Con l’apertura al pubblico della Biennale di Venezia 2026, prende ufficialmente il via anche il voto per i Leoni dei Visitatori della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte, che sostituiranno i tradizionali Leoni d’Oro a causa delle dimissioni della giuria prima dell’inaugurazione. Ma proprio nel giorno inaugurale della consultazione popolare, decine di artisti partecipanti alla mostra internazionale In Minor Keys e numerosi Padiglioni nazionali hanno annunciato il ritiro dalla competizione, in segno di solidarietà con la giuria selezionata dalla direttrice artistica Koyo Kouoh, giuria che, come ha ricordato, ha rassegnato le dimissioni. La decisione è stata resa pubblica attraverso una dichiarazione diffusa il 9 maggio 2026 sulla piattaforma e-flux e firmata da un lungo elenco di artisti presenti sia nella mostra centrale sia nelle partecipazioni nazionali. Nel testo, i firmatari dichiarano di ritirarsi dalla considerazione per i Leoni dei Visitatori proprio a sostegno della giuria.
La presa di posizione arriva nelle stesse ore in cui la Biennale di Venezia ha annunciato ufficialmente l’avvio delle votazioni dedicate ai visitatori. Il nuovo riconoscimento prevede due premi distinti: uno destinato a un artista partecipante alla mostra internazionale In Minor Keys e uno riservato a una Partecipazione Nazionale della 61ª Esposizione.
Il sistema di voto è riservato ai visitatori che abbiano effettivamente visitato entrambe le sedi principali della manifestazione, i Giardini e l’Arsenale. La verifica avviene attraverso il sistema di tracciamento della biglietteria: soltanto dopo la registrazione dell’accesso a entrambe le sedi, e a distanza di almeno ventiquattro ore dalla seconda visita, i possessori del biglietto ricevono via email il link per partecipare alla votazione.
La Biennale ha precisato che il voto avviene in forma anonima e che ciascun visitatore può esprimere una sola preferenza per categoria, in un’unica sessione. Le votazioni resteranno aperte per tutta la durata della manifestazione, fino al 22 novembre 2026, mentre i risultati finali verranno proclamati al termine della rassegna. Per il premio dedicato agli artisti partecipanti, i collettivi vengono considerati come singoli partecipanti, seguendo la lista ufficiale della mostra In Minor Keys. Per il Leone dei Visitatori assegnato alle Partecipazioni Nazionali concorrono invece tutti i padiglioni ufficialmente presenti alla 61ª Esposizione.
Proprio contro questo nuovo sistema di riconoscimento si è però sviluppata la protesta degli artisti e dei rappresentanti nazionali. La dichiarazione di ritiro coinvolge alcuni tra i nomi più rilevanti della scena artistica internazionale contemporanea, a partire da Laurie Anderson, Alfredo Jaar, Walid Raad, Zoe Leonard e Otobong Nkanga. Tra i firmatari figurano inoltre artisti e collettivi provenienti da numerosi contesti geografici e culturali: hanno aderito alla protesta Pio Abad, Fabric Aragno, arms ache avid aeon, Sammy Baloji, Éric Baudelaire, Sabian Baumann, Nancy Brooks Brody Estate, BuBu de la madeleine, Carolina Caycedo, Annalee Davis, Bonnie Devine, Nolan Oswald Dennis, rana elnemr, Joy Episalla, Rachel Fallon, Sofía Gallisá Muriente, Joana Hadjithomas & Khalil Joreige, Sohrab Hura, Mohammed Joha, fierce pussy, Alfredo Jaar, Michael Joo, Nina Katchadourian, Guadalupe Maravilla, Natalia Lassalle Morillo, Florence Lazar, Zoe Leonard, Alice Maher, Sally Mizrachi, Avi Mograbi & Avital Barak, Tuan Andrew Nguyen, Otobong Nkanga, Hagar Ophir, Uriel Orlow, Alan Phelan, Walid Raad, Mohammed Z. Rahman, Tabita Rezaire, Guadalupe Rosales, Yo-E Ryou, Rose Salane, Carrie Schneider, Hala Schoukair, Berni Searle, Yoshiko Shimada, Himali Singh Soin and David Soin Tappeser, Cauleen Smith, Vera Tamari, Jo-ey Tang, Carrie Yamaoka, Raed Yassin, Thania Petersen, Laurie Anderson.
Accanto agli artisti della mostra internazionale, hanno aderito al ritiro anche artisti e curatori di alcuni padiglioni nazionali: Belgio (l’artista Miet Warlop e la curatrice Caroline Dumalin), Francia (l’artista Yto Barrada), Lussemburgo (l’artista Aline Bouvy e la curatrice Stilbé Schroeder), Slovenia (il collettivo Nonument Group e la curatrice Nataša Petrešin-Bachelez), Lettonia (gli artisti, ovvero MAREUNROL’S, Bruno Birmanis e tutto il team), Lituania (l’artista Egle Budvytyte e la curatrice Louise O’Kelly), Svizzera (gli artisti Gianmaria Andreetta, Luca Beeler, Miriam Laura Leonardi, Lithic Alliance, Yul Tomatala, Nina Wakeford), Spagna (l’artista Oriol Vilanova), Paesi Bassi (l’artista Dries Verhoeven e la curatrice Rieke Vos), Polonia (gli artisti Bogna Burska e Daniel Kotowski e i curatori Ewa Chomicka e Jolanta Woszczenko), Ecuador (gli artisti Boloh Miranda, Tatiana Lopez, Sani Montahuano, Mukutsawa Montahuano, Enoc Merino, Tawna Collective), Finlandia (il commissario Juha Huuskonen), Irlanda (l’artista Isabel Nolan, la curatrice Georgina Jackson e il produttore Cian O’Brien), Kosovo (l’artista Brilant Milazimi), Repubblica Ceca e Slovacchia (gli artisti Jakub Jansa e Selmeci Kocka Jusko e il curatore Peter Sit), Albania (l’artista Genti Korini), Cipro (l’artista Marina Xenofontos), Turchia (l’artista Nilbar Güreş e la curatrice Başak Doğa Temür) ed Emirati Arabi Uniti (l’artista Farah Al Qasimi).
La dichiarazione non entra nel dettaglio delle motivazioni che hanno portato alle dimissioni della giuria selezionata da Koyo Kouoh, ma il gesto collettivo dei firmatari assume un forte valore simbolico e politico all’interno della manifestazione veneziana. La protesta degli artisti apre dunque un nuovo fronte di discussione attorno al rapporto tra partecipazione pubblica, istituzioni culturali e autonomia artistica. Tuttavia, nonostante il ritiro di numerosi partecipanti, le votazioni per i Leoni dei Visitatori restano comunque attive e proseguiranno fino alla chiusura della Biennale il 22 novembre 2026. Resta però da comprendere quale impatto concreto avrà l’ennesima protesta sul nuovo premio e sulla sua ricezione da parte del pubblico internazionale che nelle prossime settimane visiterà Giardini e Arsenale.
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