Due grandi protagonisti dell’incisione, vissuti a oltre settant’anni di distanza e in contesti geografici molto differenti, si incontrano idealmente a Bari nella mostra Rembrandt e Barocci. Incidere la luce, ospitata presso il Museo Civico di Bari dal 19 marzo al 3 maggio 2026. L’esposizione mette a confronto le opere grafiche di Rembrandt van Rijn e Federico Barocci, per esplorare due visioni artistiche accomunate dalla capacità di tradurre la luce in segno incisorio. Con questa esposizione si sancisce ufficialmente il gemellaggio tra il Comune di Bari e il Comune di Gradara, dando avvio a una collaborazione istituzionale basata sulla promozione culturale condivisa, con l’obiettivo di sviluppare progetti comuni, valorizzare il patrimonio artistico e rafforzare il dialogo tra comunità e istituzioni museali.
Il progetto espositivo, curato dallo storico dell’arte Luca Baroni, direttore della Rete Museale Marche Nord e tra i principali studiosi dell’opera di Federico Barocci, è promosso dai Comuni di Bari e Gradara con il sostegno del Consorzio Idria s.c.r.l. e grazie alla collaborazione della famiglia Battaglini, proprietaria della collezione da cui provengono le opere esposte.
Il percorso espositivo propone un confronto diretto tra la produzione grafica di Rembrandt (Leida, 1606 – Amsterdam, 1669) e quella di Barocci (Urbino, 1535 – 1612), riunendo oltre quaranta incisioni originali, tra cui le rare acqueforti autografe di Barocci, considerate tra i primi esempi di stampa moderna italiana, e una significativa selezione di acqueforti di Rembrandt provenienti dalla collezione Battaglini, presentate per la prima volta in modo organico. Al centro della mostra emerge un’ipotesi critica secondo cui Rembrandt potrebbe aver conosciuto una stampa di Barocci, la Madonna col Bambino sulle nuvole, traendone ispirazione per una propria incisione realizzata nel 1641. L’esposizione si articola in sei sezioni tematiche che spaziano tra visioni spirituali, scene di vita quotidiana, autoritratti e interni domestici, sviluppando un dialogo continuo fatto di luce, segno e atmosfera.
Il percorso espositivo include la serie completa delle acqueforti autografe di Federico Barocci, quattro fogli di straordinaria qualità come le Stimmate di san Francesco, il Perdono di Assisi, la Madonna col Bambino sulle nuvole, l’Annunciazione e la Fuga in Egitto, nei quali l’artista sperimenta le potenzialità espressive dell’acquaforte con un segno vibrante e ricco di intensità emotiva. Accanto a questi lavori, trentotto fogli di Rembrandt, selezionati dalla collezione Battaglini, restituiscono tutta la varietà tecnica e narrativa del maestro olandese: spiccano gli Autoritratti (quello con cappello del 1638 e quello con la moglie Saskia del 1636), insieme a opere come l’Erudito nello studio (noto anche come Doctor Faustus), la Deposizione dalla croce e la Donna che si bagna i piedi nel ruscello, che rivelano rispettivamente la ricerca intellettuale, il pathos controriformato e l’attenzione per la quotidianità.
Completano il percorso scene di vita popolare, come La frittellaia e il Maestro di scuola, e immagini di intensa spiritualità come il San Girolamo nella stanza buia, costruito sul contrasto tra luce e ombra. L’intera selezione dimostra come, per entrambi gli artisti, l’incisione non rappresenti un’attività secondaria, ma un ambito autonomo di ricerca e sperimentazione, in cui l’immagine prende forma direttamente dal pensiero creativo, senza mediazioni.
| Titolo mostra | Rembrandt e Barocci. Incidere la luce | Città | Bari | Sede | Museo Civico di Bari | Date | Dal 19/03/2026 al 03/05/2026 | Artisti | Rembrandt van Rijn, Federico Barocci | Curatori | Luca Baroni | Temi | Seicento, Cinquecento, Incisione, Opera grafica |
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