Biennale Arte 2026, il Padiglione Venezia presenta “Note persistenti”


Presentato a Ca’ Farsetti il progetto del Padiglione Venezia per la Biennale Arte 2026. “Note persistenti” esplora la città come organismo vivente tra memoria, materia e suono, in dialogo con il concept curatoriale “In Minor Keys”.

È stato presentato a Ca’ Farsetti, sede del Comune di Venezia, il progetto espositivo Note persistenti, con cui il Padiglione Venezia parteciperà alla Biennale Arte 2026. L’iniziativa propone un’indagine sulla città lagunare intesa come organismo vivente, attraversato da memorie, stratificazioni e vibrazioni invisibili, in dialogo con il concept curatoriale generale della rassegna, In Minor Keys. Alla presentazione sono intervenuti il sindaco Luigi Brugnaro, la curatrice Giovanna Zabotti e il commissario Maurizio Carlin, insieme agli artisti coinvolti nel progetto e ai rappresentanti degli enti e delle istituzioni partner. Il percorso espositivo è curato da Giovanna Zabotti con la partecipazione di Denis Isaia e Cesare Biasini Selvaggi.

Il progetto si sviluppa come una composizione in tonalità minore, costruendo un’esperienza sensoriale e narrativa che attraversa diverse dimensioni della realtà veneziana. Il Padiglione viene concepito come un campo di risonanza tra passato, presente e futuro, articolato in una sequenza di ambienti che guidano il visitatore attraverso quattro dimensioni simboliche della città: sommersa, domestica, mitologica e collettiva.

“Con Note persistenti”, spiega la curatrice, Zabotti, “ho immaginato il Padiglione Venezia come un ritorno alle sue note più profonde, a ciò che rimane. Un padiglione relazionale, in cui le opere non si limitano a essere osservate, ma attivano connessioni tra persone, storie e percezioni. Ho cercato di guardare Venezia con tonalità diverse, esaltandone ancora di più l’unicità: una città mitologica, eppure reale, percepibile e vivibile in ogni sua dimensione. La mia Venezia si manifesta attraverso segni minimi e poetici (la luce che si riflette dall’acqua sulle pareti trasformando le superfici, le sue parti sommerse, le memorie intime di chi la vive quotidianamente) dettagli quasi impercettibili che, proprio nella loro fragilità, custodiscono l’essenza più autentica della città. A queste si affiancano altre note persistenti: la stratificazione di culture, segni e periodi storici, e l’anima delle persone che la abitano, capaci di riconoscerne e amare anche le tracce più piccole e silenziose. Il Padiglione si configura così come una partitura collettiva, in cui gli artisti diventano canali attraverso cui sintonizzarsi con la città. Un gesto generoso e ospitale verso la vita, che invita all’ascolto e alla condivisione”.

Note Persistenti. Foto: Comune di Venezia
Note Persistenti. Foto: Comune di Venezia

Il percorso espositivo si apre con la dimensione sommersa, affidata al lavoro di Alberto Scodro. Le sue opere esplorano ciò che sostiene Venezia ma resta invisibile, emergendo solo in condizioni particolari, come durante le maree. Le sculture, realizzate attraverso processi di fusione e agglomerazione di sabbie, vetri, pigmenti e materiali di scarto, assumono forme che richiamano concrezioni geologiche e sedimentazioni naturali. Il lavoro restituisce una visione della materia come processo in continua trasformazione, rendendo visibili le dinamiche profonde che modellano la città.

La dimensione mitologica prende forma nel progetto del pianista e compositore Dardust, che realizza una composizione originale dedicata alla città. L’opera si configura come un’installazione immersiva ideata dallo scenografo Paolo Fantin in collaborazione con H-Farm e Cisco. Il sistema sonoro generativo, basato su intelligenza artificiale, reagisce ai suoni, ai movimenti e ai dati ambientali, producendo un paesaggio musicale in continua evoluzione. In questo modo Venezia viene interpretata come un compositore vivente, mentre il pubblico diventa parte attiva dell’esperienza.

La dimensione domestica è rappresentata da Diario veneziano di Ilya Kabakov e Emilia Kabakov, un progetto dedicato alla città metropolitana che prosegue il percorso espositivo avviato a Ca’ Tron. L’opera nasce da un ampio processo partecipativo che coinvolge gli abitanti, chiamati a condividere oggetti della vita quotidiana provenienti sia dalla città storica sia dalla terraferma. Gli oggetti, esposti in vetrine tematiche e accompagnati da testimonianze personali, compongono un ritratto collettivo che attraversa generazioni, mestieri, comunità e contesti sociali, restituendo una narrazione intima e corale.

Il percorso si estende infine alla dimensione collettiva nello spazio dedicato al progetto Artefici del Nostro Tempo, rivolto alle nuove generazioni. Le opere selezionate, che spaziano tra pittura, videoarte, fotografia, scultura, design del vetro, arte pubblica e street art, contribuiscono a costruire un paesaggio articolato di linguaggi contemporanei. Lo spazio è concepito anche come luogo di incontro e socialità, con aree dedicate alla sosta e alla conversazione, trasformando la visita in un’esperienza condivisa.

Il progetto può contare sul sostegno di partner pubblici e privati, tra cui BPER Banca e La Galleria BPER, che accompagnano l’iniziativa per tutta la durata della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte. “La partnership con il Padiglione Venezia e con un progetto come ‘Note Persistenti’ interpreta la volontà di abbracciare una visione culturale che dialoga con il tempo e con la memoria”, sottolinea Sabrina Bianchi, responsabile del Patrimonio Culturale di BPER Banca. “Crediamo profondamente nella capacità dell’arte di costruire connessioni e di parlare alle nuove generazioni, contribuendo a una crescita sociale fondata su responsabilità, inclusione e attenzione alla sostenibilità. In questa logica si colloca anche l’acquisto dell’opera di Scodro, che sarà inserita nelle progettualità future della Galleria BPER”.

“Il Padiglione Venezia”, dice il sindaco Brugnaro, “è per tutta l’Amministrazione comunale fonte di grande orgoglio: in questi undici anni è riuscito a tornare protagonista ed essere una voce autorevole nel panorama culturale e artistico internazionale, ma non solo. Dimostra e rappresenta ciò che Venezia è da sempre: aperta, diplomatica e libera. Questa è la Città dove le persone scelgono di essere libere. E così il Padiglione Venezia è oggi più che mai un presidio di libertà. Ma quest’anno è anche il luogo nel quale liberamente le persone, i veneziani, si raccontano: è una narrazione di tanti singoli soggetti che andranno a creare una identità collettiva. Perchè da sempre Venezia, che esiste e resiste, con le sue fragilità, è al contempo un non luogo, è un’idea: è da sempre un riferimento culturale, un ideale. Ma il Padiglione si conferma anche lo spazio delle nuove generazioni, grazie al concorso Artefici del Nostro Tempo. I giovani artisti arricchiranno l’allestimento con i loro linguaggi e le loro opere che anche quest’anno avranno una vetrina d’eccezione non solo al Padiglione, ma anche nei luoghi simbolo della Cultura della nostra Città”.

“Nel Padiglione c’è Venezia, ma non la Venezia che si mostra”, sottolinea il commissario Maurizio Carlin. “C’è una città che parla sottovoce, come chi sa di essere ascoltato comunque. Le installazioni attraversano lo spazio espositivo senza dichiararlo, lasciando via via affiorare la Città. Non è stile, è tono: una vibrazione che resta addosso. Qualcosa si insinua nei materiali, nei ritmi, nei silenzi ma la realtà non cambia: si sposta appena, quel tanto che basta a richiedere l’attenzione del visitatore che fin dall’ingresso vedrà emergere tracce, presenze, note che lo seguiranno nel percorso allestitivo. E nello spazio di Artefici si nasconde, ostinata, una promessa”.




Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte.
al prezzo di 12,00 euro all'anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull'Arte e ci aiuterai a crescere e a mantenere la nostra informazione libera e indipendente.
ABBONATI A
FINESTRE SULL'ARTE

Commenti

Commenta l'articolo che hai appena letto






Per inviare il commento devi accedere o registrarti.
Non preoccuparti, il tuo commento sarà salvato e ripristinato dopo l’accesso.

MAGAZINE
primo numero
NUMERO 1

SFOGLIA ONLINE

MAR-APR-MAG 2019
secondo numero
NUMERO 2

SFOGLIA ONLINE

GIU-LUG-AGO 2019
terzo numero
NUMERO 3

SFOGLIA ONLINE

SET-OTT-NOV 2019
quarto numero
NUMERO 4

SFOGLIA ONLINE

DIC-GEN-FEB 2019/2020
Finestre sull'Arte