Ancona si candida a Capitale italiana della Cultura 2028: un progetto tra porto, acropoli e Adriatico


Presentato al Ministero della Cultura il dossier “Ancona. Questo Adesso”, un programma che riunisce oltre ottanta progetti culturali tra porto, centro storico e parchi naturali, con investimenti previsti superiori a 50 milioni di euro e il coinvolgimento di istituzioni nazionali e internazionali.

Ancona ha presentato al Ministero della Cultura il dossier di candidatura per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. Il progetto porta il titolo Ancona. Questo Adesso, espressione ispirata alle parole del poeta anconetano Francesco Scarabicchi. L’impostazione del documento propone una relazione tra memoria storica e presente, con l’obiettivo di collocare la cultura al centro di un processo di trasformazione urbana e sociale della città. In questa prospettiva il mare assume un ruolo strutturale, indicato come matrice comune dei progetti previsti.

Il dossier sviluppa una visione articolata in quattro macroaree progettuali: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale. Le quattro direttrici sono concepite in relazione alla conformazione geografica e storica della città. Il piano include oltre ottanta progetti originali e site-specific, affidati a figure del panorama culturale italiano e internazionale. Tra i nomi coinvolti figurano lo scenografo premio Oscar Dante Ferretti, il regista Abel Ferrara, studiosi e curatori come Francesco De Melis, Enrico Maria Dal Pozzolo, Marco Ansaldo, Gabriele Simongini, Rachele Dubbini, Giuliana Giusti e Gabriele Tinti, insieme ad artisti e musicisti tra cui Dardust e Quiet Ensemble.

La macroarea Questo Mare si concentra sulla rivitalizzazione dell’area portuale e sul rapporto storico tra Ancona e il mare. Il progetto considera il porto come spazio culturale e scenografico. Tra le iniziative previste figura un racconto cinematografico dell’Arco di Traiano affidato ad Abel Ferrara, oltre alla creazione di un Archivio Visivo e Sonoro del Mare curato da Francesco De Melis. La progettazione culturale prevede inoltre collegamenti con città della sponda adriatica come Dubrovnik, Spalato, Zara e Venezia, che hanno aderito al dossier. In questo ambito rientra anche il rilancio della piattaforma digitale Adrjo dell’Autorità Portuale di Sistema del Mare Adriatico.

La Mole Vanvitelliana assume una funzione centrale nel programma. Il complesso è indicato come uno dei principali poli culturali della candidatura e dovrebbe ospitare il Museo della Civiltà del Mare Adriatico, diretto da Dante Ferretti. Accanto al museo è previsto un ciclo di iniziative espositive e di ricerca tra cui la Trilogia del ’900 curata da GabrieleSimongini. Tra gli altri progetti compaiono il Centro del Talento Contemporaneo, concepito in linea con la normativa regionale dedicata alle industrie culturali e creative, e la Design Sea Week realizzata con il coinvolgimento di Confindustria.

La seconda direttrice, Via Maestra, segue l’asse del centro storico fino all’acropoli cittadina, dedicata alla figura dell’umanista Ciriaco d’Ancona, attivo nel Quattrocento. Alla sua memoria è collegato un Premio per il Dialogo Interculturale sviluppato in collaborazione con il Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico Ionica. Via Maestra coincide anche con la rete dei musei della città, tra cui il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e la Pinacoteca Civica. A partire dal 2026 tali istituzioni sperimenteranno le linee guida del Ministero della Cultura relative alle reti museali urbane.

All’interno di questo ambito sono previste mostre di studio e progetti di ricerca promossi dal Museo Archeologico Nazionale delle Marche, dalla Soprintendenza e dall’Università di Ferrara. La Pinacoteca Civica ospiterà un ciclo di esposizioni dedicate a diversi temi: il Rinascimento adriatico e Lorenzo Lotto, a cura di Enrico Maria Dal Pozzolo; una ricostruzione della rappresentazione di Ancona tra Grand Tour e Turner curata da Giovanna Capitelli, con contributi digitali dell’Università Politecnica delle Marche; un percorso dedicato all’arte e alla cultura femminile legato al simbolo di Venere, divinità cui era dedicato il tempio greco-romano dell’antica acropoli.

L’area di Via Maestra comprende anche progetti narrativi legati alla dimensione internazionale della città. Nella sede della Camera di Commercio lungo la Loggia dei Mercanti sarà approfondita la figura di Cinzio Benincasa, ambasciatore alla corte di Mattia Corvino a Budapest nel XV secolo. Il rapporto con la capitale ungherese è collegato anche a un progetto su Lorenzo Lotto: nel 2027 il Museo Nazionale di Budapest ospiterà infatti una mostra dedicata all’artista. In parallelo il dossier valorizza la posizione di Ancona come porta d’Oriente, nodo storico di scambi con il Mediterraneo, i Balcani e l’area adriatico-ionica. Lo stesso contesto comprende il legame con l’Appennino marchigiano e con produzioni storiche come la carta di Fabriano.

Panorama di Ancona. Foto: Comune di Ancona
Panorama di Ancona. Foto: Comune di Ancona

Il Museo di Ateneo dell’Università Politecnica delle Marche partecipa al programma con un progetto museografico dedicato alla storia della ricerca scientifica dell’ateneo. L’iniziativa propone un modello di museo universitario orientato alla divulgazione e al dialogo con il pubblico. Il dossier include anche attività di approfondimento linguistico sul dialetto anconetano sviluppate dall’Università Ca’ Foscari di Venezia sotto la guida di Giuliana Giusti, con iniziative rivolte anche alle scuole.

La terza macroarea, Adesso Parco, mette in relazione patrimonio naturale e produzione culturale. Il centro del progetto è il Parco del Cardeto, affacciato sul mare e collegato idealmente al Parco del Conero. L’area del Conero è attualmente impegnata nel percorso di candidatura a Geoparco sotto l’egida dell’UNESCO. All’interno del Parco del Cardeto, dove si trova anche il Cimitero Ebraico fondato nel XV secolo, il 2028 coinciderà con il seicentesimo anniversario della fondazione del sito. In questo contesto sono previsti giardini poetici immersivi dedicati a Franco Scataglini e Francesco Scarabicchi. Gli itinerari culturali costituiscono un elemento centrale della proposta. Ancona intende inserirsi nel sistema dei Cammini certificati dal Consiglio d’Europa, tra cui Destination Napoleon e Atrium, integrandoli con percorsi tematici legati alla storia greco-romana, bizantina, rinascimentale e vanvitelliana.

La quarta macroarea, Mare Culturale, propone la trasformazione del mare in piattaforma per la produzione artistica contemporanea. Il programma comprende arti digitali e performative coordinate da soggetti riconosciuti dal Ministero della Cultura attraverso il Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo. Tra i principali attuatori figurano Marche Teatro e la Fondazione Muse, responsabile della stagione lirica cittadina.

Il progetto coinvolge anche numerosi festival attivi nel territorio, tra cui Adriatico Mediterraneo, Popsophia e Pensiero Plurale. Adriatico Mediterraneo prevede inoltre un nuovo progetto dedicato alla geopolitica diretto dal giornalista Marco Ansaldo. Il programma artistico comprende interventi site-specific e la partecipazione di artisti come Dardust, i Subsonica e il collettivo Quiet Ensemble. Una parte del progetto riguarda l’uso di tecnologie digitali. Videomapping e installazioni audiovisive interesseranno monumenti simbolo della città come l’Arco di Traiano e il Passetto. L’obiettivo dichiarato è sviluppare un hub dedicato alla produzione audiovisiva, al gaming e alla creatività digitale, con il supporto di Rainbow, dell’Università Politecnica delle Marche e della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission.

Il dossier dedica inoltre attenzione ai temi dell’accessibilità e del welfare culturale. Un ruolo centrale è assegnato al Museo Tattile Statale Omero, indicato come riferimento internazionale per l’accessibilità museale. Le tecnologie digitali sono state progettate in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, mentre le politiche di welfare culturale sono allineate con le recenti misure introdotte dal Ministero della Cultura. Sul piano economico il progetto prevede un piano di rigenerazione urbana e investimenti superiori ai 50 milioni di euro. A tali risorse si aggiungono 70 milioni di euro stanziati dall’Ufficio del Commissario straordinario per la ricostruzione del sisma del 2016, destinati a interventi strategici nella città. In caso di assegnazione del titolo, il programma culturale prevede un budget di circa 7 milioni di euro che sarà gestito da una cabina di regia guidata dal Comune e attuato da Marche Teatro, presieduto da Valerio Vico e diretto da Giuseppe Dipasquale.

La candidatura è promossa dal Comune di Ancona con l’Università Politecnica delle Marche, la Regione Marche e ANCI Marche. Al dossier hanno aderito numerosi soggetti istituzionali, tra cui l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, l’Autorità Portuale di Sistema del Mare Adriatico, la Camera di Commercio delle Marche, Confindustria Provincia di Ancona, la Federazione delle Città Adriatico Ioniche, il Parco Regionale del Conero e la Riviera del Conero. Tra le istituzioni statali coinvolte figurano la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro Urbino, la Direzione Regionale Musei Marche, il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, il Museo Tattile Statale Omero, l’Archivio di Stato di Ancona, la Soprintendenza archivistica e bibliografica delle Marche e l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale.

Negli ultimi mesi la rete dei partner si è ampliata con l’adesione della Fondazione Federico Zeri dell’Università di Bologna, dell’Accademia Nazionale di San Luca di Roma, del Circuito dei Giovani Artisti Italiani e delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana e Marche. Il sostegno economico al progetto coinvolge anche aziende partecipate del Comune e la Camera di Commercio. Il dossier è stato elaborato da una direzione di candidatura multidisciplinare. La direzione culturale e la governance istituzionale sono affidate a Marta Paraventi; la direzione amministrativa e di progetto a Viviana Caravaggi; la direzione creativa e la progettazione ad Anghela Alò; l’innovazione digitale e il coordinamento con l’università a Paolo Clini; la strategia europea e le relazioni con l’Unione Europea a Barbara Toce.




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