Venezia, Ahmet Güneştekin in mostra con “Sessizlik / Silenzio” a Palazzo Gradenigo


La mostra dal 6 maggio al 1 novembre 2026, a cura di Sergio Risaliti presenta sculture in bronzo e dipinti a olio site-specific dell’artista curdo-turco, aprendo i primi due piani restaurati del palazzo veneziano e segnando l’avvio delle attività culturali della Fondazione Güneştekin.

L’artista curdo-turco Ahmet Güneştekin torna in Italia con una nuova mostra personale, dopo la recente esposizione alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Intitolata Sessizlik / Silenzio e curata da Sergio Risaliti, l’esposizione, visitabile dal 6 maggio al 1 novembre 2026, coincide con l’avvio delle attività culturali della Fondazione Güneştekin presso Palazzo Gradenigo nel sestiere di Castello a Venezia, acquistato e sottoposto a due anni di interventi di restauro dall’artista.

La mostra si sviluppa come un complesso dispositivo tra sculture e dipinti, distribuiti tra piano terra, primo piano e spazi esterni del palazzo. Sono presenti undici sculture in bronzo e altrettanti dipinti a olio, opere inedite realizzate nei laboratori di Güneştekin a Istanbul. Le sculture, di grande formato fino a superare i tre metri di altezza, sono concepite come opere site-specific e raffigurano una comunità eterogenea di persone in pose differenti. All’ingresso del palazzo, una figura femminile accoglie i visitatori, richiamando le antiche decorazioni di facciate e palazzi nobiliari.

Molte sculture rappresentano operai, con abiti da cantiere e strumenti in mano, le cui fisionomie sono ispirate ai lavoratori coinvolti nel recupero del palazzo. Alcuni appaiono stanchi o assorti, confusi tra le persone che si muovono tra le sale. Altre figure tengono in mano oggetti importanti per l’artista, come animali o teschi, elementi simbolici presenti anche nei dipinti, creando un senso di sospensione temporale tra passato e futuro. Altre figure ritraggono visitatori anonimi che si confondono con il pubblico, in un gioco di sguardi tra arte e vita. Una scultura seduta a terra evidenzia accidia o indifferenza, contrapposta alla presenza attiva delle altre figure.

“Con questo spirito”, spiega il curatore della mostra Sergio Risaliti, “Güneştekin raduna gli scarti e le rovine delle antiche civiltà, ha cura dei frammenti e dei resti, ascolta la voce sommessa del popolo, quella delle comunità, con il desiderio di riparare fratture ed elaborare ferite provocate dalla Storia e dal Potere”.

“Nel silenzio ascolto voci perdute, raccolgo memorie invisibili e frammenti spezzati”, ha dichiarato l’artista, “l’arte non è mera estetica, ma un tentativo di curare ferite e lasciare un appunto al futuro. Dalla mia identità curda, dalle perdite vissute dalla mia famiglia e dal mio popolo, dal silenzio di chi ha perso casa e lingua, ho imparato che l’arte parla soprattutto là dove le parole non arrivano. A volte è la luce, a volte il peso del bronzo, a volte il vuoto stesso. Ognuno di questi è una lingua diversa del silenzio. Con il mio ‘silenzio’ cerco di rendere visibili la memoria, la resistenza e la rinascita che vi risuonano. La mia arte nasce con la decisione di ascoltare voci e vocabolari dimenticati o soppressi, recuperare frammenti per fondare nuovi mondi e nuove comunità”.

Ahmet Güneştek, Silenzio, serie Voci nel silenzio (2025; scultura in bronzo, 290 x 118 x 122 cm)
Ahmet Güneştek, Silenzio, serie Voci nel silenzio (2025; scultura in bronzo, 290 x 118 x 122 cm)

Al piano terra si trova una scultura di oltre due metri: l’autoritratto di Güneştekin. La figura invita al silenzio, con il gesto tipico del dio Arpocrate, separando la confusione esterna dalla contemplazione richiesta all’interno del palazzo. Il silenzio assume molteplici significati: è una richiesta di concentrazione, di ascolto verso chi soffre o viene messo a tacere, e rappresenta la condizione dei popoli privati della propria lingua e cultura. Tra le opere esposte vi è un riferimento ai Sarcofagi dell’Alfabeto, già presentati a Roma e parte della collezione permanente della GNAMC.

Accanto alle sculture, undici dipinti di grandi dimensioni realizzati a olio su tela e altri materiali mostrano un linguaggio visivo che combina elementi astratti e geometrici con simboli delle antiche civiltà del Mediterraneo e della Mesopotamia. La superficie pittorica è lavorata attraverso un metodo che segmenta il colore a olio con piccoli tratti, creando una vibrazione luminosa che conferisce profondità e musicalità all’opera. Al centro dei dipinti sono integrate porte restaurate provenienti da mercati e villaggi anatolici, decorate con motivi floreali e geometrici e arricchite da figure mitologiche, divinità e creature simboliche come l’araba fenice o i pavoni, con la funzione di intrecciare tempi e geografie diverse.

Le figure in bronzo dialogano con le porte e i dipinti, fondendo il piano surreale con quello astratto e metafisico. La messa in scena crea un universo condiviso tra scultura e pittura, tra realtà e astrazione, dimensione sociale e trascendentale. Il sincretismo iconografico, unito alla pluralità delle tecniche, assume anche una valenza politica, suggerendo convivenza e dialogo tra popoli e comunità. Sessizlik / Silenzio riunisce i principali temi della produzione di Güneştekin degli ultimi trent’anni: memoria e reminiscenza come strumenti di resilienza e rinascita, intreccio tra miti mediterranei e anatolici, storie marginali e simboli antichi, favole, melodie di oppressi e fuggitivi, cronache di resistenza, riti e fantasie. Le opere favoriscono un confronto tra l’individuo e le vicissitudini delle società, collocando ricordi e emozioni nella memoria collettiva e nel patrimonio culturale di civiltà antiche, invitando a una partecipazione condivisa.

In occasione della mostra, sono visitabili i primi due piani restaurati di Palazzo Gradenigo. I lavori sui cinque piani, condotti dallo studio Torsello, proseguiranno fino al 2026, con apertura definitiva prevista nel 2027 come sede italiana della Fondazione Güneştekin. Il programma della Fondazione prevede eventi espositivi e scambi internazionali nel campo della formazione interdisciplinare, con l’obiettivo di trasformare il palazzo in un nuovo polo per le arti contemporanee a Venezia. La mostra è sostenuta da Yıldız Holding e realizzata in collaborazione con 21Art Gallery.




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