Si arricchisce di un nuovo capitolo il progetto Aurelia→SUD, iniziativa dedicata all’arte contemporanea che trova spazio lungo la via Aurelia Sud nel territorio di Arcola (La Spezia). Protagonista del nuovo intervento è Vittorio Corsini (Cecina, 1956), che presenta il lavoro Stare qui, concepito appositamente per il dispositivo espositivo ideato da Gabriele Landi, artista e curatore della rassegna. Aurelia→SUD si configura come un progetto atipico nel panorama delle pratiche artistiche contemporanee: non è infatti una galleria né uno spazio espositivo tradizionale o riconducibile alla mappa degli spazi off, bensì un luogo materiale e al tempo stesso diffuso, che intercetta il passaggio quotidiano di chi attraversa la strada. Il cuore del progetto è un light box di dimensioni 355 per 67 centimetri, installato al civico 19 di via Aurelia Sud, visibile ininterrottamente 24 ore su 24. Un formato essenziale e diretto, pensato per incontrare uno sguardo spesso fugace, quello dei passanti o degli automobilisti.
L’iniziativa, avviata il 12 settembre 2021 con un primo intervento di Mario Consiglio, ha nel tempo coinvolto una pluralità di artisti chiamati a confrontarsi con questo dispositivo e con le sue specificità. Tra i nomi che si sono succeduti figurano Loredana Longo, Luca Pancrazzi, Serena Fineschi, Iginio De Luca, Luca Quartana, Luca Scarabelli, Fausto Gilberti, Gino D’Ugo, Armida Gandini, Marco Neri, Gianni Asdrubali e Daniele Bacci. Ogni intervento è realizzato ad hoc e rimane visibile per un periodo di due mesi, senza prevedere inaugurazioni o momenti formali di chiusura.
Con Stare qui, installato lo scorso 30 marzo, Vittorio Corsini propone un lavoro che nasce da una coincidenza personale e biografica. Come racconta nel dialogo con Gabriele Landi, via Aurelia Sud è anche l’indirizzo (in un’altra città) in cui è nato e cresciuto. Da questo elemento prende avvio la riflessione che ha portato alla realizzazione dell’opera, concepita come una scrittura legata al presente e alla dimensione dello stare, senza l’intenzione di costruire un discorso argomentativo.
La componente calligrafica assume un ruolo centrale nel lavoro. Corsini sottolinea come la calligrafia rappresenti per lui un segno profondamente legato alla persona, una forma di rivelazione. Nel corso della sua pratica artistica ha spesso utilizzato la scrittura chiedendo ad altri di tracciare frasi, mentre in questo caso la grafia è la sua, realizzata ad acquerello. Una scelta che accentua la dimensione personale del gesto e rafforza il legame tra segno e identità, tra scrittura e presenza.
L’intervento si inserisce pienamente nella logica del progetto Aurelia→SUD, che mette in discussione l’idea di spazio espositivo privilegiato. L’opera è esposta a uno sguardo non necessariamente consapevole, quello di chi la intercetta per pochi istanti, magari da un’automobile in movimento. Una condizione che, secondo Corsini, non indebolisce la forza dell’arte, ma la espone a una diversa modalità di approccio. Come dichiara lui stesso: “Io credo che l’arte possa lavorare e passare da spazi completamente diversi, non ci sono spazi privilegiati e un istante può bastare per cambiare una vita. Certo non sarà cosi complessa la lettura fatta in macchina ma una domanda può sempre sorgere”.
Il progetto ideato da Gabriele Landi trova un suo spazio di approfondimento e comunicazione nella pagina Facebook “Parola d’Artista”, dove ogni intervento viene accompagnato da una breve conversazione tra il curatore e gli artisti coinvolti. Un’estensione digitale che affianca la dimensione fisica del light box, ampliando le possibilità di accesso e interpretazione delle opere. A questo link è possibile leggere la conversazione con Vittorio Corsini.
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