Armando Testa e lo sport: in occasione di Milano Cortina 2026, una mostra focus al Museo del Novecento di Milano


In occasione di Milano Cortina 2026, il Museo del Novecento di Milano presenta dal 22 gennaio, in collaborazione con Testa per Testa, una mostra focus dedicata alla produzione grafica a tema sportivo di Armando Testa. 

In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, il Museo del Novecento di Milano presenta dal 22 gennaio, in collaborazione con Testa per Testa, la mostra focus Urrà la neve! Armando Testa e lo sport, dedicata alla produzione grafica a tema sportivo di uno dei protagonisti assoluti della comunicazione visiva italiana. Il progetto, curato da Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello, propone un percorso che attraversa oltre trent’anni di attività dell’artista, con l’obiettivo di evidenziare la ricchezza e la varietà di una ricerca in cui lo sport diventa un ambito privilegiato di sperimentazione.

La mostra riunisce sette manifesti e un contributo audiovisivo per raccontare l’evoluzione del linguaggio di Armando Testa, in grado di tradurre gesto, velocità ed energia del movimento in immagini di grande immediatezza e forza comunicativa. Nato a Torino nel 1917 e scomparso nel 1992, Testa fondò nel 1946 l’agenzia che porta il suo nome e sviluppò uno stile inconfondibile, caratterizzato da essenzialità formale, ironia e continua tensione innovativa. La sua opera ha attraversato diversi ambiti, dalla pubblicità all’arte, dal design al cinema e alla televisione, dialogando spesso in anticipo con le avanguardie artistiche del Novecento.

Le immagini di Testa non si limitano a un impatto immediato, ma invitano a una lettura progressiva, capace di restituire la complessità del gesto e del movimento attraverso forme sintetiche e altamente evocative. In questo senso, Urrà la neve! Armando Testa e lo sport metterà in evidenza come l’artista abbia saputo trasformare le pratiche sportive in metafore dei cambiamenti culturali e sociali del suo tempo.

Moto Guzzi 175 (1954; stampa serigrafica su carta montata su tela e telaio, 100 x 140 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Scansione da fotocolor originale, © Testa per Testa
Moto Guzzi 175 (1954; stampa serigrafica su carta montata su tela e telaio, 100 x 140 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Scansione da fotocolor originale, © Testa per Testa
Cervinia (anni Sessanta; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 100 x 70 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Fabio Mantegna
Cervinia (anni Sessanta; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 100 x 70 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Fabio Mantegna
Giochi della XVII Olimpiade (1959; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 100 x 70 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Fabio Mantegna
Giochi della XVII Olimpiade (1959; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 100 x 70 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Fabio Mantegna

Dai primi manifesti degli anni Cinquanta, come Moto Guzzi Lodola Sport 175 (1954), in cui la velocità e la sintesi cromatica costruiscono un’immagine moderna del movimento, fino ai lavori per i Giochi della XVII Olimpiade del 1959, lo sport emerge come simbolo di progresso e partecipazione collettiva. Negli anni Sessanta e Settanta, opere come Cervinia, Il Grand Prix della Pubblicità (1974/1990) e l’8° Concorso Ippico Internazionale (1968) mostrano una progressiva riduzione formale e una centralità sempre più marcata dell’immagine, che fonde corpo, paesaggio e simbolo in una sintesi visiva di grande potenza. Con manifesti come Azzurra (1987) e Torino ’90, Armando Testa realizza immagini emblematiche, che elevano l’immaginario sportivo a icona culturale. Accanto alla produzione grafica, il celebre carosello televisivo Il treno per Saiwa (1966–1969) estende questa ricerca al linguaggio filmico e performativo, mettendo in scena corpi che diventano macchina e movimento, in sintonia con sperimentazioni affini alle pratiche Fluxus e alle ricerche di John Cage.

In questo continuo dialogo tra progetto, immagine e azione, lo sport si configura per Testa come un autentico laboratorio di forme e idee. Le opere selezionate, diverse per epoca, stile e supporto, restituiscono la straordinaria versatilità dell’artista e la sua capacità di trasformare lo sport in un linguaggio universale fatto di segni, colori e intuizioni visive che conservano ancora oggi intatta la loro forza comunicativa.

Grand Prix della Pubblicità (1974/1990; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 100 x 70 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Scansione da fotocolor originale, © Testa per Testa
Grand Prix della Pubblicità (1974/1990; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 100 x 70 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Scansione da fotocolor originale, © Testa per Testa
8° Concorso Ippico Internazionale (1968; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 140 x 100 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Scansione da fotocolor originale, Digichrome © Testa per Testa
8° Concorso Ippico Internazionale (1968; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 140 x 100 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Scansione da fotocolor originale, Digichrome © Testa per Testa
Torino '90 (1990; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 100 x 70 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Fabio Mantegna
Torino ’90 (1990; stampa tipografica su carta montata su tela e telaio, 100 x 70 cm). Su concessione di Gemma De Angelis Testa e TestaperTesta. Credito fotografico: Fabio Mantegna



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