La Galleria Ricci Oddi di Piacenza rinasce: il museo torna rinnovato


Dal 28 aprile 2026 la Galleria Ricci Oddi di Piacenza presenta il nuovo allestimento dopo un ampio intervento di riqualificazione firmato da Piero Lissoni, restituendo coerenza agli spazi e valorizzando la storica collezione.

Si apre una nuova fase nella storia della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza. Il museo emiliano si presenta infatti da domani, martedì 28 aprile, con il risultato di un articolato progetto di riqualificazione e riallestimento degli spazi espositivi. L’intervento arriva a vent’anni dall’ultima manutenzione significativa e restituisce piena leggibilità a un edificio che rappresenta uno dei casi più emblematici del panorama museale italiano del primo Novecento. Il progetto ha posto al centro il recupero delle caratteristiche architettoniche e strutturali originarie concepite per dialogare con la collezione di Giuseppe Ricci Oddi (Piacenza, 1868 – 1937), che nel 1931 trasformò la propria raccolta privata in un museo aperto al pubblico. L’edificio, progettato dall’architetto Giulio Ulisse Arata (Piacenza, 1881 – 1962) anche sulla base delle indicazioni del fondatore, è infatti uno dei rari esempi in Italia di struttura costruita ex novo con una precisa funzione museale destinata all’arte moderna, dove contenuto e contenitore risultano fin dall’origine strettamente interconnessi.

Il nuovo corso della Galleria è stato affidato al progetto di Piero Lissoni, sviluppato insieme ad Antonella De Martino e Gianni Fiore dello studio Lissoni & Partners. Avviato nella primavera del 2025, l’intervento ha interessato oltre 1000 metri quadrati di superficie e tutte le 22 sale espositive, rimaste comunque accessibili al pubblico a rotazione durante i lavori, in base all’avanzamento del cantiere. Per celebrare la riapertura, la Galleria sarà visitabile gratuitamente fino a domenica 3 maggio 2026, includendo anche la giornata del primo maggio, secondo gli orari consueti che prevedono aperture mattutine nei giorni feriali e prolungamenti nel fine settimana.

Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
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Il valore dell’intervento è stato evidenziato dalla sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi: “Restituire piena coerenza agli spazi progettati da Giulio Ulisse Arata, nel rispetto della visione di Giuseppe Ricci Oddi, significa valorizzare ancora di più un patrimonio che appartiene alla comunità”, ha commentato. “Questo progetto di riqualificazione non è solo un intervento architettonico, ma un segnale concreto di attenzione verso la cultura come motore di crescita e identità. La Galleria si conferma così un luogo vivo, accessibile e capace di dialogare con il presente, rafforzando il ruolo di Piacenza nel panorama culturale nazionale

Anche il presidente della Fondazione Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Massimo Toscani, ha posto l’accento sul contributo determinante dei mecenati che hanno sostenuto il progetto. “Mi piace sottolineare”, afferma, “come il sostegno dei mecenati che hanno reso possibile la ristrutturazione della Ricci Oddi sia segno vivo e tangibile di una illuminata collettività piacentina che si identifica e si riappropria della Galleria. A loro va il mio ringraziamento più sincero. La Galleria rinnovata si offre oggi quale luogo inclusivo e dinamico, davvero al servizio della cittadinanza e dei visitatori: una nuova veste in sintonia con un’identità propositiva, aperta e dinamica”.

Sul piano museale, la direttrice Lucia Pini ha individuato due linee guida fondamentali che hanno orientato l’intervento: da un lato la valorizzazione della raccolta attraverso un allestimento capace di restituire respiro alle opere, dall’altro il recupero dell’armonia architettonica dell’edificio di Arata, così da far emergere il dialogo serrato tra spazio e collezione. “Ora la Galleria”, spiega, “accoglie finalmente il pubblico in ambienti all’altezza delle intenzioni del fondatore e offre strumenti di comprensione della raccolta in grado di arricchirne l’esperienza di visita. Non posso nascondere la soddisfazione per questi risultati, che segnano una tappa importante in un processo di crescita che deve proseguire anche negli anni a venire”. Lo stesso Lissoni ha sottolineato la volontà di intervenire con misura, limitandosi a riportare alla luce l’idea originaria del museo, in particolare il concetto di panopticon, elemento distintivo della struttura, senza introdurre alterazioni invasive.

Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
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L’intervento nel dettaglio

I lavori si sono svolti sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza. La direzione lavori e la progettazione esecutiva sono state affidate allo Studio Milani Carini di Piacenza, con il contributo dell’architetto Ravazzani, mentre la direttrice Lucia Pini ha coordinato le diverse fasi sul fronte museale e il nuovo percorso espositivo. La grafica coordinata è stata curata da Ma:design.

Dal punto di vista tecnico e architettonico, l’intervento ha preso avvio da un’approfondita analisi storica dell’edificio, con l’obiettivo di liberare gli spazi dalle stratificazioni incongrue accumulate nel tempo e restituire un linguaggio coerente, essenziale e contemporaneo. Tra le operazioni principali figura la rimozione delle tappezzerie deteriorate e il risanamento delle superfici murarie, oggi caratterizzate da finiture a calce e da una palette cromatica neutra pensata per esaltare le opere.

Sono stati introdotti nuovi infissi interni e un sistema aggiornato di attaccaglie per i dipinti, affiancato da didascalie magnetiche bilingue in italiano e inglese che consentono flessibilità senza compromettere le pareti. Un elemento distintivo del nuovo allestimento è rappresentato dai portali in metallo color testa di moro che segnano il passaggio tra gli ambienti, creando un filo conduttore visivo insieme al disegno continuo del pavimento.

Particolare attenzione è stata dedicata anche agli arredi storici, con il recupero della grande panca centrale e degli sgabelli originali, probabilmente realizzati su disegno dello stesso Arata. Le porte interne sono state riportate alle altezze originarie, ristabilendo proporzioni architettoniche coerenti. Arredi, dispositivi tecnici, totem informativi e sistemi audio sono stati integrati in modo armonico, mantenendo un equilibrio tra funzionalità ed estetica. Completa il progetto un nuovo sistema di comunicazione grafica e un servizio di audioguide in italiano e inglese realizzato da Orpheo Audioguide, con testi di Stefano Bosi e della direttrice.

Hanno reso possibile il rinnovamento della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi: ANCE Piacenza; Francesca Arcelli Fontana; Banca di Piacenza; Giancarla e Marco Belloni; BFT Burzoni S. r. l.; Pietro Casella; Classe VA del Liceo Respighi, maturità 1970; Confindustria Piacenza; Conti Wej S. r. l.; Emilcotoni S.p. A.; famiglia Fontanella; famiglia Fossati; famiglia Fugazza; Fondazione di Piacenza e Vigevano; Gas Sales; Bruno Giglio; IME Industria Maglieria Europea S. p. A.; Guido Musetti; Donatella Ronconi; Rotary Club Piacenza; Società Cementirossi; Team Memores Computer; Giuliano Maria Tavazzani; Telema S. p. A.

Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective
Galleria Ricci Oddi, Piacenza. Foto: outThere collective

Il museo

La Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi affonda le proprie radici nella collezione costruita da Giuseppe Ricci Oddi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Dopo i primi acquisti tra il 1898 e il 1899, tra cui opere di Francesco Filippini e Gaetano Previati, la raccolta si è progressivamente ampliata fino a raggiungere oggi 1184 opere, rispetto alle 546 presenti alla morte del fondatore. Di queste, circa 250 sono esposte nel percorso permanente, mentre oltre 800 sono conservate nei depositi.

Il percorso espositivo mantiene la matrice figurativa cara al fondatore, con una selezione che copre un arco cronologico dagli anni Trenta dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento, privilegiando in particolare il paesaggio e la pittura di figura. Tra le opere più celebri spicca il Ritratto di signora di Gustav Klimt, datato tra il 1916 e il 1917, al centro di una vicenda che ha segnato profondamente la storia del museo, tra scoperta di un dipinto sottostante, furto nel 1997 e ritrovamento nel 2019.

Accanto a Klimt, la collezione comprende lavori significativi di artisti come Giuseppe Pellizza da Volpedo, Medardo Rosso, Amedeo Bocchi, Felice Casorati, Felice Carena e Federico Zandomeneghi, delineando un panorama ricco e articolato dell’arte tra Otto e Novecento.




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