Mestre, M9 lancia M9 Contemporaneo, nuovo progetto dedicato alle arti del presente


Il Museo del ’900 di Venezia Mestre inaugura M9 Contemporaneo, nuova identità progettuale dedicata all’arte di oggi. Dal 13 marzo al 12 aprile le mostre di Michelangelo Penso e del laboratorio Into the Land esplorano scienza, paesaggio e trasformazioni del territorio.

Il Museo M9 – Museo del ’900 di Venezia Mestre inaugura M9 Contemporaneo, una nuova identità progettuale dedicata alle espressioni artistiche del presente. Con questa iniziativa il museo amplia il proprio raggio d’azione culturale proponendo un contenitore destinato ad accogliere mostre e iniziative che mettano in dialogo la memoria del Novecento con le questioni e le urgenze della contemporaneità. M9 Contemporaneo non nasce come uno spazio espositivo circoscritto, ma come una piattaforma progettuale diffusa all’interno del museo. L’obiettivo è costruire una cornice unitaria capace di ospitare progetti artistici che affrontino il presente attraverso linguaggi diversi, mantenendo però un legame con la vocazione storica dell’istituzione, da sempre impegnata nell’interpretazione del secolo scorso.

Il nuovo progetto prende avvio con due percorsi espositivi complementari visitabili dal 13 marzo al 12 aprile 2026, che occupano diversi spazi del museo e affrontano tematiche differenti ma convergenti nella riflessione sulla contemporaneità. Il primo appuntamento è la mostra personale dell’artista veneziano Michelangelo Penso intitolata Risonanze invisibili, allestita nella sala M9 Orizzonti al primo piano. L’esposizione è curata da Leo Lecci, professore di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Genova, ed è realizzata in collaborazione con la Galleria Alberta Pane. La mostra presenta tre imponenti installazioni site specific che trasformano la ricerca scientifica in un’esperienza artistica e sensoriale. Il lavoro di Penso si concentra su ciò che sfugge allo sguardo umano, portando alla luce dimensioni normalmente invisibili e traducendo in forma visiva e sonora fenomeni appartenenti al mondo della microbiologia, delle molecole e dei processi cellulari. L’universo dell’infinitamente piccolo diventa così il punto di partenza per un percorso che intreccia scienza e arte. Attraverso le sue opere l’artista indaga strutture e dinamiche biologiche e cosmiche, trasformandole in installazioni immersive che coinvolgono il pubblico.

M9 Contemporaneo, la mostra di Michelangelo Penso
M9 Contemporaneo, la mostra di Michelangelo Penso

Il percorso espositivo si apre con l’opera Cronòtopo, un’installazione che si ispira al concetto fisico di spazio a quattro dimensioni. Il lavoro prende spunto dall’estetica dell’osservatorio gravitazionale VIRGO e si presenta come una struttura composta da pile di campane di vetro e strisce di gomma che rappresentano gli otto pianeti del sistema solare. L’opera è progettata per interagire direttamente con i visitatori. Grazie a sensori attivati dalla massa corporea delle persone che attraversano lo spazio dell’installazione, si attivano suoni e luci LED che rendono percepibili le frequenze orbitali dei pianeti. Il pubblico diventa così parte integrante dell’opera, contribuendo alla sua attivazione e alla trasformazione dello spazio espositivo. La seconda installazione, Magnetic Nanoparticles Genesis, nasce dalla collaborazione tra Michelangelo Penso e l’Istituto Italiano di Tecnologia. L’opera prende spunto dalle ricerche scientifiche sulle nanoparticelle magnetiche utilizzate in ambito medico e traduce queste indagini in un’esperienza multisensoriale. Attraverso un sistema di forme, materiali e vibrazioni, l’installazione restituisce al pubblico una dimensione percettiva di fenomeni che normalmente appartengono al campo della ricerca scientifica e che non sono osservabili direttamente. L’opera rappresenta uno degli esempi più evidenti del dialogo tra arte e scienza che caratterizza il lavoro dell’artista. La terza installazione, intitolata Sirtuine, affronta invece il tema dei processi cellulari legati alla riparazione del DNA. Le sirtuine sono infatti proteine fondamentali per i meccanismi di protezione e rigenerazione delle cellule.

Penso traduce questa complessa realtà biologica in una grande struttura scultorea composta da cerchi metallici e fibre sintetiche di colore viola. L’opera, già presentata al Palais de Tokyo di Parigi, riproduce in scala macroscopica il funzionamento di questi processi cellulari, creando un ambiente visivo che evoca la dinamica della protezione del patrimonio genetico.

Parallelamente alla mostra di Michelangelo Penso, il nuovo progetto M9 Contemporaneo ospita un secondo percorso espositivo dedicato al paesaggio contemporaneo. Nello spazio M9 Passaggi, nel corridoio del secondo piano del museo, è infatti allestita la mostra La serena inquietudine del territorio, con il sottotitolo Into the Land. L’esposizione prende il nome da un progetto nato nel 2016 su iniziativa del fotografo Giovanni Cecchinato. In origine concepito come un laboratorio virtuale dedicato alla riflessione sul paesaggio, il progetto si è progressivamente trasformato in una piattaforma interdisciplinare che coinvolge fotografi, scrittori, architetti e giornalisti.

M9 Contemporaneo, mostra La serena inquietudine
M9 Contemporaneo, mostra La serena inquietudine

Il laboratorio Into the Land si caratterizza per una ricerca costante sulle trasformazioni del paesaggio e sulla relazione tra territorio, comunità e processi di cambiamento. La mostra presentata a M9 raccoglie una selezione di opere tratte da progetti fotografici più ampi che analizzano le trasformazioni del paesaggio veneto contemporaneo. L’esposizione è realizzata con il patrocinio dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Venezia e con la collaborazione dell’architetto Alessandro Angeli.

Le immagini presentate in mostra raccontano un territorio in continua evoluzione, attraversato da mutamenti spesso silenziosi ma profondi. Il racconto visivo oscilla tra due approcci differenti ma complementari. Da un lato si sviluppa una lettura documentaria e analitica che si inserisce nella tradizione dei New Topographics, il movimento fotografico nato negli Stati Uniti negli anni Settanta e caratterizzato da uno sguardo rigoroso sul rapporto tra intervento umano e ambiente. Dall’altro lato emerge una dimensione più autoriale e interpretativa, in cui il paesaggio viene osservato attraverso una sensibilità artistica capace di trasformare lo spazio reale in una narrazione visiva più ampia.

“M9 è un museo che, per vocazione, interroga il passato per offrire chiavi di lettura sul presente”, dichiara Serena Bertolucci, Direttrice di M9 - Museo del ’900. “M9 Contemporaneo nasce dalla necessità di formalizzare questa tensione costante, guardando ai linguaggi odierni dell’arte quali estensione naturale del racconto del Novecento che portiamo avanti nella esposizione permanente. Attraverso questo nuovo progetto, M9 rafforza il suo ruolo di osservatorio sul presente, dove la storia si intreccia con la sensibilità contemporanea per aiutarci a decifrare le complessità del mondo in cui viviamo”.

Le mostre inaugurali di M9 Contemporaneo sono visitabili dal 13 marzo al 12 aprile 2026. L’ingresso è incluso nel biglietto per l’esposizione permanente del museo oppure può essere acquistato separatamente al costo di cinque euro.




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