Tod’s conclude il restauro di Palazzo Marino: recuperati 7.500 mq di superfici


Concluso a Milano il restauro conservativo di Palazzo Marino, finanziato dal Gruppo Tod’s e durato 16 mesi. L’intervento ha interessato complessivamente circa 7.500 metri quadrati di superfici, restituendo leggibilità a uno dei principali edifici istituzionali della città.

Si è concluso a Milano il restauro conservativo di Palazzo Marino, sede dell’amministrazione comunale dal 1861 ed edificio simbolo del patrimonio architettonico cittadino. L’intervento, interamente finanziato dal Gruppo Tod’s, è stato presentato il 15 aprile 2026 nel corso di una conferenza stampa alla presenza del sindaco Giuseppe Sala e del presidente del gruppo Diego Della Valle.

Il progetto ha interessato complessivamente circa 7.500 metri quadrati di superfici, comprendendo le facciate esterne su Piazza della Scala, Piazza San Fedele, via Case Rotte e via Marino, oltre agli spazi interni del Cortile d’Onore con il portico e il loggiato cinquecentesco. L’edificio, progettato nel XVI secolo da Galeazzo Alessi, presentava condizioni di degrado diffuse, legate in particolare all’inquinamento atmosferico, agli agenti climatici e a interventi di manutenzione stratificati nel tempo.

Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano
Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano

Il restauro di Palazzo Marino

I lavori, avviati nell’aprile 2024 e conclusi nel settembre 2025, si sono sviluppati nell’arco di sedici mesi, senza interrompere le attività istituzionali del palazzo. L’organizzazione del cantiere ha previsto una suddivisione per fasi successive, con interventi concentrati su una facciata alla volta, a partire dal fronte su Piazza della Scala, utilizzato come cantiere pilota, per poi proseguire lungo via Case Rotte, Piazza San Fedele e via Marino. In una fase successiva si è intervenuti nel Cortile d’Onore.

Dal punto di vista materico, il restauro ha riguardato principalmente le superfici in ceppo gentile del Brembo, pietra caratteristica dell’edificio, nota per la sua natura porosa ed eterogenea, che la rende particolarmente vulnerabile a fenomeni di erosione, perdita di coesione e accumulo di depositi. Prima dell’intervento, le facciate risultavano compromesse da croste nere, patine opache e depositi di smog che alteravano la leggibilità degli apparati decorativi. Sono state inoltre rilevate microfessurazioni, distacchi, infiltrazioni d’acqua e la presenza di stuccature realizzate con materiali non compatibili, come cementi e resine.

Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano
Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano
Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano
Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano

Una campagna diagnostica preliminare ha consentito di mappare lo stato di conservazione attraverso rilievi, documentazione fotografica, indagini videoendoscopiche e termografiche, oltre a verifiche magnetometriche. Le analisi chimiche hanno confermato la componente carbonatica della pietra, indirizzando la scelta di trattamenti compatibili e a basso impatto.

Le operazioni di restauro si sono articolate in diverse fasi. La pulitura ha previsto la rimozione dei depositi superficiali mediante tecniche a secco e a umido, l’eliminazione delle patine biologiche e l’utilizzo di impacchi chimici per le croste più resistenti. Particolare attenzione è stata riservata agli elementi decorativi, trattati manualmente con strumenti non invasivi. Il consolidamento ha rappresentato una fase centrale dell’intervento, con l’applicazione di un sistema basato su nano-calci e fosfato d’ammonio, capace di ristabilire la coesione interna del materiale.

Le stuccature degradate sono state rimosse selettivamente e sostituite con malte a base di calce calibrate per granulometria e cromia, mentre le lacune sono state colmate senza ricorrere a ricostruzioni formali invasive. Le superfici sono state infine sottoposte a velature ai silicati per l’equilibratura cromatica e a trattamenti protettivi a base di ossalato d’ammonio, finalizzati a migliorare la durabilità e limitare l’assorbimento dell’acqua.

Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano
Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano
Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano
Il restauro di Palazzo Marino finanziato dal Gruppo Tod’s. Foto: Comune di Milano

Oltre alle superfici lapidee, l’intervento ha riguardato anche elementi lignei e metallici, con il restauro degli infissi, la rimozione della ruggine e l’applicazione di protezioni anticorrosive. Sono stati inoltre revisionati gli impianti di videosorveglianza e i sistemi antipiccione, con una razionalizzazione dei cablaggi, e sono stati eseguiti interventi di lattoneria per migliorare il deflusso delle acque meteoriche. Nel corso dei lavori è stata posta attenzione anche alla tutela della fauna presente, in particolare delle colonie di rondoni che abitano le facciate. Nel Cortile d’Onore le operazioni hanno avuto carattere prevalentemente conservativo e hanno riguardato la pulitura delle superfici, consolidamenti localizzati, reintegrazioni cromatiche e il ripristino delle pavimentazioni, restituendo uniformità all’insieme architettonico.

Il progetto è stato realizzato in coordinamento con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Milano, sotto la supervisione della soprintendente Emanuela Carpani. Dal punto di vista operativo, il cantiere ha coinvolto diversi soggetti, tra cui l’agenzia Jesurum-Leoni Comunicazione Srl, che ha svolto il ruolo di sponsor tecnico e coordinatore, e un team composto da Dontstop Architettura per la progettazione, Andrea Borri Architetti per la direzione lavori, il restauratore Paolo Pecorelli, l’impresa esecutrice Estia e la società Progetto CMR per il coordinamento della sicurezza. Parallelamente alle attività di cantiere, sono state promosse iniziative di divulgazione e valorizzazione, tra cui aperture al pubblico nell’ambito dei Cantieri Aperti, la produzione di materiali informativi e la realizzazione di una cesata illustrata con contenuti storici e supporti in realtà aumentata.

Dichiarazioni

“Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo e siamo molto orgogliosi di poter annunciare di aver portato a termine, nei tempi previsti, il restauro che restituisce a Milano, e ai milanesi, un simbolo della storia della città”, ha dichiarato Diego Della Valle, Presidente del Gruppo Tod’s. “Con questo progetto, il nostro Gruppo continua a supportare e promuovere l’arte e la cultura italiana, risorse insostituibili riconosciute in tutto il mondo. È una forma concreta di partecipazione civile, basata sulla collaborazione tra pubblico e privato per sostenere iniziative che migliorano la qualità della vita dei cittadini e la reputazione del nostro Paese. Le imprese devono essere sempre più coinvolte in progetti utili e solidali a sostegno del nostro Paese. È importante dare il buon esempio”.

 “Ringrazio Diego Della Valle e il Gruppo Tod’s per il restauro di Palazzo Marino”, ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Sala. “La cura e l’attenzione mostrata dai restauratori e dalle restauratrici durante i lavori sono state encomiabili. Palazzo Marino è la casa dei e delle milanesi: grazie a quanto realizzato, siamo felici di poter ridare a loro e ai tanti visitatori della nostra città la possibilità di conoscere e apprezzare questo edificio in tutta la sua storia e bellezza. La collaborazione tra pubblico e privato, questa volta, si è tradotta in un’iniziativa di mecenatismo che valorizza Milano e la sua identità”.




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