Settant’anni dopo il distacco imposto dai danni della Seconda guerra mondiale, la Crocifissione di Francesco Traini ritorna al suo posto originale sulla parete del Camposanto monumentale in piazza del Duomo a Pisa. L’Opera della Primaziale Pisana ha organizzato per mercoledì 18 marzo un pomeriggio di studio aperto al pubblico presso l’Auditorium Toniolo in piazza Arcivescovado, seguito da una visita guidata al Camposanto per ammirare l’affresco dal vivo. L’iniziativa segna l’avvio di un sistema di conservazione innovativo pensato per proteggere l’intero ciclo pittorico del monumento.
“Questo intervento rappresenta la naturale evoluzione di un percorso di ricerca e cura che dura da decenni”, sottolinea Andrea Maestrelli, Presidente dell’Opera della Primaziale Pisana. “Restituire la Crocifissione di Traini al suo contesto originario, e farlo con strumenti conservativi che guardano al futuro, significa onorare insieme la storia e la responsabilità che abbiamo verso chi verrà dopo di noi”.
L’affresco, databile tra il 1330 e il 1335, costituisce il primo capitolo del programma figurativo del Camposanto e fa parte del ciclo delle Storie post mortem di Cristo. L’opera segna l’inizio della decorazione pittorica del monumento e testimonia la rilevanza di Pisa nel panorama della pittura italiana del Trecento, in un periodo in cui la città era celebre soprattutto per l’arte del marmo. Gravemente danneggiata dall’incendio del 1944, la Crocifissione fu distaccata nel 1955, suddivisa in diciotto pannelli, la sinopia in otto, e trasferita su telai di eternit nel 1960. La prima ricollocazione in parete risale al settembre 2005, al termine di un lungo restauro condotto dalle maestranze dell’Opera della Primaziale Pisana.
Eventi climatici estremi tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 avevano messo in luce il rischio di formazione di condensa sulle superfici pittoriche, rendendo necessario l’aggiornamento delle strategie di conservazione. L’Opera ha quindi sperimentato e ora installato un sistema di pannelli retro riscaldanti per prevenire danni dovuti a umidità e sbalzi termici. Tale tecnologia era stata precedentemente applicata con successo al ciclo di Buonamico Buffalmacco a partire dal 2014 e viene ora estesa anche agli affreschi già ricollocati, a partire proprio dalla Crocifissione di Traini.
Il pomeriggio di studio si articolerà in due interventi. Marco Collareta, storico dell’arte, approfondirà la Crocifissione come esempio dell’affresco pisano, illustrando la complessa vicenda critica del dipinto, la sua iconografia e gli aspetti stilistici e tecnici che ne fanno uno dei capolavori del Trecento italiano. Particolare attenzione sarà riservata al disegno preparatorio conservato nel Museo delle Sinopie, che permette di comprendere il processo creativo dell’artista. Stefano Lupo, Responsabile dell’Area Restauro dell’Opera, presenterà invece i nuovi sistemi di conservazione, spiegando la tecnologia dei pannelli retro riscaldanti e i risultati ottenuti nella protezione delle superfici pittoriche. Al termine degli interventi, i partecipanti potranno visitare il Camposanto per osservare direttamente la Crocifissione nel suo contesto originario.
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