Le Gallerie degli Uffizi inaugurano la terza edizione di Cattedra Uffizi con un ciclo di lezioni affidato allo storico medievalista Franco Cardini. Il corso, intitolato Firenze, la Toscana, l’Oriente, si terrà dal 27 febbraio al 29 maggio 2026 nella Biblioteca Magliabechiana del museo fiorentino, con appuntamenti ogni venerdì dalle 16.45 alle 17.45. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Il progetto si inserisce nel percorso avviato nel 2024 con le lezioni del curatore delle antichità classiche Fabrizio Paolucci e proseguito lo scorso anno con il ciclo del filosofo Giorgio Agamben. Con Cardini, la rassegna assume un taglio storico-artistico che si propone di indagare il ruolo di Firenze e della Toscana nello sviluppo e nella diffusione della cultura orientalistica in Italia e oltre i confini nazionali, lungo un arco cronologico esteso dal Medioevo all’età contemporanea. Per la costruzione del ciclo, Cardini si è avvalso della consulenza iconologica di Maria Gloria Roselli. Il corso si articola in dodici conversazioni che affrontano il rapporto tra Firenze e l’Oriente in una prospettiva di lungo periodo. L’impostazione intende superare la contrapposizione rigida tra Oriente e Occidente, considerati non come blocchi statici e alternativi, ma come categorie culturali dinamiche, stratificate e convenzionali. L’obiettivo dichiarato è restituire la complessità di una relazione segnata da scambi, conflitti, mediazioni e proiezioni simboliche reciproche, evitando sia l’esotismo sia la semplificazione ideologica.
“Vogliamo ringraziare infinitamente lo storico Franco Cardini, che porta la sua grande autorevolezza nell’ambito di Cattedra Uffizi con questo corso illuminante sul ruolo plurisecolare di Firenze quale crocevia di culture nell’alveo della storia globale”, sottolinea il direttore delle Gallerie degli Uffizi Simone Verde.
“Firenze, la Toscana, l’Oriente: sembra un triangolo tracciato dal Destino”, dice lo storico Franco Cardini. “Dal Pisano Daiberto, patriarca latino di Gerusalemme all’indomani della prima crociata, al fiorentino Dante Alighieri, che rese omaggio al Saladino, fino al lucchese Giacomo Puccini che riscrisse l’antica favola cinese della principessa Turandot. Agli Uffizi e altrove nei nostri Musei questo legame è riccamente testimoniato: le collezioni medicee ne sono la prova”.
Il percorso si apre con un invito a osservare lo spazio urbano e le collezioni museali attraverso una lente orientale e orientalistica. La prima conversazione, in programma il 27 febbraio 2026, propone una riflessione sul tema dello sguardo e dell’immaginazione, con un riferimento al “dialogo tra le statue” di Piazza della Signoria e ai musei toscani. L’attenzione si concentra sulle modalità con cui la città ha costruito nel tempo immagini dell’Oriente, integrandole nel proprio tessuto simbolico e materiale. La seconda lezione, il 6 marzo, è dedicata a Pisa come luogo in cui l’orientalismo toscano ha preso le mosse, mentre il 13 marzo il tema si sposta sui “miti fiorentini” medievali. Il 20 marzo l’analisi riguarda la Firenze tra Due e Trecento e i suoi rapporti con Bisanzio, l’Egitto mamelucco e il Mediterraneo. In questa fase emergono i legami con il mondo orientale attraverso reti di mercanti, missionari e pellegrini, oggetto della quinta conversazione del 27 marzo, e si delineano narrazioni che intrecciano storia, leggenda e memoria civica.
Il ciclo prosegue il 10 aprile con una riflessione su Firenze come “nuova potenza marinara”, per poi affrontare il 17 aprile il ruolo dei primi Medici e il tema della crociata. Il passaggio verso l’età delle scoperte e la ridefinizione degli orizzonti geografici e culturali sono al centro dell’ottava conversazione del 24 aprile. Ampio spazio viene riservato al Rinascimento come stagione di collezionismo e sistematizzazione del sapere. La nona conversazione, l’8 maggio, analizza le collezioni medicee e la costruzione di canoni culturali che includono oggetti e saperi di provenienza orientale. In questa prospettiva rientra anche la tipografia orientale e la presenza a Firenze di visitatori, ambasciatori e mediatori culturali.
Le lezioni del 15 e del 22 maggio assumono un taglio più concreto e analitico. La decima conversazione propone esempi relativi a tessuti, tappeti, ceramiche, suppellettili e abiti come testimonianze tangibili di scambi, appropriazioni e adattamenti. L’undicesima affronta il tema delle armi e dei metalli “alla domaschina” e offre cenni su collezioni conservate in musei fiorentini, tra cui il Museo Nazionale del Bargello e il Museo Stibbert, oltre ad altre raccolte cittadine. L’ultima conversazione, in programma il 29 maggio, segue le trasformazioni dall’età medicea agli Asburgo-Lorena, dal Regno sabaudo alla Repubblica, soffermandosi su episodi della Firenze ottocentesca e postunitaria e sul consolidarsi dell’orientalistica come disciplina e pratica culturale.
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