La Pinacoteca Nazionale di Bologna apre al pubblico il 24 aprile, nella Sala Clementina, la mostra dossier Albrecht Dürer, Apocalisse. Curata da Elena Rossoni con Giulia Adami, del dipartimento grafico della Pinacoteca, e visitabile fino al 31 luglio 2026, l’esposizione è dedicata alle xilografie realizzate da Albrecht Dürer per illustrare l’omonimo testo che conclude il Nuovo Testamento. Il percorso presenta una serie di 15 stampe, oltre al frontespizio, che testimoniano la straordinaria capacità dell’artista di creare immagini di grande impatto e che mettono in luce la sua eccellenza nel campo della grafica.
L’iniziativa espositiva s’inserisce nel programma di valorizzazione dell’importante fondo grafico del Gabinetto Disegni e Stampe della Pinacoteca, tra le più rilevanti in Italia. L’obiettivo è quello di rendere accessibili al pubblico opere normalmente custodite in cassettiera per ragioni di tutela, attraverso esposizioni temporanee a rotazione. Questa mostra rappresenta dunque una tappa di un progetto più ampio e continuativo, pensato per far conoscere e apprezzare un patrimonio costituito da migliaia di fogli, in gran parte ancora poco esplorati.
L’inaugurazione, prevista su invito per il pomeriggio di giovedì 23 aprile, segnerà anche la prima partecipazione ufficiale del nuovo direttore dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, Luigi Gallo, che ha commentato: “Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità e con l’obiettivo di proseguire e rafforzare il percorso di valorizzazione intrapreso. La mostra su Albrecht Dürer rappresenta un esempio significativo di come sia possibile rendere visibile e fruibile un patrimonio spesso non accessibile, restituendolo alla comunità attraverso progetti di qualità scientifica e divulgativa. Intendiamo continuare su questa linea, ampliando le occasioni di conoscenza del fondo grafico e sviluppando iniziative capaci di coinvolgere pubblici diversi, in un dialogo costante tra ricerca, tutela e condivisione”.
Le opere esposte appartengono all’Apocalypsis cum figuris (Apocalisse illustrata), una raccolta di 15 tavole xilografiche realizzate da Dürer come apparato illustrativo all’ultimo libro del Nuovo Testamento. Si tratta del primo esempio di opera a stampa ideata e pubblicata direttamente da un artista, che non solo progettò e disegnò le immagini, ma probabilmente incise anche le matrici lignee. L’opera introduce inoltre una significativa innovazione editoriale: le illustrazioni occupano l’intera pagina frontale, mentre il testo compare sul retro, creando così una doppia modalità di lettura, visiva e scritta.
Le xilografie conservate alla Pinacoteca di Bologna appartengono all’edizione del 1511 in latino, nella quale l’artista inserì un nuovo frontespizio illustrato rispetto alle precedenti versioni del 1498, pubblicate sia in latino sia in tedesco. Con questo lavoro, Dürer si propose di rappresentare il testo in versi del Libro dell’Apocalisse, tradizionalmente attribuito a san Giovanni Evangelista, che secondo la tradizione avrebbe ricevuto la rivelazione durante il suo ritiro sull’isola di Patmos. Non a caso, la figura di san Giovanni compare già nel frontespizio, intento a scrivere mentre osserva la Vergine con il Bambino. A lui è dedicata anche la prima scena, la Tortura di San Giovanni, tratta dalla Leggenda aurea di Jacopo da Varagine, testo fondamentale per l’iconografia dei santi nel Medioevo.
Le xilografie successive illustrano le visioni apocalittiche seguendo fedelmente il testo sacro, con rappresentazioni ricche di dettagli che raffigurano figure divine, beati, dannati, angeli e demoni, inseriti in scenari caratterizzati da paesaggi e città di gusto nordico.
“Ci sono episodi della storia dell’arte che conosciamo, perché tra i più celebri dell’arte occidentale”, spiegano le curatrici, “ma la possibilità di potere esporre, presentare, condividere con il pubblico delle opere così significative è sempre un’esperienza importante. Lo è in particolare per questo nucleo di visionarie xilografie, in cui il contenuto del testo biblico viene interpretato attraverso immagini che riescono a catturare e rendere nel profondo le più grandi angosce umane, esprimendole però attraverso uno dei lati migliori dell’umanità stessa, la creatività”.
La mostra sarà accompagnata da una conferenza tenuta da Giovanni Fara dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, in programma giovedì 28 maggio alle ore 17, oltre a visite guidate e attività per famiglie curate dal dipartimento didattico della Pinacoteca.
Il nucleo di opere di Dürer conservato presso la Pinacoteca di Bologna è particolarmente significativo e comprende pezzi di grande pregio. La collezione si è formata nel corso dei secoli grazie a donazioni e acquisizioni importanti, a partire da quella del 1715 di Luigi Ferdinando Marsili all’Istituto delle Scienze, da cui deriva l’attuale raccolta. Successivi contributi, tra cui quelli di papa Benedetto XIV, Girolamo Legnani Ferri e Ludovico Savioli, hanno portato il fondo a comprendere oggi 289 esemplari, tra cui, oltre all’Apocalisse, importanti cicli come La vita della Vergine e le celebri Grande e Piccola Passione, realizzate con tecniche quali xilografia, bulino e acquaforte.
Orari: Da martedì a domenica e festivi dalle 9 alle 19.
| Titolo mostra | Albrecht Dürer, Apocalisse | Città | Bologna | Sede | Pinacoteca Nazionale di Bologna | Date | Dal 24/04/2026 al 31/07/2026 | Artisti | Albrecht Dürer | Curatori | Elena Rossoni, Giulia Adami | Temi | Bologna, Xilografia, Arte grafica |
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