Nel corso dell’estate 2026 la casa d’aste Sotheby’s presenterà a Londra la Lewis Collection, una raccolta di opere d’arte moderna stimata complessivamente circa 200 milioni di sterline, pari a circa 231 milioni di euro. È la più preziosa collezione di un singolo privato mai messa all’asta in Europa. La vendita riunirà lavori di alcuni dei più noti protagonisti della pittura figurativa europea tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. L’iniziativa comprende una fase espositiva a New York e successivamente l’asta londinese.
Una selezione delle opere è stata esposta tra il 2 e il 18 maggio 2026 al Breuer Building di New York, sede storica di Sotheby’s nella città statunitense, e adesso il percorso prosegue con il trasferimento a Londra, dove la collezione sarà presentata al pubblico dal 10 al 23 giugno in una mostra allestita presso la sede londinese della casa d’aste. L’esposizione riunirà un nucleo di opere considerate tra le più rappresentative della pittura figurativa moderna.
La fase conclusiva dell’operazione si svolgerà invece con due appuntamenti distinti. La vendita è programmata per il 24 giugno 2026, con l’asta intitolata Masterpieces from the Lewis Collection, e per il 25 giugno con Modern Day Auction including Masterpieces from the Lewis Collection, presso la sede di New Bond Street a Londra.
Il nucleo della Lewis Collection comprende opere di figure centrali della modernità artistica europea. Tra gli autori rappresentati figurano Gustav Klimt, Egon Schiele, Amedeo Modigliani, Francis Bacon, Gustave Caillebotte, Lucian Freud, Chaïm Soutine e Pablo Picasso. La selezione include inoltre lavori di Henri Matisse, René Magritte, Edgar Degas, Henri de Toulouse-Lautrec e Marc Chagall, delineando un percorso che attraversa diverse declinazioni della figurazione tra XIX e XX secolo.
Tra i lotti più rilevanti figurano Petite danseuse de quatorze ans di Edgar Degas, con una stima tra 18 e 25 milioni di sterline (circa 21–29 milioni di euro). Presentata per la prima volta alla Sesta mostra impressionista del 1881, la scultura in cera suscitò all’epoca forte interesse e immediata controversia, diventando oggi una delle opere più note dell’artista e un punto di riferimento della scultura moderna. La sua resa realistica e la presenza quasi perturbante hanno esercitato un’influenza rilevante sugli sviluppi della scultura tra fine Ottocento e contemporaneità, fino a lavori come quelli di Picasso, Brancusi e Louise Bourgeois, che hanno reinterpretato la tridimensionalità in chiave innovativa.
Tra le opere in vendita figura il dipinto di Gustav Klimt del 1902, Bildnis Gertrud Loew (Gertha Felsőványi), stimato tra 20 e 30 milioni di sterline, pari a circa 23 –34 milioni di euro. L’opera, legata al contesto della Vienna di inizio secolo, rappresenta una delle rare occasioni in cui un ritratto a figura intera dell’artista compare sul mercato. La sua provenienza è complessa e attraversa le vicende storiche della famiglia ritratta, con passaggi legati alle confische avvenute durante il periodo nazionalsocialista e successivi accordi tra eredi e istituzioni coinvolte nella ricostruzione della proprietà.
Di Francis Bacon è presente Two Studies for Self-Portrait del 1977, stimato tra 8 e 12 milioni di sterline (circa 9–14 milioni di euro). Il dipinto si inserisce nella fase successiva alla morte di George Dyer e riflette una stagione di intensa produzione autoriflessiva. L’opera presenta una doppia immagine dell’artista, costruita attraverso deformazioni e dissolvenze cromatiche che accentuano la dimensione psicologica del soggetto.
Segue La Belle promenade di René Magritte, stimata tra 3 e 4 milioni di sterline (circa 3,5–4,6 milioni di euro), opera in cui la figura dell’uomo con bombetta diventa veicolo di una riflessione sul rapporto tra visibile e invisibile. Inserita in una serie avviata negli anni Sessanta, in cui la sagoma del personaggio è riempita da immagini apparentemente scollegate come cieli o paesaggi, l’opera accosta elementi quotidiani e contesti incongrui per mettere in discussione i significati abitualmente attribuiti alle immagini.
È presente anche Nu assis au collier di Amedeo Modigliani, con stima su richiesta. Realizzato in un momento di intensa creatività a Parigi, nel quartiere di Montparnasse durante gli anni della Prima guerra mondiale, il dipinto appartiene al nucleo delle celebri nudes dell’artista, tra le opere che ne hanno definito la fortuna critica. La figura femminile, trattata secondo una sintesi formale ormai pienamente matura, si inserisce in una ricerca che, pur riprendendo la tradizione del nudo occidentale, ne rielabora profondamente i codici, contribuendo a una nuova definizione del soggetto nel Novecento. La produzione di questi lavori segnò un passaggio decisivo nella ricezione dell’opera di Modigliani, collocata tra continuità con la tradizione e rottura modernista.
Si aggiunge poi Sleeping by the Lion Carpet di Lucian Freud, stimato tra 25 e 35 milioni di sterline (circa 29–41 milioni di euro). Considerata tra le più importanti realizzazioni della tarda produzione dell’artista, l’opera rappresenta l’esito più compiuto della sua lunga indagine sul nudo. Il dipinto ritrae Sue Tilley, tra le modelle più note di Freud, ed è caratterizzato da una resa estremamente analitica della figura umana, costruita attraverso un’osservazione ravvicinata e una definizione minuziosa delle superfici corporee. Realizzato nell’arco di circa nove mesi tra il 1995 e il 1996, il lavoro si inserisce nell’ultima fase della serie di grandi nudi dedicati alla stessa modella, considerati tra i risultati più importantidella sua produzione.
Figura anche Stillleben mit Grammophon und Schwertlilien di Max Beckmann, realizzato nel 1924 e riferito alla fase formativa dell’artista a Francoforte, con una stima compresa tra 3 e 4 milioni di sterline (circa 3,5–4,6 milioni di euro). L’opera si colloca all’interno della produzione di nature morte allegoriche sviluppate dall’artista a partire dagli anni Venti, in una fase di transizione della sua ricerca. Il dipinto riflette l’interesse per una costruzione simbolica dell’immagine tipica della Neue Sachlichkeit, in cui rigore compositivo e stratificazione di riferimenti personali e mitologici contribuiscono alla definizione della condizione moderna nel dopoguerra.
È presente inoltre Buste de femme di Pablo Picasso, datato 1938, con una stima tra 12 e 18 milioni di sterline (circa 13,9–20,9 milioni di euro). Il ritratto, dedicato a Dora Maar, si inserisce nel lungo ciclo di opere che l’artista realizza negli anni Trenta e Quaranta attorno alla figura della compagna. L’opera riflette la complessità del loro rapporto e la progressiva trasformazione del ritratto in un campo di sperimentazione formale e psicologica. In questa fase Dora Maar diventa uno dei principali riferimenti della ricerca pittorica di Picasso, in un processo continuo di reinterpretazione dell’immagine femminile.
Segue Portrait de Paul Hugot di Gustave Caillebotte, tra 3,5 e 4,5 milioni di sterline (circa 4–5 milioni di euro). Il dipinto, presentato alla Quinta mostra impressionista del 1880, documenta la relazione tra l’artista e uno dei suoi principali sostenitori, oltre a evidenziare l’approccio compositivo rigoroso e la costruzione spaziale tipica della sua produzione. Nella selezione è presente anche Portrait de garçon en bleu di Chaïm Soutine, databile intorno al 1928, stimato tra 1,8 e 2,5 milioni di sterline (circa 2,1–2,9 milioni di euro). L’opera proviene dalla collezione Castaing ed è legata alla rete di rapporti che sostenne l’artista a Parigi negli anni Trenta.
È presente anche Pablo Picasso, Portrait de Dora Maar (Dora Maar à la coiffe) del 1936, con una stima tra 600.000 e 800.000 sterline (circa 695.000–925.000 euro), realizzato su carta, collocato nel periodo della relazione tra l’artista e la fotografa e intellettuale francese.
Figura inoltre Head of a Peasant di Kazimir Malevich, gouache del 1911, con una stima tra 1,5 e 2 milioni di sterline (circa 1,7–2,3 milioni di euro). L’opera appartiene alla fase primitivista dell’artista e si inserisce nel ciclo dedicato alla vita contadina russa, uno dei momenti iniziali della sua ricerca e passaggio fondamentale verso le avanguardie del primo Novecento. Il lavoro riflette una rappresentazione sintetica e semplificata della figura, sviluppata in un contesto di forte trasformazione culturale della Russia.
Segue inoltre il disegno di Henri de Toulouse-Lautrec, Midinettes avec leurs cartons poursuivies par un monsieur, con una stima tra 300.000 e 400.000 sterline (circa 347.000–463.000 euro). L’opera restituisce una scena di vita urbana parigina di fine Ottocento, concentrandosi sulle giovani lavoratrici dell’industria della moda e sui ritmi della città moderna. Si inserisce nella produzione dell’artista dedicata alla Parigi contemporanea e alle dinamiche sociali della vita urbana in trasformazione.
Chiude la selezione J.Y.M. Seated di Frank Auerbach, realizzato tra il 1991 e il 1992, con una stima tra 400.000 e 600.000 sterline (circa 463.000–695.000 euro). L’opera appartiene al lungo ciclo dedicato a Juliet Yardley Mills, modella ricorrente dell’artista sin dagli anni Cinquanta. Il dipinto riflette la continuità di un rapporto di osservazione sviluppato per oltre quattro decenni, nel quale il ritratto diventa un processo stratificato di costruzione della forma. La superficie pittorica restituisce la dimensione temporale del lavoro, fondato sulla reiterazione del segno e sulla revisione costante dell’immagine.
La collezione, nota come The Lewis Collection o Collezione Lewis, è stata costituita nell’arco di decenni da Joe Lewis e dalla figlia Vivienne. Il nucleo delle opere è stato in larga parte esposto in istituzioni museali internazionali e, in diversi casi, non è comparso sul mercato per lunghi periodi o non vi è mai stato presentato. La selezione riflette un orientamento preciso verso la pittura figurativa moderna, con particolare attenzione alla rappresentazione del corpo umano e alla sua interpretazione.
L’operazione si colloca in una fase di forte attività del mercato globale delle grandi collezioni private. La casa d’aste ha infatti ricordato che la vendita segue risultati recenti che hanno registrato valori record nel segmento delle collezioni singole, inclusa la vendita della collezione Pauline Karpidas, che aveva raggiunto circa 101 milioni di sterline a Londra. In questo contesto, la Lewis Collection si presenta come un ulteriore banco di prova per il mercato delle opere di alta fascia, con una stima che supera sensibilmente i precedenti risultati.
“Fin dall’inizio”, dice il portavoce della Lewis Collection, “siamo stati attratti dall’arte che riflette cosa significhi essere umani: opere che catturano le persone che abitavano il mondo di questi artisti — amici, muse, amanti e contemporanei — ma in modi molto diversi, capaci di incarnare le ambizioni e le ossessioni di ciascun autore. Siamo stati incoraggiati nel vedere che le opere della School of London presentate a marzo sono state accolte così positivamente, una conferma sia di un movimento che da tempo risuona con noi, sia del potere duraturo della pittura figurativa. Con il gruppo che sarà proposto a giugno, speriamo di suscitare un analogo senso di scoperta, ispirando una nuova generazione di collezionisti a confrontarsi con opere che per noi sono state fonte di gioia e fascinazione e che hanno segnato il nostro percorso collezionistico nel corso degli anni. In quel periodo abbiamo, come molti nostri pari collezionisti, riorganizzato e ridefinito la collezione. Sebbene questa vendita pubblica rappresenti una tappa importante, il nostro percorso di collezionisti è tutt’altro che concluso: restiamo impegnati verso i pittori d’avanguardia contemporanei, molti dei cui lavori sono influenzati dagli artisti qui presentati.”
“Joe Lewis è cresciuto nel fermento creativo della Londra del dopoguerra, la città di Bacon, Freud e Kossoff, dove la School of London ha acceso per la prima volta la sua passione da collezionista”, dice Oliver Barker, presidente di Sotheby’s Europa. “Quella scintilla iniziale si è trasformata in un interesse più ampio per la figurazione e, da lì, in una delle più importanti collezioni private di arte moderna al mondo, con opere esposte e celebrate in musei di tutto il mondo. Ora, nella città in cui questa storia ha avuto inizio, è un privilegio presentare insieme queste opere come la più importante collezione privata mai offerta a Londra. Un vero momento di chiusura del cerchio”.
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