Dal 20 maggio 2026 al 15 marzo 2027 il Louvre di Parigi ospita la mostra Acqua Primordiale: Lezioni dalla Mesopotamia, curata da Ariane Thomas, Direttrice del Dipartimento di Antichità Orientali e responsabile delle collezioni della Mesopotamia recente, insieme a Barbara Couturaud e Grégoire Nicolet, curatori delle collezioni mesopotamiche del medesimo dipartimento.
L’esposizione intende condurre il pubblico alla scoperta dell’antica Mesopotamia attraverso il tema dell’acqua, elemento essenziale che ha modellato il paesaggio, la spiritualità, il potere e la vita quotidiana di una delle civiltà più influenti della storia. Terra attraversata dal Tigri e dall’Eufrate, i due fiumi associati anche all’immaginario del paradiso biblico, la Mesopotamia fu il luogo in cui nacquero e si svilupparono le prime forme di irrigazione, segnando profondamente il rapporto tra uomo e ambiente.
In un territorio oggi caratterizzato da condizioni climatiche spesso aride, la mostra invita a riflettere sul ruolo centrale che l’acqua ebbe nell’antichità e sugli insegnamenti che questa civiltà può ancora offrire rispetto alle questioni ambientali contemporanee. Attraverso reperti archeologici, manufatti e testimonianze provenienti dalle collezioni del Louvre, il percorso espositivo vuole esplorare il rapporto complesso e ambivalente tra i popoli mesopotamici e l’acqua: fonte di vita, prosperità e fertilità, ma anche causa di distruzioni, conflitti e trasformazioni radicali del territorio.
Dalla dimensione divina a quella umana, la mostra accompagna il visitatore in un viaggio che attraversa circa ottomila anni di storia, dall’Asia centrale al Mediterraneo. Accanto a un nucleo di circa cento opere presentate nella Sala 230, nell’Ala Richelieu, ventisette manufatti selezionati dialogano con le gallerie permanenti del Dipartimento di Antichità del Vicino Oriente, per offrire nuove chiavi di lettura sulle questioni ambientali e idriche del passato e sulle loro risonanze nel presente.
La mostra vuole approfondire inoltre i primi tentativi dell’uomo di controllare e trasformare l’ambiente naturale attraverso la gestione dell’acqua. In Mesopotamia nacquero infatti alcune delle più antiche infrastrutture idrauliche conosciute, come canali, dighe, ponti, acquedotti, reti di distribuzione e bacini artificiali. Questi interventi permisero lo sviluppo agricolo e urbano della regione, ma generarono al tempo stesso profonde conseguenze ambientali e sociali, aprendo riflessioni ancora oggi estremamente attuali sul rapporto tra progresso, sfruttamento delle risorse e sostenibilità.
L’acqua occupava una posizione centrale nella visione religiosa mesopotamica. Nei miti della creazione rappresentava la forza originaria da cui nasceva il mondo, assumendo forme diverse e incarnando al tempo stesso vita, rigenerazione e distruzione. Nei rituali sacri veniva utilizzata come elemento purificatore e come offerta agli dèi, diventando simbolo dell’equilibrio fragile tra ordine e caos, fertilità e catastrofe.
Il percorso espositivo intende restituire anche la straordinaria varietà geografica della Mesopotamia antica, un territorio modellato dai fiumi e caratterizzato da ecosistemi differenti: montagne sorgive, pianure irrigate, paludi e zone costiere lungo il Golfo Persico. Nel III e II millennio a.C., il sud mesopotamico appariva come una vasta rete di canali e specchi d’acqua dove città come Lagash e Larsa vivevano in stretta relazione con l’ambiente acquatico, tanto da essere considerate vere “Venezie” dell’antichità.
L’acqua era infine strettamente legata al potere politico. Considerata un dono divino, garantiva prestigio e autorità ai sovrani, che legittimavano il proprio ruolo attraverso la costruzione e la manutenzione di opere idrauliche fondamentali per la prosperità delle città e delle campagne. Allo stesso tempo, il controllo delle risorse idriche alimentava rivalità e conflitti tra regni confinanti: l’acqua diventava strumento di dominio, mezzo di comunicazione e commercio, ma anche arma strategica utilizzata per indebolire i nemici privandoli delle risorse necessarie alla sopravvivenza.
Attraverso una rilettura delle collezioni del Vicino Oriente del Louvre, Acqua Primordiale: Lezioni dalla Mesopotamia vuole proporre dunque una riflessione ampia e attuale sul rapporto tra uomo, natura e gestione delle risorse, dimostrando come le sfide affrontate dalle civiltà antiche continuino ancora oggi a interrogare il nostro presente.
| Titolo mostra | Acqua Primordiale: Lezioni dalla Mesopotamia | Città | Parigi | Sede | Louvre | Date | Dal 20/05/2026 al 15/03/2027 | Curatori | Ariane Thomas, Barbara Couturaud, Grégoire Nicolet | Temi | Parigi, Archeologia, Louvre |
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