Riapre la Torre Grimaldina a Genova dopo i restauri PNRR sull’accessibilità di Palazzo Ducale


Dal 18 aprile 2026 la Torre Grimaldina torna visitabile dopo oltre un anno di lavori. L’intervento rientra nel progetto PNRR di Palazzo Ducale dedicato all’accessibilità culturale, tra restauro del percorso e nuovi servizi per il pubblico.

Dal 18 aprile 2026 la Torre Grimaldina di Palazzo Ducale torna accessibile al pubblico dopo un intervento di restauro e valorizzazione durato oltre un anno. L’apertura segna la restituzione alla città di uno dei luoghi simbolo del complesso monumentale genovese, tra i più riconoscibili del centro storico. La riapertura rientra nel progetto Palazzo Ducale. Rendere accessibile un palazzo per rendere accessibile una città, sviluppato nell’ambito dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza destinati ai musei non statali.

Il progetto, presentato nel 2022 dall’allora Consiglio Direttivo di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, è stato finanziato attraverso l’Avviso pubblico per la rimozione delle barriere fisiche, cognitive e sensoriali nei musei e nei luoghi della cultura non appartenenti al Ministero della Cultura. L’intervento rientra nella Missione 1 del PNRR, relativa a digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 “Cultura 4.0”, Investimento 1.2, ed è sostenuto da fondi dell’Unione europea nell’ambito del programma NextGenerationEU. La presentazione ufficiale del progetto era prevista per il 17 aprile 2026 alle ore 11:30 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale. Nell’occasione sono stati illustrati gli esiti complessivi del piano di interventi, che non ha riguardato soltanto la Torre Grimaldina, ma anche una serie di azioni su biglietteria, bookshop, servizi al pubblico e strumenti di visita, inclusi quelli digitali, con il rinnovamento del sito internet e della segnaletica.

L’obiettivo dichiarato del progetto è quello di affrontare in modo sistematico il tema dell’accessibilità, intesa nella sua accezione più ampia. Non solo eliminazione delle barriere architettoniche, ma anche superamento di ostacoli sensoriali, cognitivi e culturali, attraverso una progettazione integrata che coinvolge spazi, strumenti e modalità di fruizione. Secondo i dati riportati dal rapporto annuale sulla gestione dei servizi per il pubblico nei luoghi della cultura statali della Direzione Generale Musei del MiBACT, l’accessibilità rappresenta una delle principali criticità del sistema museale italiano. Anche i dati ISTAT relativi al 2019 confermano un quadro ancora parziale: solo il 53% dei musei, monumenti e aree archeologiche avrebbe effettuato interventi per la rimozione delle barriere fisiche, mentre appena il 12% avrebbe affrontato in modo completo le barriere percettive, culturali e cognitive.

Torre Grimaldina. Foto: Palazzo Ducale
Torre Grimaldina. Foto: Palazzo Ducale

In questo contesto si inserisce il piano di Palazzo Ducale, articolato in diversi ambiti di intervento. Sul fronte dell’accessibilità dall’esterno è stato sviluppato un nuovo sito web conforme agli standard internazionali e un sistema digitale per prenotazioni e acquisto dei biglietti. Sul piano dei percorsi verticali e orizzontali, uno degli interventi principali ha riguardato proprio la Torre Grimaldina, che fino al 2022 risultava visitabile solo in minima parte e con accesso limitato a piccoli gruppi. Con il nuovo progetto il percorso è stato ampliato fino alla terrazza. L’intervento è stato realizzato in collaborazione con l’Università di Genova.

Sono stati inoltre effettuati interventi sulla raggiungibilità e sull’accesso ai servizi, con l’adeguamento dei servizi igienici per renderli utilizzabili anche da persone con ridotta mobilità o disabilità. Sul versante dei percorsi museali è stata introdotta una serie di strumenti tecnologici, tra cui mappe tridimensionali interattive pensate per favorire l’inclusione e l’interazione. È stato sviluppato anche un sistema multisensoriale che consente l’integrazione di componenti tattili su alcune porzioni della mappa 3D, con finalità divulgative. Parallelamente è stata progettata una applicazione digitale in grado di rendere le informazioni accessibili a pubblici con disabilità visive, uditive, linguistiche e motorie. Un ulteriore intervento ha riguardato la segnaletica interna, progettata in forma inclusiva con supporti visivi differenziati, e l’installazione di sistemi a induzione per persone ipoudenti nelle sale convegni del Palazzo, per migliorare la percezione sonora da parte di chi utilizza apparecchi acustici.

Tutti gli interventi sono stati realizzati nel rispetto della struttura storica dell’edificio, con particolare attenzione alla reversibilità delle soluzioni adottate, così da consentire eventuali modifiche future senza compromettere l’integrità architettonica del complesso. Il coordinamento delle opere è avvenuto in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. Il progetto si inserisce nella strategia di Palazzo Ducale volta a rendere progressivamente più accessibile l’intero complesso, come luogo civico e culturale. L’accessibilità viene quindi interpretata come processo strutturale, con una pianificazione che comprende monitoraggio, programmazione e coordinamento degli interventi futuri.

Accanto agli interventi materiali e digitali, il progetto è accompagnato anche da una produzione culturale parallela. È stato infatti realizzato il podcast Grimaldina. Una torre da scoprire, prodotto da Chora Media per Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. Il podcast, scritto e narrato da Davide Savelli, con la partecipazione di Antonio MusarraGaia Leandri e Franco Melis, è articolato in quattro episodi e propone un racconto della Torre Grimaldina attraverso una narrazione che intreccia storia urbana, architettura e vicende legate alla funzione carceraria della torre. Attraverso una struttura narrativa divulgativa, il podcast ripercorre alcuni passaggi della storia genovese, dalla città medievale alla trasformazione della torre in luogo di detenzione, fino alle vicende dei prigionieri che vi transitarono nel corso dei secoli. L’impianto complessivo alterna elementi storici, testimonianze e ricostruzioni, con l’obiettivo di restituire la complessità del monumento all’interno della storia della città.

Dichiarazioni

“Per mesi”, dichiara l’architetto Roberto Segattini, “la Torre è rimasta nascosta dietro i ponteggi mentre veniva sottoposta ad un accurato intervento di conservazione e restauro, che ha interessato sia gli interni sia gli esterni. Il lavoro ha richiesto un delicato equilibrio tra tutela e fruizione. L’inserimento di una nuova scala metallica interna, che oggi consente la visita fino alla sommità, ha comportato diverse sfide progettuali: ogni soluzione è stata studiata per garantire sicurezza, funzionalità e accessibilità senza alterare l’identità storica della Torre. Durante il restauro sono emerse anche alcune piccole sorprese: le operazioni di pulitura hanno restituito una leggibilità inaspettata di superfici e tracce del passato, riportando alla luce dettagli e segni che raccontano la lunga storia di questo luogo. Oggi la Torre è nuovamente accessibile: piccoli gruppi potranno salire fino alla terrazza e godere di uno straordinario panorama sulla città e sul Porto Antico. Il risultato è stato possibile grazie a un grande lavoro di squadra che ha coinvolto il personale della Fondazione, la stazione appaltante con il RUP, progettisti e direzione lavori, il responsabile della sicurezza, l’impresa appaltatrice con restauratori e maestranze specializzate, sotto la supervisione della Soprintendenza: un impegno condiviso in cui tutti hanno dato il meglio per offrire nuove possibilità, nell’ottica non solo di conservare correttamente ma anche di valorizzare adeguatamente un importante frammento del nostro patrimonio culturale”.




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