone), celebri figure mitologiche (Leda, Europa, Onfale, Circe, Dafne) e illustri donne del mondo antico che, con coraggio e drammatica determinazione, hanno preferito la morte al disonore. Si pensi, a tal proposito, alla regina d’Egitto Cleopatra, che decise di togliersi la vita, dopo il suicidio dell’amato Antonio, per non consegnarsi viva nelle mani dell’acerrimo nemico Ottaviano e subire la pubblica umiliazione; a Lucrezia, che si trafisse il petto con il pugnale dopo essere stata avvilita e violentata da Sesto Tarquino; e a Sofonisba, che bevve il veleno inviatogli dal marito Messinissa per non vivere un’esistenza mortificata come schiava dei romani.

Soprattutto nell’ambito della pittura dell’Ottocento, vera protagonista della rassegna, la donna è stata colta nella sua dimensione quotidiana, alle prese con le faccende della vita domestica e del lavoro; nei panni di madre affettuosa che accudisce con amore i propri figli; ma anche in atteggiamenti maliziosi e in situazioni intime per esaltarne la carica sensuale, come testimoniano le opere capolavori di Giovanni Boldini.

Artemisia Gentileschi, Cleopatra morsa dall'aspide (Fondazione Cavallini Sgarbi)
Artemisia Gentileschi, Cleopatra morsa dall’aspide (Fondazione Cavallini Sgarbi)
Gian Antonio Guardi, Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle (Collezione privata)
Gian Antonio Guardi, Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle (Collezione privata)
Gustav Klimt, Coppia di amanti in piedi (1907-1908; matita su carta, 55,8 x 36,5 mm; Collezione privata)
Gustav Klimt, Coppia di amanti in piedi (1907-1908; matita su carta, 55,8 x 36,5 mm; Collezione privata)
Tiziano, Maddalena penitente (Collezione privata)
Tiziano, Maddalena penitente (Collezione privata)
Antonio Rizzi, Nudo su lenzuola gialle (Collezione privata)
Antonio Rizzi, Nudo su lenzuola gialle (Collezione privata)

Le dichiarazioni

“Dopo un primo rinvio”, afferma Roberta Bellino, presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Martinengo - abbiamo deciso di comune accordo con la Fondazione Provincia di Brescia Eventi e la Provincia di Brescia di chiudere la rassegna, con la promessa di ritrovarci quando la situazione si sarebbe prospettata più tranquilla da un punto di vista sanitario. Eccoci quindi a riproporre un’iniziativa che, in poco più di un mese di apertura, stava riscuotendo un ottimo riscontro di pubblico, con oltre 22.000 visitatori. Tutte le persone che avevano acquistato il biglietto d’ingresso in prevendita, potranno utilizzare il tagliando, semplicemente presentandolo alla biglietteria di Palazzo Martinengo".

“Il tema della donna ”, dichiara il curatore Davide Dotti, “è così affascinante e coinvolgente che gli artisti, soprattutto tra XVI e XIX secolo, lo hanno indagato da ogni prospettiva iconografica, eternando le ”divine creature“ in capolavori che tutt’oggi seducono fatalmente il nostro sguardo. Per il visitatore è l’occasione di compiere un emozionante viaggio ricco di sorprese, impreziosito da dipinti inediti scoperti di recente in prestigiose collezioni private, opere mai esposte prima d’ora, e incontri ravvicinati con celebri donne del passato, tra cui la bresciana Francesca (Fanny) Lechi, ritratta nel 1803 dal grande Andrea Appiani in una straordinaria tela che dopo oltre venticinque anni dall’ultima apparizione torna visibile al pubblico”.

Giovanni Boldini, Donna che si pettina i capelli (Collezione privata)
Giovanni Boldini, Donna che si pettina i capelli (Collezione privata)
Filippo Palizzi, Donne che scavano a Pompei (Collezione privata)
Filippo Palizzi, Donne che scavano a Pompei (Collezione privata)
Achille Glisenti, La raccolta del granturco (Brescia, Musei Civici)
Achille Glisenti, La raccolta del granturco (Brescia, Musei Civici)
Vittorio Corcos, Colibrì
Vittorio Corcos, Colibrì

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraDonne nell'arte. Da Tiziano a Boldini
CittàBrescia
SedePalazzo Martinengo
DateDal 22/01/2022 al 12/06/2022
ArtistiArtemisia Gentileschi, Tiziano Vecellio, Gustav Klimt, Giovanni Boldini, Francesco Hayez, Ettore Tito, Vittorio Corcos, Federico Zandomeneghi, Filippo Palizzi, Gino Piccioni, Achille Glisenti, Antonio Rizzi, Angelo Garino
CuratoriDavide Dotti

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