Si sarebbe dovuta tenere nel pomeriggio del 23 marzo, nella cornice storica dell’Hôtel Drouot di Parigi, una delle vendite più attese dell’anno per il mercato del disegno antico. Invece, a poche ore dall’apertura delle offerte, l’asta di un rarissimo foglio di Hans Baldung Grien (Schwäbisch Gmünd, 1485 circa – Strasburgo, 1545), una scoperta di grande importanza (ne abbiamo parlato qui), è stata sospesa, dopo l’intervento del Ministero della Cultura francese che ha dichiarato l’opera Tesoro Nazionale, imponendo un divieto di esportazione della durata di trenta mesi.
La decisione, arrivata venerdì scorso, ha costretto la casa d’aste Beaussant Lefèvre & Associés e il cabinet Bayser a rinviare la vendita, ufficialmente per l’impossibilità di garantire lo svolgimento dell’asta in condizioni normali. Una scelta maturata all’ultimo momento, che ha trasformato un appuntamento di mercato in un caso emblematico di tutela del patrimonio culturale. Adesso, in base alla legge francese, lo Stato avrà tempo di raccogliere la somma necessaria ad assicurare l’opera alle collezioni pubbliche. Nel caso non dovesse riuscirci, l’opera tornerà sul mercato.
Al centro della vicenda c’è un disegno fino a poco tempo fa sconosciuto agli studiosi, attribuito a Hans Baldung Grien, tra i principali protagonisti del Rinascimento tedesco. Realizzato nel 1517 a Strasburgo, il foglio raffigura una donna identificata come Susanna Pfeffinger, nata nel 1465 e morta nel 1538. Il dato più sorprendente riguarda però la sua provenienza: l’opera è rimasta per oltre cinque secoli nella famiglia della modella, tramandata di generazione in generazione senza mai entrare nei circuiti del collezionismo o degli studi specialistici.
Una circostanza eccezionale, che spiega la portata della scoperta. Nel panorama internazionale, casi simili sono estremamente rari, soprattutto per artisti di tale rilevanza. Il corpus grafico di Baldung Grien conta circa 250 disegni noti, la maggior parte dei quali conservati in musei e istituzioni pubbliche. Solo pochissimi fogli sono ancora in mani private, e quello destinato all’asta parigina rappresenta, secondo gli esperti, l’unico esempio a punta d’argento dell’artista ancora disponibile sul mercato.
La tecnica utilizzata contribuisce a rafforzare l’importanza dell’opera. Il disegno è realizzato a punta d’argento su carta preparata con polvere d’osso, un procedimento che richiede una precisione assoluta, poiché non consente correzioni. Il segno lasciato dal metallo è permanente, e ogni tratto deve essere eseguito con sicurezza e controllo. Si tratta di una pratica raffinata, descritta anche da Leonardo da Vinci nel Libro della pittura, e trasmessa a Baldung attraverso la formazione con Albrecht Dürer. Nel foglio emerso a distanza di cinque secoli, questa tecnica si traduce in una gestione estremamente calibrata dello spazio e della luce. Le modulazioni tonali, ottenute variando la pressione della punta, costruiscono un’immagine solida e insieme delicata, in cui il volto della donna emerge con precisione quasi scultorea. L’assenza di ripensamenti evidenti testimonia la padronanza dell’artista, che lavora con sicurezza su un supporto che non ammette errori.
La stima iniziale, compresa tra 1,5 e 3 milioni di euro, rifletteva già l’eccezionalità del pezzo. Tuttavia, il confronto con precedenti vendite suggerisce un potenziale interesse ancora più elevato. L’ultimo disegno di Baldung comparso sul mercato, nel 2007, aveva raggiunto una cifra superiore ai 3,7 milioni di dollari, confermando la rarità e l’appeal di queste opere tra collezionisti e istituzioni.
Determinante, nella riscoperta del foglio, è stato il ruolo dell’antiquario Patrick de Bayser, che ha raccontato l’incontro con il disegno come un momento di forte impatto personale e professionale. Legato all’Alsazia anche per vicende familiari, de Bayser ha sottolineato come questa scoperta rappresenti, a suo avviso, una delle più importanti della sua carriera.
La scelta delle istituzioni francesi di intervenire proprio alla vigilia dell’asta non è priva di implicazioni. La classificazione come Tesoro Nazionale comporta, come detto, il blocco temporaneo dell’esportazione e offre allo Stato la possibilità di acquisire l’opera, o di favorirne l’ingresso in una collezione pubblica. È una procedura prevista per beni ritenuti di particolare interesse per il patrimonio culturale, ma che in questo caso assume un valore simbolico, considerando la natura internazionale dell’artista e la provenienza dell’opera. Il suo destino dipenderà dalle decisioni delle istituzioni e dalle eventuali trattative con i proprietari. Nel frattempo, il foglio resta al centro dell’attenzione di studiosi, collezionisti e operatori del settore.
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