Scoperto un rarissimo disegno rinascimentale di Hans Baldung Grien: va in asta


Un inedito ritratto a punta d’argento di Hans Baldung Grien, rarissimo disegno rimasto per oltre 500 anni nella famiglia della modella, sarà battuto a Parigi all’Hôtel Drouot il 23 marzo 2026, con una stima tra 1,5 e 3 milioni di euro.

Un evento di grande rilievo per il mercato dell’arte e per la storia del disegno rinascimentale si prepara a Parigi. Lunedì 23 marzo 2026, all’Hôtel Drouot, la casa d’aste Beaussant Lefèvre & Associés, in collaborazione con il cabinet Bayser, presenterà un’opera finora sconosciuta di Hans Baldung Grien (Schwäbisch Gmünd, 1485 circa – Strasburgo, 1545), uno dei più grandi maestri del Rinascimento tedesco. La vendita è programmata alla vigilia dell’apertura del Salon du dessin, appuntamento di riferimento per collezionisti e studiosi, e riguarda un rarissimo disegno eseguito a punta d’argento, stimato tra 1.500.000 e 3.000.000 di euro.

Il foglio, realizzato nel 1517 a Strasburgo, raffigura una donna di nome Susanna Pfeffinger, nata nel 1465 e scomparsa nel 1538, ed è rimasto per oltre cinque secoli nella famiglia della modella, trasmesso di generazione in generazione. Si tratta di un caso eccezionale nel panorama del collezionismo internazionale: il disegno non era noto agli storici dell’arte specializzati in Hans Baldung Grien e costituisce oggi una scoperta di grande rilevanza scientifica. È inoltre l’unico disegno a punta d’argento dell’artista ancora in mani private, mentre solo pochissimi fogli di Baldung, su un corpus complessivo di circa 250 disegni conosciuti, sono conservati fuori dalle istituzioni museali.

L’opera è eseguita con una tecnica tra le più raffinate del Rinascimento, la punta d’argento su carta preparata con polvere d’osso. Il supporto, trattato con uno strato che permette al metallo di imprimere il segno in modo permanente, non consente ripensamenti o correzioni, cosa che denota una sicurezza assoluta nel tratto da parte dell’artista. Questa tecnica, descritta anche da Leonardo da Vinci nel suo Libro della pittura, era privilegiata dai grandi virtuosi del disegno e fu appresa da Hans Baldung attraverso Albrecht Dürer, che a sua volta l’aveva ereditata dal padre orafo. Nel foglio destinato all’asta, Baldung dimostra una padronanza completa degli spazi, delle modulazioni tonali e della pressione della punta, rafforzando le ombre o alleggerendo la luce con estrema precisione.

Dal punto di vista stilistico e tecnico, il disegno è strettamente legato a quelli conservati nella celebre raccolta di Karlsruhe, lo Skizzenbuch custodito alla Staatliche Kunsthalle Karlsruhe, con una caratteristica ulteriore di grande importanza: il foglio è firmato con il monogramma originale dell’artista. Un elemento che contribuisce a rafforzarne l’eccezionalità e il valore storico.

L’antiquario Patrick de Bayser, che ha avuto un ruolo determinante nella riscoperta dell’opera, ha definito l’incontro con il disegno un vero e proprio shock, sia personale sia professionale. “La scoperta di questo disegno è stata uno shock sia personale che professionale. Personalmente, perché sono sempre stato sentimentalmente legato all’Alsazia e alla sua gente: mio nonno partecipò, con l’esercito del maresciallo de Lattre, alla liberazione dell’Alsazia, una terra di cui si innamorò al punto da stabilirsi lì, a Kientzheim, vicino a Colmar. Professionalmente, perché questo disegno è, a mio avviso, il più importante che ho avuto il privilegio di portare alla luce dalla scoperta del San Sebastiano di Leonardo da Vinci nel 2016. I disegni di Baldung sono estremamente rari. L’ultimo esemplare esposto all’asta è stato venduto nel 2007 per oltre 3,7 milioni di dollari”.

Hans Baldung Grien, Ritratto di Susanna Pfeffinger (1517; punta d'argento su carta, 157 x 104 mm)
Hans Baldung Grien, Ritratto di Susanna Pfeffinger (1517; punta d’argento su carta, 157 x 104 mm)

Anche Arthur de Moras, partner e banditore di Beaussant Lefèvre & Associés, sottolinea il carattere eccezionale del foglio: “Questo ritratto a punta d’argento di Susanna Pfeffinger, eseguito a Strasburgo nel 1517 da Hans Baldung, incarna l’essenza stessa del Rinascimento: il fiorire della ritrattistica, l’ascesa delle commissioni private e l’uso di tecniche innovative da parte di un maestro del tratto che lavorava all’ombra della guglia della cattedrale – il culmine della cristianità – eretta in una ‘città libera’ di mercanti e intellettuali appena esposta all’avvento della stampa”.

Hans Baldung Grien è considerato uno degli artisti più originali del Rinascimento. Nato in Germania, iniziò la sua carriera nella bottega di Albrecht Dürer a Norimberga, conquistando rapidamente la fiducia del maestro al punto da prenderne la guida in sua assenza. Ma fu a Strasburgo, dove si stabilì a partire dal 1509, che Baldung trovò il contesto ideale per sviluppare pienamente il proprio talento. Dopo aver assimilato le tecniche e il vocabolario artistico di Dürer, elaborò un linguaggio personale, caratterizzato da un forte interesse per i temi della morte, dell’erotismo, della stregoneria e del passare del tempo. Spirito libero e dotato di un’immaginazione fertile, Baldung seppe reinventare soggetti tradizionali con interpretazioni nuove e audaci. La sua visione della donna, insieme potente ed erotica, ebbe pochi equivalenti nel suo tempo, e le complesse e meticolose raffigurazioni dei corpi femminili appaiono quasi come un’anticipazione del surreale in un’epoca in cui la Chiesa cattolica, alle prese con il nascente scisma protestante, tendeva a reprimere l’espressione naturale. Artista difficilmente classificabile, Baldung esercitò tuttavia un’influenza profonda e duratura.

I suoi ritratti, di intensa umanità, i disegni di straordinaria perizia, le incisioni, le vetrate monumentali e i grandi polittici continuano a colpire per forza espressiva e originalità. La sua importanza è stata ribadita da importanti esposizioni internazionali, come la grande monografica organizzata a Karlsruhe tra il 30 novembre 2019 e l’8 marzo 2020, affiancata da mostre a Strasburgo e Friburgo in Brisgovia, e la storica esposizione di disegni e stampe alla Yale University Art Gallery nel 1981.

Il disegno in asta raffigura Susanna Pfeffinger in un busto di tre quarti, con l’abbigliamento sobrio di una donna devota, caratterizzato da cuffia, mentoniera e una veste che copre il collo. Susanna era la moglie di un mercante, Friedrich Prechter, e apparteneva a una famiglia strettamente legata allo sviluppo economico e culturale di Strasburgo. I Prechter erano fornitori di carta per importanti tipografi ed editori europei e intrattenevano rapporti sia familiari sia probabilmente commerciali con i Baldung. L’esecuzione del ritratto nel 1517 si inserisce in una logica di alleanze familiari, anche perché Margaretha, figlia dell’artista, era legata ai Prechter.

Baldung entrò a far parte ufficialmente della borghesia di Strasburgo nel 1509, si iscrisse alla corporazione dei pittori nel 1510 e aprì la propria bottega, ricevendo importanti commissioni private e religiose. Tra queste figurano il grande ritratto del margravio Cristoforo I di Baden e della sua famiglia, oggi a Karlsruhe, e il trittico per la commenda dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, realizzato nel 1511. Nel 1517, anno del ritratto di Susanna Pfeffinger, Baldung divenne membro del Gran Consiglio di Strasburgo, frequentando l’élite di una città libera, governata da un consiglio di notabili e caratterizzata da una vivace circolazione di idee, artisti e artigiani. Intorno al 1520 aderì alla Riforma, orientando parte della sua produzione verso il profano, pur continuando a trattare soggetti sacri.

Tra i grandi maestri tedeschi, Baldung raggiunse a Strasburgo una fama paragonabile a quella di Dürer a Norimberga, Grünewald a Colmar, Cranach in Sassonia e Holbein a Basilea. Tutti concordano nel considerarlo il più dotato tra gli artisti formatisi nella bottega di Dürer. Entrambi furono virtuosi della punta d’argento, e il confronto tra il ritratto di Susanna Pfeffinger del 1517 e quello di Agnese, moglie di Dürer, eseguito nel 1521 con la stessa tecnica, mette in luce una vicinanza sorprendente, ma anche il progressivo affrancamento di Baldung dalla rigida imitazione iniziale verso un uso più sottile e tonale del segno.

Il legame tra i due artisti fu profondo e duraturo. Alla morte di Dürer nel 1528, Baldung ricevette una ciocca dei capelli del maestro, tagliata come segno di ricordo, gesto che testimonia un rispetto reciproco e quasi una simbolica trasmissione di eredità. Questa reliquia è oggi conservata all’Accademia di Belle Arti di Vienna ed è rimasta fino al XIX secolo insieme al prezioso libro di schizzi di Karlsruhe.

La carriera di Baldung proseguì fino alla sua morte nel 1545. Incise i ritratti dei principali riformatori protestanti, tra cui Lutero, Sturm e Martin Bucer, realizzò numerosi dipinti a soggetto profano o mitologico e continuò a lavorare per committenze ecclesiastiche e aristocratiche, nonostante l’iconoclastia del suo tempo. La sensualità rimase un tema centrale della sua opera, declinata in scene di sabba, allegorie della donna e della morte, riflessioni sulla femminilità come nei Sette stadi della vita conservati a Lipsia. I suoi disegni, sempre più raffinati e complessi, mostrano una dimensione meditativa e ambigua, tra ironia filosofica e introspezione.

Attraverso l’immagine, Baldung cercò di spingersi oltre i confini del pensiero dei suoi contemporanei, facendo emergere una dimensione quasi inconscia nelle sue composizioni. Non è un caso che i surrealisti lo abbiano riscoperto nel Novecento, riconoscendo nel suo stile espressivo e audace un’alternativa fondamentale al modello classico del Rinascimento italiano.




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