Una selezione di opere provenienti dalla collezione del celebre gallerista e collezionista newyorkese Robert E. Mnuchin (1933 – 2025) sarà battuta all’asta a maggio a New York da Sotheby’s, con una stima complessiva che supera i 130 milioni di dollari (111 milioni di euro circa). La raccolta, costruita nel corso di decenni insieme alla moglie Adriana, rappresenta uno dei nuclei più significativi di arte del secondo dopoguerra riuniti da un collezionista privato, testimonianza di una passione coltivata lungo tutta la vita e guidata da un principio semplice: acquistare solo opere che si amano davvero.
Figura atipica nel panorama dell’arte internazionale, Mnuchin è stato uno dei pochi protagonisti capaci di muoversi con disinvoltura tra il mondo della finanza e quello del mercato artistico. Prima di diventare uno dei galleristi più rispettati di New York, aveva infatti costruito una lunga carriera come banchiere d’investimento presso Goldman Sachs, dove entrò nel 1957 e dove, nel corso di tre decenni, arrivò a ricoprire ruoli di vertice fino a entrare nel management committee dell’istituto.
Nato a New York, Mnuchin si laureò alla Yale University nel 1955 e, dopo il servizio nell’esercito statunitense, iniziò la sua carriera nella finanza. All’interno di Goldman Sachs fu tra i protagonisti dello sviluppo del settore del block trading insieme a Gus Levy, una figura centrale nella storia della banca. Tra i colleghi era conosciuto con il soprannome di “Coach”, segno della sua autorevolezza e del ruolo di guida all’interno dell’organizzazione. Parallelamente alla carriera finanziaria, Mnuchin e la moglie Adriana iniziarono presto a coltivare una passione sempre più intensa per l’arte. All’inizio il loro percorso di collezionisti fu guidato dalla curiosità e dal desiderio di conoscere meglio il mondo artistico: visitarono musei, gallerie e mostre, cercando di capire quali opere li colpissero davvero. Nel corso di queste esplorazioni scoprirono un interesse particolare per l’astrazione, un linguaggio che avrebbe poi segnato in modo decisivo la loro collezione.
Tra gli artisti che entrarono progressivamente nel loro orizzonte figuravano figure centrali dell’Espressionismo astratto come Mark Rothko, Franz Kline e Willem de Kooning. Mnuchin sviluppò un rapporto particolarmente stretto con quest’ultimo artista, che considerava uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento e che definì una volta “il presidente del consiglio di amministrazione” dell’arte contemporanea.
Il collezionismo dei Mnuchin si basava su un principio molto preciso: acquistare solo opere che entrambi amavano e con cui desideravano convivere. Secondo la testimonianza della figlia Valerie Mnuchin, la coppia considerava il collezionismo una forma di passione quasi ossessiva, orientata verso opere ambiziose e complesse, capaci di coinvolgere continuamente lo sguardo dello spettatore. Cercavano quelli che chiamavano “dipinti di classe A”, opere che rappresentassero il momento più alto nella produzione di un artista.
Uno dei capolavori destinati a guidare l’asta di maggio è Brown and Blacks in Reds del 1957 di Mark Rothko, stimato tra 70 e 100 milioni di dollari (60-86 milioni di euro circa). Il dipinto, alto quasi due metri e mezzo, appartiene al decennio più importante della carriera dell’artista, quando Rothko sviluppò il suo celebre linguaggio basato su grandi campi rettangolari di colore sovrapposti. L’opera è uno dei quindici monumentali dipinti realizzati nel 1957 con dimensioni superiori ai due metri, molti dei quali oggi conservati in importanti musei internazionali.
Prima di entrare nella collezione Mnuchin, il dipinto era stato acquistato intorno al 1957 dalla società Joseph E. Seagram & Sons e la sua intensa tavolozza cromatica è stata spesso messa in relazione con la successiva commissione dei celebri Seagram Murals realizzati dall’artista alla fine degli anni Cinquanta. Nel corso degli anni l’opera è stata esposta in alcune delle più importanti mostre dedicate a Rothko, dalla grande retrospettiva itinerante organizzata dal Solomon R. Guggenheim Museum tra il 1978 e il 1979 fino alla rassegna della Fondation Louis Vuitton.
Tra gli altri lotti di rilievo figura anche No. 1 del 1949, sempre di Rothko, stimato tra 15 e 20 milioni di dollari. L’opera appartiene a un momento di transizione cruciale nella ricerca dell’artista, quando stava passando dalle forme più nebulose dei cosiddetti multiforms degli anni Quaranta ai celebri campi cromatici che avrebbero definito la sua produzione matura negli anni Cinquanta. In questo dipinto convivono entrambe le soluzioni formali, rendendolo una testimonianza rara di quel passaggio stilistico.
Il nucleo dedicato a Willem de Kooning rappresenta una sorta di retrospettiva concentrata della carriera dell’artista, con opere che coprono un arco temporale di quattro decenni, dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta. Tra queste spicca Untitled XLII del 1983, un esempio significativo della fase tarda del pittore, caratterizzata da una pittura più fluida e lirica, animata da passaggi cromatici di blu, rosso, rosa e viola. Il dipinto farà il suo debutto sul mercato proprio in questa occasione.
Un altro momento importante della vendita è rappresentato da Harleman, realizzato nel 1960 da Franz Kline. Il dipinto, conservato nella collezione Mnuchin per oltre vent’anni, è considerato uno dei migliori esempi delle celebri composizioni in bianco e nero dell’artista, tra le immagini più iconiche dell’Espressionismo astratto. Il titolo dell’opera fa riferimento all’amico dell’artista Stanley Harleman e suggerisce un legame sotterraneo tra le sue astrazioni radicali e le figure e i luoghi della sua città natale in Pennsylvania.
La selezione include anche opere di artisti che hanno segnato profondamente l’arte contemporanea al di là dell’Espressionismo astratto. Tra queste compare Louis XIV del 1986 di Jeff Koons, appartenente alla celebre serie Statuary. In queste opere Koons adottò per la prima volta l’acciaio inox lucidato a specchio, materiale che sarebbe poi diventato una delle firme più riconoscibili della sua produzione. Il lavoro si ispira a un busto in vetroresina trovato dall’artista su Canal Street e segna il suo primo confronto diretto con la storia dell’arte. Mnuchin fu tra i primi sostenitori di Koons e contribuì in modo decisivo alla sua affermazione organizzando una delle prime grandi retrospettive dedicate all’artista a New York. L’esemplare presentato in asta è una prova d’artista di un’edizione di tre più una prova, mentre gli altri esemplari sono conservati in importanti collezioni museali, tra cui il Nasher Sculpture Center, il The Broad e la DESTE Foundation for Contemporary Art.
Prima dell’asta, una selezione delle opere è esposta al pubblico in una mostra speciale alla Mnuchin Gallery dall’11 al 15 marzo. Successivamente i lavori più importanti viaggeranno in una serie di esposizioni internazionali che toccheranno Hong Kong, Los Angeles e Londra prima di tornare a New York per la mostra pre-asta al Breuer.
Nel loro insieme, le opere raccontano non solo il gusto raffinato di un grande collezionista, ma anche una visione precisa dell’arte del secondo Novecento. Come ha osservato Lisa Dennison, chairman di Sotheby’s Americas, la raccolta riflette la capacità di Robert e Adriana Mnuchin di individuare momenti decisivi nella carriera degli artisti, scegliendo opere ambiziose e di grande forza. Una filosofia riassunta dallo stesso Mnuchin con parole semplici: “il vero motivo per cui si compra arte è perché la ami, la ami e la ami”.
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