Franceschini segreto: a Bologna il modello inedito di Santa Cecilia in gloria


Dal 26 marzo al 20 settembre 2026 il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini ospitano un’opera unica di Marcantonio Franceschini, realizzata come modello riservato per il figlio Giacomo Maria, mai prima d’ora esposta al pubblico.

Dal 26 marzo al 20 settembre 2026, i Musei Civici d’Arte Antica del Comune di Bologna accolgono, nella sede del Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, un dipinto di Marcantonio Franceschini (Bologna, 1648 – 1729) proveniente da una raccolta privata. L’opera, intitolata Santa Cecilia in gloria con i santi Lucia, Margherita d’Antiochia, Osvaldo di Northumbria, rappresenta un modello inedito della produzione dell’artista bolognese e costituisce un’occasione di studio e confronto con i dipinti della sua scuola presenti nel museo. La presentazione al pubblico avrà luogo mercoledì 25 marzo 2026 alle 17.30. La mostra Franceschini segreto. Un modello rivelato, curata da Antonella Mampieri, offre l’opportunità di rileggere con maggiore attenzione, attraverso un confronto diretto, i numerosi dipinti del maestro e della sua scuola conservati nelle sale del museo e realizzati per la famiglia Bargellini.

Franceschini si colloca all’interno della grande tradizione pittorica bolognese che va dai Carracci a Donato Creti. Allievo di Giovanni Maria Galli, detto il Bibiena, e successivamente di Carlo Cignani, lavorò a stretto contatto con Luigi Quaini, con il quale eseguì affreschi in importanti edifici cittadini, tra cui i portici di San Bartolomeo, di Santa Maria dei Servi e l’abside della basilica di San Petronio. A partire dal 1680, Franceschini sviluppò una carriera autonoma, decorando palazzi come Ranuzzi, Monti e Marescotti e realizzando numerose pale d’altare per chiese bolognesi e italiane. Nonostante le richieste dall’estero, preferì mantenere la produzione in patria, inviando le opere a Madrid, Vienna e Germania e spostandosi solo per incarichi importanti a Genova e Roma. La sua bottega, efficiente e ben organizzata, includeva il figlio Giacomo e il cognato Luigi Quaini, oltre a numerosi collaboratori, e gli permise di gestire la produzione su larga scala. Franceschini fu tra i fondatori dell’Accademia Clementina, contribuendo a consolidare il modello classicista bolognese basato su Carracci, Guido Reni e Domenichino.

Marcantonio Franceschini, Santa Cecilia in gloria con i santi Lucia, Margherita d’Antiochia, Osvaldo di Northumbria (1711; olio su tela, 64 x 38 cm; Collezione privata) Foto: Gilberto Urbinati
Marcantonio Franceschini, Santa Cecilia in gloria con i santi Lucia, Margherita d’Antiochia, Osvaldo di Northumbria (1711; olio su tela, 64 x 38 cm; Collezione privata) Foto: Gilberto Urbinati

L’opera in esposizione, una tela del 1711 di dimensioni contenute (64 x 38 cm), rappresenta l’unico modello superstite noto tra quelli preparatori realizzati da Franceschini. La sua esistenza era sconosciuta fino a recenti ricerche d’archivio e rivela il lavoro riservato destinato al figlio Giacomo Maria, impegnato a sua volta nella realizzazione di una pala per la chiesa di Santa Maria Incoronata. La piccola tela, pur concepita come modello preparatorio, mostra un livello di finitura e una cura compositiva inusuali per opere di questo tipo, conferendo al dipinto un valore artistico rilevante. Il soggetto include le sante Cecilia, Margherita d’Antiochia e Lucia, storicamente venerate nella cappella della famiglia Bentivogli Paleotti Coltelli, e successivamente la figura di sant’Osvaldo di Northumbria, collegata ai legami anglosassoni di un ramo della famiglia Paleotti.

La chiesa di Santa Maria Incoronata, in via San Giacomo 13 a Bologna, costituisce un contesto storico importante, seppur poco noto. Edificata nel 1465 dalla Confraternita di Santa Maria Incoronata del Suffragio per accogliere una tavola trecentesca attribuita a Simone de’ Crocifissi, la chiesa ha subito chiusure e riconversioni, inclusa quella a educandato femminile nel XIX secolo. La ristrutturazione del XVIII secolo ha uniformato lo stile interno in chiave “barocchetta”, con decorazioni pittoriche e scultoree ancora oggi preservate. Attualmente, un restauro promosso dal Comitato per Bologna Storica e Artistica e realizzato dall’Accademia di Belle Arti di Bologna mira a restituire alla chiesa il suo aspetto originario.

Marcantonio Franceschini, Venere e Amore (1710; olio su tela, 100 x 70 cm; Bologna, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, inv. 75) Archivio Fotografico Musei Civici d’Arte Antica, Bologna. Su gentile concessione del Settore Musei Civici Bologna
Marcantonio Franceschini, Venere e Amore (1710; olio su tela, 100 x 70 cm; Bologna, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, inv. 75) Archivio Fotografico Musei Civici d’Arte Antica, Bologna. Su gentile concessione del Settore Musei Civici Bologna

Per approfondire la conoscenza del dipinto e del contesto artistico, il museo organizza visite guidate e conferenze gratuite, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Tra le visite guidate in programma, a cura di Antonella Mampieri e Mirko Bonora, si segnalano appuntamenti il 12 aprile, 9 e 6 maggio e giugno, 30 agosto e 12 settembre. Le conferenze si svolgeranno a Palazzo Segni Masetti e affronteranno temi come la continuità tra la pittura di Carlo Cignani e Franceschini, l’organizzazione della bottega del maestro e la storia sociale e architettonica della chiesa di Santa Maria Incoronata, con interventi di Angelo Mazza, Mirko Bonora e Antonio Buitoni.

L’esposizione si inserisce in un programma di riscoperta della chiesa, valorizzata attraverso il cantiere-scuola dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e le aperture straordinarie organizzate durante le Giornate FAI di Primavera, il 21 e 22 marzo 2026. Gli studenti, insieme ai docenti, guidano i visitatori alla scoperta della storia della chiesa, dalla costruzione originaria al restauro in corso, con particolare attenzione agli elementi architettonici e artistici, tra cui opere di Bigari, Bertuzzi, Sandoni e il contributo di Giacomo Maria Franceschini. In questo contesto, l’edificio torna ad essere un luogo di interesse storico e artistico, offrendo una lettura più completa della Bologna settecentesca e delle sue comunità religiose.

Marcantonio Franceschini, Amor vincitore (1697-1698; olio su tela, 115 x 78 cm; Bologna, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, inv. 99) Archivio Fotografico Musei Civici d’Arte Antica, Bologna. Su gentile concessione del Settore Musei Civici Bologna
Marcantonio Franceschini, Amor vincitore (1697-1698; olio su tela, 115 x 78 cm; Bologna, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, inv. 99) Archivio Fotografico Musei Civici d’Arte Antica, Bologna. Su gentile concessione del Settore Musei Civici Bologna

Parallelamente, il volume La Chiesa e il Santuario di Santa Maria Incoronata in Bologna, a cura di Daniele Benati, Mirko Bonora, Antonio Buitoni, Irene Graziani e Angelo Mazza, presentato il 19 marzo 2026 presso la Biblioteca dell’Archiginnasio, ripercorre la storia della chiesa attraverso documentazione archivistica e ricerche sul campo. Il testo offre un quadro dettagliato dei restauri, delle decorazioni e delle opere presenti, accompagnato da un ampio corredo iconografico, con immagini inedite di angoli e opere spesso trascurate, restituendo una lettura approfondita di un monumento rimasto a lungo inaccessibile.

Le visite alla chiesa di Santa Maria Incoronata saranno effettuate il 14 aprile e il 19 maggio 2026, alle 15.30, a cura dell’Accademia di Belle Arti di Bologna e del Comitato per Bologna Storica e Artistica. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria, mentre durante le Giornate FAI di Primavera l’ingresso sarà libero, anche senza prenotazione, con visite guidate degli Apprendisti Ciceroni dei licei cittadini. L’accesso è limitato per motivi di sicurezza e non è fruibile a persone con disabilità a causa di barriere architettoniche.

Informazioni sulla mostra

Titolo mostraFranceschini segreto. Un modello rivelato
CittàBologna
SedeMuseo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini
DateDal 26/03/2026 al 20/09/2026
ArtistiMarcantonio Franceschini
CuratoriAntonella Mampieri
TemiSeicento, Bologna, Arte antica



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