Dal 14 aprile al 15 maggio la galleria Longari arte Milano ospita Malù Cruz Piani - The Art of Becoming, mostra personale di Malù Cruz Piani a cura di Giorgia Perin. Il progetto si sviluppa come un confronto diretto tra la produzione dell’artista brasiliana e una selezione di opere storiche appartenenti alla collezione della galleria, attiva da oltre settant’anni nella valorizzazione dell’arte italiana.
Il percorso espositivo presenta sei sculture in bronzo e cinque grandi dipinti, inseriti in un contesto che accoglie sculture lignee medievali, dipinti del Seicento e oggetti d’arte di epoche successive. Il dialogo tra lavori contemporanei e capolavori storici definisce una relazione fondata sulla materia e sulla permanenza delle forme, oltre che su un confronto tra linguaggi e funzioni.
Tra le opere antiche esposte compaiono una Madonna della Misericordia databile tra il 1540 e il 1550, attribuita a uno scultore francese attivo nell’area della Champagne e proveniente dalla collezione Jaqueline Boccador di Parigi, una grande potiche (un vaso) in porcellana cinese dell’epoca Qianlong (1736–1795), decorata con paesaggi e fregi dorati, e un Gesù Bambino benedicente in legno intagliato attribuito al Maestro della Madonna di Sant’Agostino, attivo a Perugia nella prima metà del XIV secolo.
La ricerca di Malù Cruz Piani si inserisce in tale contesto attraverso una pratica che mette al centro il rapporto tra corpo e materia. Formata tra le scuole di arti plastiche di São Paolo e l’apprendistato presso l’atelier di Sergio Tapia Radic, l’artista sviluppa una metodologia basata su un processo di accumulazione e trasformazione dell’energia, che si traduce in segno pittorico o intervento plastico. Il titolo della mostra richiama un riferimento filosofico al tema dell’identità e del divenire. Il progetto si collega all’idea del “diventa ciò che sei”, in un contesto contemporaneo segnato da dinamiche di frammentazione e pressione verso modelli uniformi.
La galleria Longari arte Milano affianca alla proposta contemporanea una selezione di opere che nel corso degli anni sono state oggetto di prestiti a mostre in Italia e all’estero, oltre che di acquisizioni da parte di istituzioni. Tra queste figurano la Santa Sede, che negli anni Settanta ha acquisito un gruppo di sculture lignee medievali, il Getty Museum di Los Angeles, la National Gallery of Art di Washington, la Pinacoteca di Brera e il Castello Sforzesco di Milano.
L’attività della galleria si è sviluppata anche attraverso relazioni con studiosi e critici, tra cui Luciano Bellosi, Carlo Bertelli, Miklós Boskovits, Giuliano Briganti, Enzo Carli, Antonio Giuliano, Mina Gregori, Giovanni Previtali e Federico Zeri. La direzione attuale è affidata a Marco Longari, esponente della terza generazione della famiglia, impegnato in un ampliamento delle relazioni con il mercato internazionale e membro di diverse associazioni di categoria, tra cui l’Associazione Antiquari d’Italia, l’Associazione Antiquari Milanesi, la FIMA e la CINOA.
“Esito di un processo di sedimentazione vitale”, spiega la curatrice Giorgia Perin, “l’opera di Malù Cruz Piani, non nasce dal nulla, ma da una tensione cinetica che l’artista accumula e interiorizza per settimane, trasformando l’attesa in una esplosione del segno sulla tela o del gesto nella materia. Già atleta e indossatrice, Malù Cruz Piani fa della conoscenza del corpo il fondamento della sua estetica traducendo il dinamismo muscolare in linguaggio incarnato. Come lei stessa afferma, ‘l’arte nasce da un corpo che parla’. Ne consegue un rapporto rituale e dialogico con la materia, sia essa argilla o pigmento, in cui l’artista interroga il supporto, ne asseconda la resistenza e ne guida la struttura in un “corpo a corpo” che restituisce alla pratica artistica una dimensione primigenia. In un’epoca di frammentazione identitaria e pressioni omologanti, la poetica di Piani si pone come uno spazio di resistenza. L’energia che attraversa i lavori esposti richiama la tensione vitalistica dell’Übermensch: un’affermazione assoluta della vita che accetta il rischio e la contraddizione. Al centro della sua riflessione si colloca la dialettica tra la solitudine nella moltitudine e l’Uno nel Tutto. Malù Cruz Piani ricerca un punto di equilibrio interiore capace di sussistere nel caos del flusso globale con l’obiettivo di diventare chi si è. Le sue composizioni sono campi di forze in cui elementi eterogenei convivono senza annullarsi, tendendo verso una forma di unità che non nega la pluralità, ma la contiene e la nobilita. L’opera diventa così il luogo di condensazione di relazioni invisibili, ma ogni gesto è spiritualmente collegato ad una sorta di grande battito universale”.
Nata a São Paulo, in Brasile, Malù Cruz Piani sviluppa un percorso multidisciplinare che attraversa arti plastiche, moda e comunicazione. Laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi dedicata all’arte moderna, ha partecipato a numerose rassegne internazionali e le sue opere sono entrate in collezioni private di rilievo, distribuite tra Los Angeles, Tokyo, Londra e São Paulo.
È ideatrice del progetto culturale Conversando con Malù e autrice del romanzo Miranda (2023). La sua attività delinea una figura di intellettuale poliedrica, nella quale la ricerca estetica si traduce in una pratica coerente tra produzione artistica e dimensione esistenziale.
| Titolo mostra | Malù Cruz Piani - The Art of Becoming | Città | Milano | Sede | Galleria Longari Arte Milano | Date | Dal 14/04/2026 al 15/05/2026 | Artisti | Malù Cruz Piani | Curatori | Giorgia Perin | Temi | Arte contemporanea, Arte antica |
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