Mantova, a Palazzo Ducale torna Pisanello: nuova vita agli strappi dai depositi


A Mantova il 27 maggio 2026 viene presentato il nuovo allestimento permanente nella Sala dell’Alcova in Corte Vecchia. Esposti nove strappi del ciclo cavalleresco di Pisanello, recuperati dai depositi e valorizzati grazie a un progetto di restauro e accessibilità.

A Mantova, negli spazi del Palazzo Ducale, si apre una nuova fase di valorizzazione dedicata a uno dei cicli pittorici più complessi e affascinanti del Quattrocento italiano. Mercoledì 27 maggio 2026 alle ore 16.00 sarà infatti presentato il nuovo allestimento permanente della Sala dell’Alcova, situata in Corte Vecchia, un intervento che restituisce al pubblico una parte significativa del patrimonio artistico conservato nei depositi del complesso museale.

Il progetto, intitolato Pisanello in luce. Strappi dai depositi di Palazzo Ducale, nasce con l’obiettivo di riportare alla fruizione pubblica una selezione di nove strappi provenienti dal celebre ciclo cavalleresco realizzato da Antonio di Puccio Pisano detto Pisanello, figura centrale della pittura tardogotica italiana. Le opere, in gran parte recuperate dai depositi, vengono ora inserite in un percorso espositivo rinnovato che consente una lettura più ampia e articolata della vicenda storica e tecnica del ciclo pittorico.

L’allestimento non si limita alla semplice esposizione dei frammenti, ma costruisce un vero racconto museale che integra la storia della scoperta del ciclo cavalleresco e le indagini che ne hanno permesso l’identificazione e il recupero. L’obiettivo è offrire al pubblico strumenti interpretativi più approfonditi, capaci di mettere in relazione la dimensione storica dell’opera con gli aspetti tecnici della sua realizzazione, in particolare la complessa tecnica degli strappi murali.

Il ciclo dipinto da Pisanello, uno dei più importanti esempi di pittura profana del Quattrocento, fu riscoperto negli anni Sessanta grazie all’attività di studio e ricerca dell’allora soprintendente Giovanni Paccagnini. Le sue indagini permisero di localizzare la cosiddetta “Sala del Pisanello”, già documentata nel 1480 ma successivamente considerata perduta a causa delle numerose trasformazioni architettoniche subite dal palazzo nel corso dei secoli. La sala venne infine identificata in una palazzina retrostante il Palazzo del Capitano, nell’area nota come Corte Vecchia, segnando un momento fondamentale per la storia degli studi su Pisanello e per la conoscenza del patrimonio artistico mantovano. La riscoperta del ciclo ha rappresentato un passaggio decisivo nella comprensione della pittura cortese del primo Rinascimento, restituendo visibilità a un’opera che per secoli era rimasta nascosta e frammentata.

Il nuovo allestimento della Sala dell’Alcova si inserisce in questo solco di ricerca e valorizzazione, con l’intento di rendere accessibili al pubblico materiali che fino a oggi erano conservati nei depositi del museo. I nove strappi esposti rappresentano una selezione significativa del ciclo cavalleresco e consentono di osservare da vicino la complessità della tecnica pittorica originaria, oltre alle trasformazioni subite nel tempo.

Pisanello, Torneo di cavalieri (1430-1433; pittura murale strappata, tecnica mista; Mantova, Palazzo Ducale, Sala del Pisanello, parete sud-est). Foto di Ghigo Roli
Pisanello, Torneo di cavalieri (1430-1433; pittura murale strappata, tecnica mista; Mantova, Palazzo Ducale, Sala del Pisanello, parete sud-est). Foto di Ghigo Roli

L’intervento è stato reso possibile anche grazie al contributo della Fondazione Comunità Mantovana, che ha sostenuto il progetto nell’ambito delle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale locale. Un ruolo importante è stato svolto anche dalla sponsorizzazione tecnica della ditta di restauro ZóE di Gola Giovanna, che ha curato gli interventi di finitura delle superfici del nuovo allestimento utilizzando materiali forniti da Opificio Bio Aedilitia.

La progettazione e lo sviluppo dell’allestimento sono stati affidati allo studio Archiplan Studio, che ha firmato il concept espositivo del nuovo percorso nella Sala dell’Alcova. Il coordinamento del progetto è stato seguito dalla funzionaria architetto Verena Frignani per gli aspetti architettonici e impiantistici, mentre la funzionaria restauratrice Daniela Marzia Mazzaglia ha seguito le operazioni legate alla movimentazione e alla conservazione delle opere, garantendo la corretta collocazione degli strappi nel nuovo percorso espositivo.

La selezione e lo studio dei materiali sono stati curati dalla funzionaria storica dell’arte Giulia Marocchi, che ha contribuito alla definizione scientifica dell’intervento, assicurando la coerenza tra il progetto espositivo e gli obiettivi di valorizzazione del ciclo pittorico.

Nell’ambito della stessa operazione è stato inoltre realizzato un intervento significativo sul piano dell’accessibilità. Una nuova rampa consente infatti oggi il collegamento pienamente accessibile tra la Galleria Nuova e la prima saletta dell’Alcova, migliorando in modo sostanziale la fruizione degli spazi da parte di tutti i visitatori. L’intervento si inserisce in una più ampia strategia di adeguamento e inclusione, volta a rendere il complesso museale sempre più aperto e accessibile.

Il progetto Pisanello in luce rappresenta anche l’occasione per ricordare la figura del restauratore Archinto Araldi, recentemente scomparso, che all’epoca lavorava per la ditta Coffani. Araldi partecipò direttamente alle operazioni di strappo dei murali pisanelliani, contribuendo in modo determinante alla conservazione di un patrimonio che oggi torna a essere accessibile e leggibile grazie al nuovo allestimento.




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