Conero, cosa vedere: itinerario in 10 tappe


Cosa vedere sulla Riviera del Conero: un itinerario in 10 tappe tra borghi e arte.

Il Conero è un angolo imperdibile delle Marche e di tutta l’Italia centrale dove la forza degli elementi e la creatività dell’uomo hanno plasmato un ambiente unico. Acque cristalline, spiagge circondate dai profili sinuosi del promontorio e poi città, borghi e paesi cesellati durante i secoli dalla bravura di artisti e artigiani. Tantissimi sono i luoghi da vedere durante una vacanza sul Conero. Ancona, anzitutto, il capoluogo è un gioiello di arte ed architettura che, con le sue chiese, i suoi palazzi e i suoi musei non smetterà mai di stupirvi, ma non da meno sono anche Recanati, con la sua ricca storia e i continui richiami al suo cittadino più illustre, Giacomo Leopardi, e le tante località di villeggiatura come Sirolo e Numana. Il Conero, però, con il suo Parco regionale è anche un luogo perfetto dove riallacciare il proprio rapporto con la natura concedendosi lunghe passeggiate lungo sentieri a picco sul mare e immersi in un ambiente ricco di una grande biodiversità. Ecco 10 tappe da non perdere del vostro viaggio sul Conero.

1. Sirolo

Un antico borgo medievale affacciato sul mare e circondato da una natura lussureggiante. Non è un caso se c’è chi chiama Sirolo “la perla dell’Adriatico”, è difficile d’altronde immaginare un borgo più suggestivo di questo con le sue bellissime spiagge e i suoi romantici vicoli che si snodano tra case, chiese e palazzi antichi. Sirolo però non è solo una delle più rinomate località di villeggiatura del Conero, ma conserva anche le tracce di un passato importante. Tutta l’area di Sirolo è ricca di scavi archeologici tanto che qui si trova una delle più grandi necropoli picene nell’area detta dei “Pini”, ma meritano sicuramente una visita approfondita anche le chiesa di San Nicola e San Pietro. Dopo tanta cultura, infine, è impensabile lasciare Sirolo senza aver fatto un bagno nella sua spiaggia più famosa: quella delle Due sorelle davanti alla quale svettano i grandi faraglioni bianchi.

Sirolo
Sirolo. Foto di Alessandro Vecchi

2. Recanati

Dici Recanati e non puoi che pensare a Giacomo Leopardi. In questa splendida cittadina delimitata da una cinta muraria del Duecento i richiami all’opera del grande poeta sono dappertutto e riconoscerli equivale a fare un viaggio a ritroso in alcune delle pietre miliari della letteratura italiana. Ci sono, anzitutto, il monte Tabor, il colle dell’Infinito, e i resti dell’antica torre di Sant’Agostino che ispirò il Passero solitario, ma anche Palazzo Leopardi con la sua straordinaria biblioteca e tanti altri luoghi che raccontano il genio del recanatese più illustre di sempre. Recanati però ha anche molto altro da offrire ai propri visitatori tra le spiagge e lo splendido lungomare di Porto Recanati e le tante meraviglie conservate fuori e dentro le sue chiese, le sue ville e i suoi musei.

Recanati. Foto di Lorenzo Gaudenzi
Recanati. Foto di Lorenzo Gaudenzi

3. Il Museo civico di Villa Colloredo Mels a Recanati

Questa imponente e maestosa villa merita da sola una visita approfondita. La parte più antica è di origine medievale, mentre il grande scalone è cinquecentesco e le pitture che arricchiscono soffitti e volte sono del XVIII secolo. Villa Colloredo Mels ospita oggi il grande museo civico che si sviluppa su tra piani: al primo c’è una sezione dedicata a Giacomo Leopardi, al secondo una pinacoteca, mentre al piano terra viene dato spazio all’archeologia. Nella sezione leopardiana spiccano libri, cimeli ed opere d’arte di proprietà del Comune, ma è probabilmente la pinacoteca a conservare i tesori più preziosi tra cui quattro tra le più significative opere di Lorenzo Lotto, uno dei più importanti autori del Rinascimento italiano.

Il Museo civico di Villa Colloredo Mels a Recanati
Il Museo civico di Villa Colloredo Mels a Recanati

4. La Casa natale di Giacomo Leopardi a Recanati

Nel centro storico di Recanati, quella che fu la Casa natale di Giacomo Leopardi è ancora oggi abitata dai suoi discendenti, ma è anche un museo e un luogo di studio permanente attorno alla vita e alle opere del poeta. Da vedere assolutamente sono la grande biblioteca dove Giacomo ha compiuto i suoi studi, ma anche i saloni del palazzo e il giardino che ne ispirarono tante opere per non parlare poi delle diverse sale espositive dove in mostra si trovano numerosi cimeli, scritti e documenti appartenuti al poeta. È inoltre tutta da provare l’esperienza unica di un viaggio virtuale negli spazi di Giacomo Leopardi grazie a una proiezione in videomapping che copre oltre 60 metri quadrati.

La Casa natale di Giacomo Leopardi a Recanati
La Casa natale di Giacomo Leopardi a Recanati

5. Il Santuario della Santa Casa di Loreto

A poca distanza dal mare di Porto Recanati si trova uno dei luoghi più mistici d’Italia. Il cuore del santuario è la Santa Casa, tre pareti che secondo la tradizione sarebbero la parte antistante la grotta di Nazareth dove nacque, visse e ricevette l’Annunzio Maria. La Santa Casa è custodita all’interno dell’imponente basilica, costruita a cavallo tra il XV e il XVI secolo ed è oggetto di pellegrinaggio da tantissimi fedeli provenienti da ogni angolo del mondo. Numerose sono invece le opere d’arte conservate all’interno della basilica e del palazzo Apostolico, a loro volta due autentici capolavori di architettura rinascimentale. Quest’ultimo, in particolare, fu progettato da Donato Bramante, mentre i lavori furono diretti dal Sansovino, poi da Antonio da Sangallo il Giovane e nel XVI secolo da Giovanni Boccalini per poi essere terminati da Luigi Vanvitelli.

Il Santuario della Santa Casa di Loreto
Il Santuario della Santa Casa di Loreto. Foto M. Roselli

6. La Cattedrale di Osimo

Il duomo di San Leopardo domina la città di Osimo da uno dei suoi punti più alti. Questo imponente edificio è dedicato al primo vescovo di Osimo e sorge là dove a partire dall’VIII secolo fu eretta la prima chiesa sulle rovine di un tempo pagano. La cattedrale di Osimo, oltre a essere uno dei simboli più immortalati di questi luoghi, ha anche un’alta valenza spirituale. Al suo interno sono conservate non solo le spoglie di San Leopardo, uno dei primi martiri cristiani, ma anche un crocifisso di legno risalente all’anno mille che si crede fu protagonista di un miracolo quando, nel 1796, il Cristo avrebbe aperto gli occhi.

La Cattedrale di Osimo
La Cattedrale di Osimo. Foto Osimo Turismo

7. La Basilica di San Giuseppe da Copertino a Osimo

Conosciuta in città come chiesa di San Francesco, la basilica dedicata a San Giuseppe da Copertino fonde assieme l’austera semplicità dell’originario impianto romanico-gotico che traspare, per esempio, nell’imponente facciata esterna, con il gusto più barocco del suo interno riccamente decorato con affreschi risalenti ad epoche diverse. Dalla sagrestia, inoltre, si può accedere alle camerette superiori dove il Santo trascorse gli ultimi anni della propria vita tra studio e preghiera, mentre sotto l’edificio si trova la cripta dove è collocato anche il vecchio altare maggiore della chiesa.

La Basilica di San Giuseppe da Copertino a Osimo
La Basilica di San Giuseppe da Copertino a Osimo

8. Il Museo Civico di Osimo

Ospitato all’interno di Palazzo Campana, il Museo Civico di Osimo mette assieme reperti e opere che permettono di ricostruire passo passo la lunga e ricca storia di queste terre. Tanti i piccoli e grandi capolavori qui conservati, tra questi spiccano senza dubbio il Polittico di Antonio e Bartolomeo Vivarini del 1464, una Madonna in pietra del XIII secolo e tre affreschi, attribuiti ad Andrea da Bologna, provenienti dal monastero di San Nicolò. Al piano nobile del palazzo si trova invece la sezione archeologica che ospita numerosi reperti provenienti da tutto il territorio di Osimo tra cui una bellissima testa di vecchio del I secolo avanti Cristo.

Museo Civico di Osimo
Museo Civico di Osimo. Foto Wikimedia/Parsifall

9. Rocca e borgo di Offagna

Passeggiando per i vicoli di Offagna è facile immaginare di potersi imbattere in dame e cavalieri dopo ogni svolta. Questo paese medievale conserva ancora oggi tutto il fascino dei tempi passati che ogni anno in luglio vengono rievocati con le celebre feste in costume. Il gioiello di Offagna è però senza dubbio il suo castello quattrocentesco che domina dall’alto di una rupe tutto il territorio circostante. Per secoli importante baluardo difensivo della città, la rocca con le sue splendide merlature a coda di rondine è ancora oggi uno dei luoghi migliori per ammirare panorami mozzafiato che spaziano dalle colline fino al mare. All’interno della rocca è inoltre allestito un museo che espone armi e armature antiche oltre altri abiti d’epoca e oggetti legati alla caccia.

Rocca di Offagna. Foto di Alessandro Vecchi
Rocca di Offagna. Foto di Alessandro Vecchi

10. La chiesa di Santa Maria di Portonovo

La chiesa, o meglio, la chiesetta di Portonovo è un autentico gioiello di architettura romanica che non ha eguali in questo angolo d’Italia. Costruita a picco sul mare, la chiesa attuale è costituita dai resti di una basilica benedettina risalente all’anno mille. Incastonata tra il blu delle acque del mare Adriatico e il verde dei boschi del Conero, la chiesetta di Portonovo è ancora oggi un luogo di preghiera e meditazione, ma è anche un monumento in grado di toccare l’anima dei visitatori con la sua bellezza pulita. Gli esterni sono in pietra bianca, mentre i pavimenti interni sono in pietra gialla e cotto.

La chiesa di Santa Maria di Portonovo
La chiesa di Santa Maria di Portonovo. Foto di Claudio Stanco

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