A Milano una grande mostra su Mario Sironi nel sessantenario della scomparsa


Il Museo del Novecento di Milano ospita, dal 23 luglio 2021 al 31 marzo 2022, una grande mostra, con oltre cento opere, dedicata a Mario Sironi, nel sessantesimo anniversario della sua scomparsa. S’intitola “Mario Sironi. Sintesi e grandiosità”.

Dal 23 luglio 2021 al 31 marzo 2022, il Museo del Novecento di Milano dedica una grande mostra a Mario Sironi (Sassari, 1885 - Milano, 1961): si tratta di Mario Sironi. Sintesi e grandiosità, una retrospettiva che ripercorre l’opera del grande artista a sessant’anni dalla scomparsa, a cura di Elena Pontiggia e Anna Maria Montaldo, in collaborazione con Andrea Sironi-Strausswald (Associazione Mario Sironi, Milano) e Romana Sironi (Archivio Mario Sironi di Romana Sironi, Roma).

Sono oltre cento le opere esposte: l’obiettivo della rassegna è ricostruire l’intero percorso artistico di Sironi, dalla giovanile stagione simbolista all’adesione al futurismo, dalla sua originale interpretazione della metafisica nel 1919 al momento classico del Novecento Italiano, dalla crisi espressionista del 1929-30 alla pittura monumentale degli anni Trenta, fino al secondo dopoguerra e all’ Apocalisse dipinta poco prima della morte. La mostra, che ha sede negli spazi del Museo del Novecento e si estende anche nelle sale sironiane del Museo stesso e della Casa Museo Boschi Di Stefano, si avvale di prestiti dai maggiori musei italiani tra cui la Pinacoteca di Brera, Ca’ Pesaro e la Fondazione Guggenheim di Venezia, il MART di Trento e Rovereto e da collezioni private, riunendo così in un unico contesto i lavori più significativi dell’artista. Sono esposti, infatti, alcuni capolavori che non comparivano in un’antologica sironiana da quasi mezzo secolo (l’affascinante Pandora, 1921-1922; Paese nella valle, 1928; Case e alberi, 1929; L’abbeverata, 1929-30), e altri completamente inediti.

Ampiamente rappresentato in mostra è il ciclo dei paesaggi urbani, il tema più famoso di Sironi, che acquista intensità dopo il suo arrivo a Milano nel 1919 ed esprime sia la drammaticità della città moderna, sia una volontà potente di costruire, in tutti i sensi. Tra questi ci sono capolavori ben noti come Sintesi di paesaggio urbano, 1921; La cattedrale, 1921; Paesaggio urbano col tram 1925-28, del Museo del Novecento, esposto alla Biennale di Venezia del 1928; la Periferia del 1943. Sironi però è stato anche un grande interprete della figura umana. Ne danno testimonianza in mostra un nutrito gruppo di opere, tra cui il pierfrancescano Nudo del 1923, opera molto amata da Margherita Sarfatti; la misteriosa Donna con vaso del 1924; il Pescatore, 1925; La fata della montagna, 1928; la Niobide del 1931, e il doloroso Lazzaro, 1946, dove, per la prima volta nella millenaria iconografia del soggetto, Sironi dipinge un Lazzaro che non risorge, simbolo del crollo di tutte le sue idee, a cominciare dal fascismo in cui l’artista aveva creduto.

Ampio spazio è poi dedicato al legame di Mario Sironi con la pittura murale negli anni Trenta, di cui fu teorico e interprete. Presenti, capolavori monumentali quali la luminosa Vittoria alata, il gigantesco studio per l’aula magna della Sapienza di Roma, il visionario Condottiero a cavallo (tutti realizzati nel 1935) e il potente studio preparatorio, lungo quasi sei metri, della Giustizia Corporativa (1937-38). Lasciata alle spalle la sezione dedicata alla pittura murale, il “viaggio” nell’arte di Sironi volge al termine nelle ultime sale che documentano i drammatici anni finali dell’artista, tormentato anche dalla perdita della figlia Rossana, che si toglie la vita nel 1948 a diciotto anni.

Accompagna la mostra un catalogo realizzato della Casa Editrice Ilisso. Il volume, oltre al saggio introduttivo di Anna Maria Montaldo, riporta un ampio saggio e le schede analitiche di tutte le opere di Elena Pontiggia, studiosa dell’artista e autrice della prima biografia dell’artista (Sironi. La grandezza dell’arte, le tragedie della storia, 2015), e inoltre gli approfondimenti di Fabio Benzi sul futurismo sironiano, e di Maria Fratelli, direttrice della Casa Museo Boschi Di Stefano, che esplora con lettere inedite il rapporto di Sironi con i collezionisti Antonio e Marieda Boschi. Mario Sironi. Sintesi e grandiosità è parte de La Bella Estate, il palinsesto culturale estivo promosso dal Comune di Milano che, fino al 21 settembre, proporrà ai milanesi e ai visitatori della città un ricco calendario di iniziative artistiche, culturali, sportive, ricreative e del tempo libero.

Immagine: Mario Sironi, Pandora (1921-1922)

A Milano una grande mostra su Mario Sironi nel sessantenario della scomparsa
A Milano una grande mostra su Mario Sironi nel sessantenario della scomparsa


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