Dal campo all’arte in 24 ore: Sinner vince a Montecarlo e diventa opera d’arte...ma non è la prima volta!


Dopo la vittoria al Masters 1000 di Montecarlo contro Alcaraz, Jannik Sinner entra ancora una volta nel linguaggio dell’arte contemporanea. Simone Tribuiani dedica all’incontro una nuova opera, inserendola in una produzione già legata al tennista.

A distanza di ventiquattro ore dalla vittoria nel torneo di MontecarloJannik Sinner diventa nuovamente soggetto artistico. Il successo nel Masters 1000 monegasco si traduce infatti in un’immagine pittorica firmata dall’artista Simone Tribuiani (Cesenatico, 1975), che ha dedicato al tennista altoatesino una nuova opera, diffusa attraverso il proprio canale Instagram. Come riporta La Gazzetta dello Sport, la finale del 12 aprile ha visto Sinner imporsi sullo spagnolo Carlos Alcaraz con il punteggio di 7-6 (5) 6-3, al termine di una partita durata 2 ore e 15 minuti e segnata da condizioni atmosferiche difficili, in particolare dal vento. Il risultato assume un valore ulteriore se si considera il contesto competitivo: oltre al titolo del primo grande torneo europeo su terra battuta della stagione, in palio vi era anche il vertice della classifica mondiale. Per Sinner si tratta infatti del quarto Masters 1000 conquistato consecutivamente e del primo ottenuto su questa superficie.

A partire dalla partita, Tribuiani realizza Montecarlo ATP Tour Sinner VS Alcaraz 2026, acrilico su tavola lignea di 15,5 x 8,8 centimetri. Il formato ridotto, costante nella sua produzione costituisce una precisa scelta linguistica. Come afferma Federico Giannini nel suo articolo E Jannik Sinner diventa un’opera d’arte. Simone Tribuiani ha dipinto l’impresa di Melbourne, le dimensioni contenute delle tavole rimandano a una fruizione ravvicinata, quasi privata, che trova un precedente storico nelle pratiche della devozione domestica: così come in età antica e moderna piccoli dipinti o polittici accompagnavano momenti di raccoglimento individuale, allo stesso modo queste tavole sembrano presentare agli appassionati di sport immagini da osservare in una dimensione intima, fuori dal contesto dell’evento agonistico.

Simone Tribuiani, Montecarlo ATP Tour Sinner VS Alcaraz 2026 (2026; acrilico su tavola, 15,5x8,8 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani
Simone Tribuiani, Montecarlo ATP Tour Sinner VS Alcaraz 2026 (2026; acrilico su tavola, 15,5x8,8 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani
Simone Tribuiani, Sinner ATP MELBOURNE Winner (2024; acrilico su tavola, 15,5 x 8,8 cm)
Simone Tribuiani, Sinner ATP MELBOURNE Winner (2024; acrilico su tavola, 15,5 x 8,8 cm)

In tale prospettiva, le opere dedicate allo sport assumono una funzione che travalica la semplice documentazione. Le imprese agonistiche, normalmente consumate nello spazio pubblico dello stadio o della trasmissione televisiva, vengono ricondotte a una dimensione raccolta, quasi meditativa. Tribuiani non rappresenta l’intera narrazione della partita, bensì ne isola un frammento, un gesto, un momento. Un dettaglio che diventa simbolo. Si tratta di un processo di condensazione che trasforma l’evento in immagine stabile.

In realtà, non è la prima volta che Tribuiani si confronta con la figura di Sinner. La produzione dedicata al tennista si articola infatti in una serie di opere realizzate negli ultimi anni, tutte accomunate dalla stessa tecnica e da dimensioni simili. Tra queste si ricordano Sinner vs Alcaraz Nitto ATP Finals 2025, che restituisce una scena di gioco sul campo, e Kiss, sempre del 2025, in cui l’atleta viene rappresentato mentre bacia la coppa di Wimbledon dopo la vittoria. A queste si aggiungono Sinner vs Alcaraz Wimbledon 2025, Sinner vs Zverev Championship point Melbourne 2025, e ancora Sinner vs Australian virus, opera che propone una variazione sul volto del giocatore.

La sequenza prosegue con lavori riferiti a tornei e momenti specifici della carriera recente di Sinner, come Sinner vs Fritz Arthur Ashe Stadium 2024, Sinner 2024 US Open winner e Melbourne ATP Sinner 2024, oltre a Sinner ATP Melbourne Winner, tutti realizzati su tavola lignea con tecnica acrilica e dimensioni analoghe, comprese tra i 15,5 e i 10,2 centimetri di lato maggiore. La reiterazione del soggetto e del formato costruisce un archivio che segue da vicino l’evoluzione sportiva del tennista e che traduce dunque in immagini episodi puntuali della sua carriera.

Simone Tribuiani, Sinner vs Alcaraz Wimbledon (2025; acrilico su tavola, 15,5 x 8,6 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani
Simone Tribuiani, Sinner vs Alcaraz Wimbledon (2025; acrilico su tavola, 15,5 x 8,6 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani
Simone Tribuiani, Kiss (2025; acrilico su tavola, 22 x 12,6 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani
Simone Tribuiani, Kiss (2025; acrilico su tavola, 22 x 12,6 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani

Ad ogni modo, l’attenzione di Tribuiani non si ferma al tennis. La sua ricerca si estende a diverse discipline sportive, dal calcio al basket, fino al surf e al nuoto, con l’obiettivo di fissare momenti che hanno segnato la memoria comune. L’artista sceglie infatti di dare forma alle imprese dello sport trasformando episodi noti in immagini sintetiche e riconoscibili . All’interno della produzione trovano spazio anche soggetti legati al calcio, con riferimenti a squadre, giocatori e competizioni che appartengono all’immaginario condiviso, così come figure del basket o discipline meno mediatizzate.

Questa pluralità di riferimenti emerge anche nella costruzione di un repertorio iconografico dello sport contemporaneo e recente. Non si tratta di una selezione accidentale. L’artista attinge a episodi che hanno avuto una risonanza collettiva, contribuendo a definire una memoria condivisa. In questo senso, il lavoro si colloca in una linea che fonde esperienza personale e dimensione pubblica, recuperando ricordi legati alla fruizione dello sport come fenomeno aggregativo.

Simone Tribuiani, Sinner 2024 US Open winner (2024; acrilico su tavola, 15,5 x 8,7 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani
Simone Tribuiani, Sinner 2024 US Open winner (2024; acrilico su tavola, 15,5 x 8,7 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani
Simone Tribuiani, Sinner vs Fritz Arthur Ashe Stadium 2024 (2024; acrilico su tavola, 19 x 10,7 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani
Simone Tribuiani, Sinner vs Fritz Arthur Ashe Stadium 2024 (2024; acrilico su tavola, 19 x 10,7 cm). Foto: Profilo Ig Simone Tribuiani

Tribuiani sviluppa infatti una ricerca orientata verso il recupero di immagini sedimentate nella memoria. Il riferimento è a un immaginario che comprende le partite seguite nei bar negli anni Ottanta, le copertine dei dischi, le scene cinematografiche, tutti elementi che contribuiscono a costruire un archivio personale e collettivo. L’artista lavora su questi materiali selezionando dettagli, isolando fotogrammi, trasformando istanti in immagini autonome. La pittura diventa così uno strumento per trattenere momenti che, per loro natura, sono destinati a scomparire. Gli episodi sportivi, caratterizzati da una temporalità rapida e da una forte componente emotiva, vengono rallentati e resi permanenti. In tale processo, il gesto atletico si trasforma in segno pittorico, mentre il contesto competitivo perde centralità a favore dell’immagine.

L’opera dedicata alla finale di Montecarlo si inserisce pienamente in questo percorso. La vittoria di Sinner su Alcaraz, con il suo valore sportivo e simbolico, diventa un ulteriore tassello di una narrazione che si costruisce nel tempo. In questo modo, la produzione di Tribuiani si configura come un archivio in progress delle imprese sportive contemporanee. Un archivio che rielabora i fatti per mezzo di un linguaggio pittorico che privilegia la sintesi e la concentrazione.



Noemi Capoccia

L'autrice di questo articolo: Noemi Capoccia

Originaria di Lecce, classe 1995, ha conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2021. Le sue passioni sono l'arte antica e l'archeologia. Dal 2024 lavora in Finestre sull'Arte.



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