Una data simbolica per segnare un nuovo inizio. Il 25 marzo, giorno che fino al 1750 coincideva con il Capodanno secondo il cosiddetto “Stile dell’Incarnazione”, è stato scelto per annunciare la rinascita di Medicea. Rivista di studi medicei, pubblicazione scientifica dedicata alla dinastia dei Medici che torna oggi nel panorama editoriale con un progetto rinnovato ma fedele alle proprie origini. La rivista, nata ufficialmente il 22 ottobre 2008, era stata presentata davanti a circa 300 persone nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, un luogo altamente simbolico per la storia cittadina e per quella stessa famiglia che la pubblicazione si proponeva di indagare. Fin dall’inizio si era trattato di un progetto ambizioso: una rivista interdisciplinare, scientifica, ricca di apparati critici e note, scritta in quattro lingue e destinata a un pubblico di studiosi e specialisti.
All’origine dell’iniziativa vi era il sogno condiviso di un giornalista e storico fiorentino, Marco Ferri, e di una storica dell’archeologia piemontese trasferitasi a Firenze per studio e lavoro, Clara Gambaro. Un’idea coltivata per due anni attraverso un lavoro preparatorio meticoloso, fatto di ricerche approfondite e attenzione a ogni dettaglio, fino a concretizzarsi in un esordio che, per partecipazione e interesse, si rivelò quasi clamoroso, soprattutto considerando la natura specialistica della pubblicazione.
Nonostante il taglio accademico, il richiamo esercitato dalla storia dei Medici contribuì in maniera decisiva al successo della rivista. Nei cinque anni successivi alla fondazione furono pubblicati dodici numeri, con oltre 110 articoli firmati da circa ottanta autori provenienti da diversi continenti. Un’attività editoriale intensa, capace di offrire contributi originali e di portare alla luce nuove prospettive di studio sulla dinastia fiorentina.
Tra i risultati più significativi emersi nel corso degli anni si segnala, ad esempio, l’attenzione dedicata alla storia del cosiddetto Diamante fiorentino, la cui sorprendente riapparizione ha suscitato recentemente grande interesse. La ricostruzione dettagliata della vicenda, curata da Clara e pubblicata sulle pagine di Medicea già nel 2009, anticipava di quindici anni un tema che sarebbe poi tornato al centro del dibattito storico.
Oggi la rivista si prepara a una nuova fase della sua esistenza. La rinascita avviene grazie al coinvolgimento di un nuovo editore, Angelo Pontecorboli, espressione di una storica casa editrice fiorentina che nel tempo ha dato spazio a numerosi lavori dedicati alla dinastia medicea. Tra questi si inserisce anche il percorso di ricerca dello stesso autore del comunicato, che dopo un primo volume-inchiesta sul luogo di sepoltura della granduchessa Bianca Cappello, pubblicato circa dieci anni fa, ha dato alle stampe nel 2021 il libro I sepolcri dei Medici, sintesi di quasi vent’anni di studi su aspetti meno indagati della famiglia. L’opera, pubblicata proprio da Pontecorboli, ha ottenuto due riconoscimenti di rilievo.
La nuova serie di Medicea si presenterà con una forma editoriale diversa rispetto al passato, affiancata da un rinnovato comitato scientifico e da un sito web dedicato. La piattaforma digitale rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: già da ora è possibile consultare e scaricare gratuitamente tutti gli articoli della prima serie della rivista, rendendo accessibile un patrimonio di studi accumulato negli anni.
Accanto all’archivio storico, il sito ospiterà la sezione principale dedicata ai numeri in corso, con articoli inediti che continueranno a riflettere l’impostazione interdisciplinare che ha caratterizzato la testata fin dalla sua fondazione. L’obiettivo è quello di mantenere una linea editoriale capace di integrare diverse prospettive di ricerca, offrendo contributi che spaziano tra storia, arte, archeologia e altri ambiti legati allo studio della dinastia medicea.
Il primo numero della nuova serie è previsto per la tarda primavera e, pur adottando un formato rinnovato, conserverà gli elementi distintivi che hanno definito l’identità della rivista nel corso del tempo. Una continuità che riguarda non solo gli obiettivi scientifici, ma anche l’approccio metodologico e la qualità dei contributi.
Alla base di questa ripartenza vi è la convinzione che lo studio dei Medici continui a rivestire un ruolo fondamentale per la comprensione della storia europea. Approfondire le vicende della dinastia significa infatti analizzare un capitolo decisivo dello sviluppo politico, culturale ed economico del continente, oltre che interpretare le radici di un patrimonio materiale e immateriale che ancora oggi si riflette nella vita quotidiana di Firenze e di molte aree della Toscana.
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