Il Trittico Eucaristico di Agostino Beltrano del Duomo di Pozzuoli sarà oggetto di un importante intervento di restauro e ricomposizione. Le due tele attualmente in restauro sono state identificate nel 2022 all’interno dei depositi di Capodimonte dal professor Giuseppe Porzio dell’Università di Napoli L’Orientale, grazie a un’attenta combinazione di analisi stilistica e studio delle fonti documentarie. Registrate unicamente nell’inventario avviato intorno al 1970 dall’allora soprintendente Raffaello Causa, raffigurano rispettivamente il sacerdote Melchisedek nell’atto di offrire pane e vino (Genesi 14, 18-20) e il re Davide seduto in trono.
Il ritrovamento della firma di Agostino Beltrano sulla prima tela ha permesso di attribuire entrambe le opere a un ciclo pittorico a tema eucaristico, incentrato sull’Ultima Cena firmata dallo stesso artista napoletano. Questo ciclo fu commissionato da fra Martín de León y Cárdenas, vescovo di Pozzuoli tra il 1631 e il 1650, per la cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Pozzuoli. La prima testimonianza documentaria del complesso pittorico risale a una relazione del dicembre 1649, redatta in occasione della visita pastorale del presule.
Oggi, del trittico eucaristico si conserva nel Duomo di Pozzuoli soltanto la grande tela dell’Ultima Cena, sebbene trasferita e adattata nella sacrestia. Quest’opera rappresenta un punto di riferimento fondamentale per comprendere il percorso artistico di Beltrano.
Restano ancora da chiarire, attraverso ulteriori ricerche d’archivio, le circostanze che portarono le due opere nei depositi di Capodimonte: non è infatti certo se il trasferimento sia avvenuto prima o dopo l’incendio che colpì il Duomo di Pozzuoli nel 1964. Parallelamente a queste indagini, il Museo e la Diocesi, con il supporto scientifico dell’Università L’Orientale, condividono l’obiettivo di ricomporre una frattura nella storia del patrimonio culturale locale. L’identificazione ha segnato l’inizio di un percorso di recupero, sia critico sia conservativo, di uno degli episodi artistici più rilevanti del Duomo puteolano, accanto ai lavori di Massimo Stanzione, con cui Beltrano, marito della pittrice Diana Di Rosa, collaborò strettamente, Artemisia Gentileschi e Giovanni Lanfranco.
Attualmente, entrambe le tele versano in condizioni conservative problematiche, che ne compromettono la leggibilità sia dal punto di vista stilistico sia cromatico. Si evidenziano infatti accumuli diffusi di sporco, vernici ossidate e ampie ridipinture, probabilmente dovute a interventi di restauro molto antichi. Nonostante ciò, le parti ancora visibili lasciano emergere una forte impronta naturalistica e una resa fisionomica coerente con le opere migliori dell’artista.
È in corso un articolato intervento di restauro, sostenuto dalla Diocesi di Pozzuoli grazie a un significativo contributo dei fondi dell’8xMille alla Chiesa Cattolica, e realizzato presso il laboratorio Studio Ermes di Iriana Suprina a Napoli. Questo lavoro consentirà di recuperare una lettura più autentica del dipinto originale. A partire dal mese di maggio sarà inoltre restaurata anche l’Ultima Cena, e le fasi conclusive dell’intervento interesseranno contemporaneamente tutte e tre le tele.
“Capodimonte, principale pinacoteca del mezzogiorno, seconda in Italia per importanza dopo gli Uffizi, vuole dialogare sempre più con il territorio in particolare contribuendo con il patrimonio dei propri depositi a scrivere la storia dell’arte in Campania attraverso, restauri, restituzioni ed esposizioni anche di lungo periodo”, ha annunciato Eike Schmidt, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte. “Particolarmente significativa, poiché si collega alla valorizzazione del territorio flegreo, è la prima collaborazione di questo nuovo programma, che chiameremo ’Capodimonte diffuso’, con la Diocesi di Pozzuoli per lo storico riallestimento del trittico eucaristico di Agostino Beltrano”.
“Seguiremo con attenzione e con cura tutto il processo di restauro del trittico originario che restituirà una ricchezza pittorica adesso non più leggibile”, ha dichiarato Paola Ricciardi, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli. “Già dai primi tasselli si capisce che si tratta di un’opera con molto colore e con molti dettagli. Per la comunità flegrea questa ricomposizione sarà un passaggio molto importante: i restauri di opere di questo livello hanno comunque una ricaduta ben oltre il territorio, per tutti i beni culturali italiani, essendo Beltrame una figura principale nell’arte del Seicento. Si tratta di una operazione virtuosa che vede insieme il Ministero della Cultura nelle sue varie articolazioni e la Diocesi”.
“Questo recupero costituisce un segno di speranza per il nostro territorio flegreo, che nonostante il bradisismo, desidera riappropriarsi della propria vita, ripartendo sempre e di nuovo dalla bellezza dei suoi luoghi e della sua storia. Inoltre tornare all’Eucaristia attraverso l’espressione artistica di Beltrano sarà per ogni visitatore l’occasione di ripensare a quel segno che annuncia la presenza di Dio nella storia, il suo farsi carne, il suo donarsi per amore come vita del mondo. Come canta la tradizione della Chiesa, l’Eucaristia è il segno di unità, il vincolo di carità, il memoriale della morte e resurrezione del Signore, il farmaco dell’immortalità. Un augurio anche per le prossime festività pasquali”, ha affermato Mons. Carlo Villano, vescovo di Pozzuoli e di Ischia. “La collaborazione con il Museo di Capodimonte, la Soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Napoli e l’Università di Napoli l’Orientale è la prova che unendo le forze si possono realizzare grandi cose, che non solo promuovono il bene della società, ma danno testimonianza di come si diventa comunità”.
Per inviare il commento devi
accedere
o
registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo
l’accesso.