A Brescia una mostra sui macchiaioli con oltre 100 opere di Fattori, Signorini e colleghi


I macchiaioli sono protagonisti a Brescia, nelle sale di Palazzo Martinengo, con la mostra “I macchiaioli”, in programma dal 20 gennaio al 9 giugno 2024 nella storica residenza cinquecentesca nel cuore della città lombarda.

I macchiaioli sono protagonisti a Brescia, nelle sale di Palazzo Martinengo, con la mostra I macchiaioli, in programma dal 20 gennaio al 9 giugno 2024 nella storica residenza cinquecentesca nel cuore della città lombarda. La mostra, curata da Francesca Dini e Davide Dotti, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, presenta oltre 100 opere di Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Giuseppe Abbati e altri artisti, provenienti in gran parte da collezioni private (solitamente inaccessibili) e da importanti istituzioni museali come le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Museo della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, l’Istituto Matteucci di Viareggio e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Articolata in dieci sezioni, la rassegna bresciana intende raccontare l’entusiasmante avventura di questi pittori che, desiderosi di prendere le distanze dall’istituzione accademica nella quale si erano formati sotto l’influenza di importanti maestri del Romanticismo come Hayez e Bezzuoli, giunsero in breve tempo a scrivere una delle pagine più poetiche della storia dell’arte non solo italiana, ma europea. Ed è proprio per via dei valori universali che la sottendono che l’arte dei Macchiaioli risulta così moderna e attuale: alcuni dei capolavori esposti in mostra come le Cucitrici di camicie rosse di Borrani, la Raccolta del fieno in Maremma di Fattori, I fidanzati di Lega e Pascoli a Castiglioncello di Signorini rimangono indelebilmente impressi nella memoria, affascinando per la qualità pittorica, lirica e luministica.

Odoardo Borrani, Cucitrici di camicie rosse (1863; olio su tela, 66x54 cm; Collezione privata)
Odoardo Borrani, Cucitrici di camicie rosse (1863; olio su tela, 66x54 cm; Collezione privata)
Giovanni Fattori, Diego Martelli a Castiglioncello (1867; olio su tavola, 13x30 cm; Collezione privata)
Giovanni Fattori, Diego Martelli a Castiglioncello (1867; olio su tavola, 13x30 cm; Collezione privata)
Silvestro Lega, I fidanzati / I promessi sposi (1869; olio su tela, 35,5 x 79,5 cm; Milano, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci)
Silvestro Lega, I fidanzati / I promessi sposi (1869; olio su tela, 35,5 x 79,5 cm; Milano, Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci)
Giovanni Fattori, Raccolta del fieno in Maremma (1867-1870; Collezione privata)
Giovanni Fattori, Raccolta del fieno in Maremma (1867-1870; Collezione privata)
Telemaco Signorini, Le acquaiole (1862; Collezione privata)
Telemaco Signorini, Le acquaiole (1862; Collezione privata)

La mostra di Palazzo Martinengo raccoglie le opere “chiave” di questo percorso allo scopo di raccontare i diversi momenti della ricerca dei Macchiaioli, i luoghi a loro famigliari (per esempio il Caffè Michelangiolo di Firenze, Castiglioncello, Piagentina, la Maremma e la Liguria), il confronto con gli altri artisti e con le diverse scuole pittoriche europee; i loro smarrimenti, la capacità di mettersi collettivamente in discussione e di sterzare, se necessario, il timone per proseguire sulla strada del progresso e della modernità senza abbandonare mai la via maestra della luce e della macchia.

Il termine “Macchiaioli” fu coniato nel 1862 da un recensore della Gazzetta del Popolo di Firenze, che così definì quei pittori che intorno al 1855 avevano dato origine a un rinnovamento in chiave antiaccademica della pittura italiana in senso realista. L’accezione ovviamente era dispregiativa e giocava su un particolare doppio senso: darsi alla macchia, infatti, significa agire furtivamente, illegalmente. Alla luce delle più recenti ricerche, la vicenda dei Macchiaioli assume una rilevanza critica sempre più significativa, perché essi instaurarono un dialogo aperto, propositivo e audace con le più importanti comunità artistiche dell’Europa del tempo.

La rassegna è il nuovo appuntamento espositivo dell’Associazione Amici di Palazzo Martinengo che fa seguito alle rassegne Il Cibo nell’Arte dal Seicento a Warhol (2015), Lo Splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell’Ottocento (2016), Da Hayez a Boldini. Anime e volti della pittura italiana dell’Ottocento (2017), Picasso, De Chirico, Morandi. Cento capolavori dalle collezioni private bresciane (2018), Gli animali nell’arte dal Rinascimento a Ceruti (2019), Donne nell’arte. Da Tiziano a Boldini (2020-2022), Lotto, Romanino, Moretto, Ceruti. I campioni della pittura a Brescia e Bergamo (2023), visitate da oltre 350.000 persone.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraI Macchiaioli
CittàBrescia
SedePalazzo Martinengo
DateDal 20/01/2024 al 09/06/2024
CuratoriDavide Dotti, Francesca Dini
TemiOttocento, Macchiaioli

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