Dal 7 febbraio 2026 Triennale Milano presenta il nuovo percorso espositivo del Museo del Design Italiano, rinnovato nella curatela, nell’allestimento e nell’impianto narrativo. Il progetto è a cura di Marco Sammicheli, Direttore del Museo, e di Marilia Pederbelli, con un allestimento firmato da Roberto Giusti. Al centro del nuovo percorso si colloca la collezione permanente dell’istituzione, che viene riletta e ampliata attraverso un dialogo serrato con il contesto culturale, industriale e sociale in cui gli oggetti sono stati progettati e prodotti.
"Triennale presenta la nuova edizione del Museo del Design Italiano, una collezione di arredi e oggetti straordinari che hanno fatto la storia del nostro Paese e sono rimasti nella memoria di ciascuno di noi”, afferma Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano. “Un museo pensato come una scuola e come uno spazio sempre più accessibile. Abbiamo inoltre deciso di rendere gratuito l’ingresso per gli studenti di qualsiasi età e di ogni parte del mondo”.
“Il nuovo percorso del Museo dà voce al legame tra storia italiana e aziende facendo emergere il rapporto tra design, innovazione e industria”, dichiara Marco Sammicheli, Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano. “La riflessione si sviluppa intorno a tematiche che sono state decisive per il mondo della progettazione, che vengono affrontate all’interno del percorso con modalità interattive, ludiche e didattiche. Questo racconto mette in campo anche le recenti acquisizioni di Triennale, dando vita al dialogo tra nuove necessità, discipline produttive e cambiamenti della società”.
Il percorso si sviluppa attraverso una selezione di oltre 400 oggetti, progetti e documenti realizzati tra la fine degli anni Venti del Novecento e l’inizio degli anni Duemila. L’intento è restituire una visione articolata delle sperimentazioni e delle trasformazioni che hanno attraversato la storia del design italiano, mettendo in relazione le forme della progettazione con i mutamenti economici, politici e sociali del Paese. L’ingresso al museo introduce il visitatore a una timeline collocata lungo la parete sinistra, scandita per decadi, che ricostruisce una serie di passaggi chiave della storia italiana, dal secondo dopoguerra al boom economico, dal 1968 all’austerity, fino all’avvento del postmoderno.
Accanto agli eventi storici, la linea del tempo integra riferimenti alla storia delle imprese e delle aziende che hanno contribuito allo sviluppo industriale nazionale. Compaiono così momenti come l’inaugurazione della rete autostradale, le esposizioni della Fiera di Milano, la nascita e la diffusione della televisione, elementi che aiutano a contestualizzare i progetti esposti all’interno di una rete di relazioni produttive e culturali.
Il Museo del Design Italiano, interamente curato e realizzato dai dipartimenti interni di Triennale Milano, conferma la gratuità per gli studenti di ogni ordine e grado. Il nuovo percorso è stato progettato per offrire un’esperienza accessibile a un pubblico ampio e diversificato. In questa direzione si inserisce la collaborazione con Associazione Culturale Fedora, Associazione L’abilità e il Laboratorio COmeta del Politecnico di Milano, realtà specializzate in accessibilità. Grazie a questa consulenza, il museo mette a disposizione strumenti pensati per facilitare la fruizione, come materiali in Easy to Read, contenuti in Comunicazione Aumentativa Alternativa, testi in Braille e a caratteri ingranditi, video tradotti in LIS e International Sign, audiodescrizioni, mappe tattili e kit sensoriali per adulti e bambini.
Il percorso espositivo è arricchito da cinque approfondimenti tematici trasversali, sviluppati come installazioni interattive site-specific in collaborazione con Mammafotogramma. Le sezioni affrontano i temi della decorazione, delle riviste di settore, della persona, dell’autoprogettazione e della leggerezza, spaziando da questioni estetiche e formali a riflessioni metodologiche sugli strumenti di comunicazione e diffusione del progetto. La sezione dedicata alla decorazione propone un grande arazzo tattile e un tavolo con un puzzle tridimensionale, invitando a un’interazione basata su frammenti decorativi tratti da oggetti, disegni e fotografie conservati nelle collezioni e negli archivi di Triennale. L’area riservata alle riviste presenta numerosi esempi di magazine italiani e internazionali e una video animazione che illustra, attraverso tecniche come stop motion, live action e animazione 2D, alcuni aspetti fondamentali della progettazione editoriale, dal formato alle griglie, dai font al layout, fino alle immagini.
Il tema della persona è esplorato attraverso progetti legati a moda e accessori e viene interpretato mediante un dispositivo ludico ispirato al gioco “gira la moda”, diffuso negli anni Ottanta. L’installazione è composta da tre monitor sovrapposti che, azionati tramite pulsanti, fanno scorrere immagini come in una slot machine. Ogni schermo mostra un dettaglio proveniente dalle fotografie d’archivio di Triennale e la loro combinazione genera figure sempre diverse, umane o non.
L’autoprogettazione è affrontata dal punto di vista della progettazione non umana, grazie allo sviluppo di un algoritmo capace di attivare un processo generativo che compone arredi a partire da dati reali. L’ultima sezione, dedicata alla leggerezza, assume come riferimento la sedia Superleggera di Gio Ponti, considerata un paradigma di questo concetto. Il visitatore è invitato a confrontare il peso di diversi oggetti con quello della Superleggera, sperimentando in modo diretto il significato di “progettare la leggerezza”.
Il nuovo allestimento mette in evidenza anche l’implementazione della collezione, che ha visto un aumento significativo del numero delle opere e un ampliamento degli ambiti di ricerca. Le acquisizioni recenti comprendono lavori di maestri come Ettore Sottsass, Carlo Mollino, Piero Bottoni e Antonia Campi, accanto a figure contemporanee come Antonio Citterio, Patricia Urquiola e Andrea Vallicelli. Tra i settori esplorati figurano il trasporto, con automotive, veicoli e nautica, la moda, con oggetti di Monica Bolzoni, Carla Crosta e Cinzia Ruggeri, oltre all’archivio di Giusi Ferrè, e l’illustrazione e la grafica con autori come Giorgio Forattini, Saul Steinberg e Armando Testa.
È stata inoltre rafforzata la presenza di merceologie tradizionali, come ceramica, vetro e smalti, attraverso progetti di designer che hanno partecipato alle Triennali, tra cui Guido Andlovitz, Rosanna Bianchi Piccoli, Vinicio Vianello e Del Campo. Dal punto di vista storico, l’arco cronologico si estende in modo più deciso verso il contemporaneo, con una presenza importante di progetti realizzati tra il 1999 e il 2005 da designer italiani e internazionali come Ron Arad, Nathalie Du Pasquier, Naoto Fukasawa, Piero Lissoni, Tomás Maldonado, Jasper Morrison, Marc Newson e Fabio Novembre. In occasione del nuovo percorso, Triennale Milano ha realizzato una nuova edizione dell’Album Junior del Museo del Design Italiano, una pubblicazione rivolta a bambini e famiglie che include contenuti video in LIS, un glossario illustrato in lingua dei segni e un audio descrizione. Il progetto del Museo del Design Italiano è sostenuto dal Partner tecnico Saviola e dai Partner istituzionali Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano, che affiancano Triennale Milano anche nelle attività museali.
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