Il 5 marzo riapre al pubblico, presso il Castello Sforzesco, la rinnovata Galleria Antico Egitto: un ritorno particolarmente atteso che riconsegna alla città di Milano una delle raccolte più suggestive del patrimonio civico. Il nuovo allestimento, ampliato e concepito in chiave contemporanea, presenta circa 330 opere, tra sarcofagi, amuleti, papiri, bronzetti, vasi canopi e stele, per offrire un viaggio nella storia millenaria dell’Egitto, dal IV millennio a.C. fino al V secolo d.C.
La sala, progettata dall’architetto Markus Scherer, richiama idealmente la struttura della sala ipostila dei templi egizi: grandi vetrine a tutta altezza si trasformano in vere colonne espositive, creando un’atmosfera solenne e immersiva. L’impiego della pietra di Brera, superfici scure, vetri extra-chiari e un’illuminazione attentamente calibrata, firmata dallo studio Ferrara Palladino Lightscape, crea una penombra avvolgente che valorizza ogni dettaglio dei reperti, restituendoli simbolicamente al loro contesto originario.
Il percorso è arricchito da pannelli tematici, supporti didattici e dispositivi interattivi pensati per rendere la visita accessibile e coinvolgente. Tra le innovazioni figura l’app PERVIVAL, sviluppata dal Dipartimento di Meccanica del Politecnico di Milano con il sostegno di Fondazione Cariplo, che accompagna il pubblico alla scoperta dei rituali funerari egizi attraverso un’esperienza digitale immersiva.
La riapertura si accompagna inoltre a un potenziamento dell’offerta educativa, con nuovi itinerari guidati e laboratori rivolti a scuole, famiglie e adulti. Il 14 e 15 marzo sono previsti incontri speciali durante i quali mediatori museali guideranno i visitatori in un’esperienza partecipativa fatta di racconti, domande e attività volte a creare un dialogo tra l’antico Egitto e il presente.
“Siamo fieri di tornare a offrire al pubblico milanese, italiano e internazionale un percorso espositivo di valore e affascinante come quello proposto dalla rinnovata Galleria Antico Egitto del Castello Sforzesco”, ha commentato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala. “Grazie al nuovo allestimento, frutto di ricerca, studio e innovazione, è stato sviluppato e realizzato un progetto di qualità che permetterà a Milano di proporre un viaggio nella civiltà, nella cultura e nella storia del popolo egizio. Siamo sicuri che reperti e capolavori esposti sapranno accendere la curiosità e il coinvolgimento dei visitatori di ogni età”.
“Restituiamo alla città una Galleria completamente nuova, capace di raccontare la storia millenaria dell’Antico Egitto, la vita quotidiana e l’aldilà, il mondo degli uomini e quello degli dèi”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. “Un allestimento rinnovato nel racconto, nella luce e negli strumenti di didattica, che valorizza una collezione di oltre 3.000 reperti, costruita nel tempo grazie a scavi, donazioni e acquisizioni, e oggi restituita al pubblico in tutta la sua ricchezza e bellezza”.
Le origini della collezione egizia milanese risalgono ai primi decenni dell’Ottocento, nel clima di egittomania che attraversava l’Europa. In quegli anni giunsero in città i primi reperti, tra sarcofagi e frammenti di papiro, inizialmente conservati presso il Gabinetto Numismatico e la Biblioteca di Brera, poi confluiti nelle raccolte civiche. La collezione si è ampliata nel tempo grazie ad acquisti mirati, donazioni e soprattutto agli scavi condotti negli anni Trenta nel Fayum da Achille Vogliano. Nel 1935, a Medinet Madi, lo studioso portò alla luce un vasto complesso templare con due statue integre di faraone: tra queste spicca quella di Amenemhat III, oggi tra i pezzi più preziosi della raccolta.
In anni più recenti, l’acquisizione di nuclei provenienti dalle collezioni Bresciani e Ruffini, tra cui una statuetta in bronzo di Osiride databile al VII secolo a.C., donata nel 2013, ha ulteriormente accresciuto il valore della collezione, che oggi comprende circa 3.000 reperti.
Il percorso espositivo propone una selezione di 330 opere, con una prevalenza di materiali funerari databili tra il Nuovo Regno (1550-1070 a.C.) e l’Epoca tarda (664-332 a.C.). Durante la chiusura del museo, iniziata nel giugno 2017, sono stati effettuati importanti interventi conservativi su sarcofagi, mummie, papiri, manufatti lapidei e oggetti in bronzo, accompagnati da approfondite indagini diagnostiche. La nuova esposizione, curata da Anna Provenzali e dall’egittologa Sabrina Ceruti, intende offrire una lettura chiara e accessibile della società, della religione e delle pratiche funerarie dell’antico Egitto. Ottanta dei reperti presentati sono esposti per la prima volta.
Tra le principali novità spicca il Papiro Busca, recentemente restaurato e ora collocato in una teca lunga quasi sette metri con illuminazione a pulsante, che consente di preservarne la conservazione. Di rilievo anche la ricostruzione della cappella della dea Renenutet, inserita nella sezione dedicata agli scavi di Vogliano.
Il nuovo allestimento è articolato in sei sezioni tematiche, contraddistinte da colori e simboli specifici:
Vivere nell’Antico Egitto presenta le figure centrali della società faraonica (faraone, famiglia reale, funzionari), la professione dello scriba, i sistemi di scrittura e i principi dell’arte egizia, evidenziando il ruolo fondamentale dell’immagine e i canoni figurativi;
Vivere in eterno è la sezione più ampia, dedicata alle credenze funerarie. Espone sei sarcofagi di grande pregio e due papiri contenenti estratti dal Libro dei Morti, raccolta di formule magiche destinate a guidare il defunto nell’aldilà;
Vivere con gli dèi approfondisce le pratiche votive e magiche del popolo egizio, definito dallo storico greco Erodoto come il più religioso di tutti;
Milano in Egitto è dedicata agli scavi nel Fayum condotti da Vogliano tra il 1934 e il 1940, finanziati anche dal Comune di Milano; qui sono esposti alcuni dei capolavori della collezione;
L’Egitto greco-romano presenta oggetti di uso quotidiano, votivo e funerario relativi al periodo di convivenza con i Greci e alla successiva integrazione nell’Impero Romano, fase caratterizzata da profonde trasformazioni religiose e artistiche;
L’Egitto copto espone manufatti del periodo copto (IV-VII secolo), testimoniando i mutamenti nell’arte e nella devozione legati alla diffusione del cristianesimo egizio.
La riapertura della Galleria Antico Egitto è stata resa possibile grazie al contributo di Fondazione Cariplo.
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